I numeri del racket degli animali (2020)

Orsi, lupi, aquile reali, tassi, volpi, falchi, ibis eremita, cicogne, martore, fringuelli, peppole, pettirossi, cardellini, cervi, verdoni, allodole, tordi, tonni, pesci spada, anguille e molti altri. E’ lunga la lista di specie animali, presenti in Italia, che sono oggetto di crimini e traffici illeciti, attività che di anno in anno si piazza ai primi posti nella classifica italiana dei reati accertati dalle forze di polizia e dalle Capitanerie di porto.
Che l’illegalità ai danni della fauna sia diffusa lo confermano i numeri complessivi dei reati verbalizzati nel 2020: 8.193, oltre 22 al giorno, che rappresentano il 23,5% del totale dei reati ambientali, con 6.792 persone denunciate, oltre 18 al giorno, 5.327 sequestri effettuati e 33 arresti.
Il 2020, con le persone chiuse in casa per la pandemia, ha comunque registrato, in virtù della “sinergia” tra domanda e offerta illegale, una crescita dell’1,3% dei reati verbalizzati e del 102,6% dei sequestri effettuati. La maggior parte dei reati è stata accertata grazie al lavoro delle Capitanerie di porto, che hanno il polso di quella che potremmo definire l’aggressione “a mare” contro gli animali, con un incremento del 3% (dai 4.859 nel 2019 ai5.006 del 2020), e del Comando Carabinieri forestali, ambientali e agroalimentari, che tiene sotto controllo, invece, quella che potremmo definire l’aggressione “sulla terraferma” contro gli animali, con un incremento del 2,7%dei reati (dai 2.601 nel 2019 ai 2.671 del 2020).

I reati contro la fauna “sulla terraferma” e “a  mare”
Cufa – Cta – CcGdfCdpCfrPsTotale
Reati2.6712325.00628138.193
Denunce1.562665.01214936.792
Arresti220011033
Sequestri1.6962313.20719305.327
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020)
Le infrazioni contro la fauna  nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa “sulla terraferma” e “a mare”
CampaniaPugliaCalabriaSiciliaTotale
Reati8101.0555271.2593.651
% sul totale nazionale44,6%
Denunce 6339564821.2123.283
Arresti1011315
Sequestri5826753799382.574
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020)

In testa alla classifica nazionale figura anche quest’anno la Sicilia (1.259 reati, contro i 1.256 del 2019), seguita dalla Puglia (1.055 reati, contro gli 801 del 2019), che sale dalla terza alla seconda posizione, e dalla Campania(810 reati, contro i 1.010 de l 2019), che scende dalla seconda alla terza posizione.
Le province più interessate sono, nell’ordine, quelle di Bari (914 reati, contro i 318 del 2019) che sale dalla sesta alla prima posizione, Palermo (802 reati, contro i 373 del 2018), che passa dalla quarta alla seconda posizione, e Roma (645 reati, contro i 429 del 2019), che scende dalla seconda alla terza posizione.

La classifica regionale dell’illegalità contro la  fauna “sulla terraferma” e “a mare”
    RegioneReati% sul totale nazionaleDenunceArrestiSequestri
1Sicilia1.25915,4%1.2123938
2Puglia1.05512,9%9561675
3Campania8109,9%63310582
4Lazio7379%5590488
5Calabria5276,4%4821379
6Toscana4986,1%4300266
7Abruzzo4665,7%3870287
8Emilia Romagna4305,2%3610240
9Sardegna3814,7%3472192
10Marche3724,5%3160243
11Lombardia3574,4%1985249
12Liguria3324,1%2820204
13Veneto3043,7%2491169
14Friuli Venezia Giulia1912,3%1470180
15Umbria1551,9%67058
16Piemonte1261,5%99073
17Trentino Alto Adige921,1%261067
18Basilicata580,7%23024
19Molise400,5%16012
20Valle d’Aosta30%201
 TOTALE8.193100%6.792335.327
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020)
La classifica provinciale  dell’illegalità contro la fauna “sulla terraferma” e “a mare”
 ProvinciaReati
1Bari914
2Palermo802
3Roma645
4Napoli627
5Reggio Calabria439
6Catania435
7Pescara377
8Livorno310
9Ancona298
10Genova271
11Ravenna269
12Venezia200
13Brescia193
14Cagliari156
15Trieste144
16Olbia Tempio143
17Perugia94
18Trento84
19Salerno72
20Foggia62
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020)
Categorie ItaliaCategorie AnimaliCategorie Numeri

I numeri dell’archeomafia (2020)

Nel 2020 l’attività delle forze dell’ordine per tutelare i beni del nostro prezioso patrimonio culturale ha registrato un significativo incremento sotto il profilo ispettivo. Tra aree archeologiche, musei, case d’asta, negozi, fiere e mercati dell’antiquariato, oltre ad abitazioni di collezionisti privati, i controlli sono stati 11.801, con una media di 32 al giorno, con una crescita, rispetto all’anno precedente, del 32%.
A fronte di questo aumentato impegno sul campo, si registra, per fortuna, un calo dei furti, che passano da 613 a 501 (-18%), così come delle persone denunciate, da 1.730 a 1.424 (-18%) e delle persone arrestate, che vanno da 73 a 29 (-60%).
Diminuiscono anche altri parametri, come i sequestri in attività di tutela (-53%), il numero di sanzioni amministrative comminate (-62%) e quello degli oggetti recuperati, che da 905.472 scendono a 515.267 (-43%), tra oggetti d’arte provenienti da furto e opere false.
Guardando nel dettaglio i dati forniti dalle forze dell’ordine, gli oltre cinquecentomila oggetti recuperati dal mercato illegale nel corso del 2020 rappresentano un “bottino” costituito in larghissima parte, per oltre il 90%, da beni librari e archivistici. Più di 7.000 sono monete antiche provenienti da scavi archeologici clandestini e altrettante le sculture complete, che si sono cioè conservate integralmente. Quasi 11.000 i reperti archeologici, tra pezzi interi e frammenti di vasellame e sculture. Oltre 2.200 le opere false, tra dipinti, disegni, sculture e altri oggetti spacciati per antichi.
Grazie alla classificazione elaborata dai Carabinieri tutela patrimonio culturale, si scopre che il tesoro recuperato proviene principalmente da abitazioni private, quindi da luoghi di culto, da archivi, da musei e pinacoteche.

Il saccheggio del patrimonio culturale
Cufa -Ctpc – CcGdfCdp**CfrPsTotale
Controlli*7.3971274.2760111.801
Furti d’opere d’arte*2961514581501
Denunce1.13226841911.424
Arresti28000129
Abusivismo edilizio in area vincolata55000055
Scavi clandestini24000024
Associazioni a delinquere perseguite2*00002*
Sequestri effettuati in attività di tutela153145000298
Sequestri terreni, immobili e mobili sottoposti a tutela00000165
Sanzioni amministrative32100841
Totale oggetti d’arte recuperati00000515.267
Beni culturali sottoposti a controllo e accertamento fotografico in banca dati34.024000034.024
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2020).
* (aree tutelate da vincoli paesaggistici, aree archeologiche, musei-biblioteche – archivi, esercizi antiquariali, commerciali e privati, mercati e fiere antiquariali, beni culturali controllati in banca dati)
**vigilanza archeologica marittima, Controlli in materia archeologica
il saccheggio del patrimonio culturale nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa
 CampaniaPugliaCalabriaSiciliaTotale
Furti d’opere d’arte45581244159
% sul totale nazionale31,7%
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2020).
La classifica dell’arte rubata 
 RegioneFurti di opere d’arte% sul totale nazionale
1Lazio7314,6%
2Puglia5811,6%
3Toscana5310,6%
4Campania459%
5Sicilia448,8%
6Emilia Romagna418,2%
7Veneto387,6%
8Lombardia285,6%
9Piemonte234,6%
10Liguria163,2%
11Sardegna153%
12Calabria122,4%
13Molise112,2%
13Umbria112,2%
14Marche102%
15Abruzzo91,8%
16Friuli Venezia Giulia81,6%
17Basilicata20,4%
17Trentino Alto Adige20,4%
17Valle D’Aosta20,4%
Totale501100%
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2020).
Il tesoro recuperato
TipologiaNumero di oggetti
Beni Librari e archivistici480.388
Numismatica archeologica proveniente da scavi clandestini7.661
Sculture complete7.479
Reperti archeologici interi6.239
Frammenti reperti archeologici (vasellame, sculture, etc.)4.750
Numismatica (monete)3.826
Falsi (quadri, dipinti, disegni a mano, grafica sculture e altri oggetti antichi)2.233
Arte tessile642
Altri oggetti antichi582
Armi artistiche426
Oggetti religioso/devozionale280
Miscellanea236
Certificazioni false234
Lavori in vetro94
Reperti paleontologici93
Vasellame completo79
Ebanisteria16
Strumenti musicali5
Oreficeria/ Bigiotteria/ Glittica2
Strumenti misuratori del tempo2
Totale515.267
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2020).
Categorie ItaliaCategorie ArcheomafiaCategorie Numeri

I numeri dell’illegalità nel ciclo del cemento (2020)

Nel ciclo del cemento, i reati contestati nel 2020 dalle forze dell’ordine sono in totale 11.393, un dato sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente, in cui aveva già superato il racket dei rifiuti tra i settori riconducibili all’ecomafia. Aumentano le persone denunciate, che sono 13.083 (+23,1% rispetto al 2019), e calano a 22 (-40,5%) quelle arrestate, mentre i sequestri sono 1.999 (-5,2%).
Il 48,7% dei reati accertati è concentrato nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa, ossia Sicilia, Campania, Puglia e Calabria.

 I reati nel ciclo del cemento in Italia
Cufa – Cta – Ctl – CcGdfCdpCfrPsTotale
Reati8.9695021.4433869311.393
Denunce10.8388011.3703699413.083
Arresti70001522
Sequestri80550260631551.999
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020)
I reati nel ciclo del cemento nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa
CampaniaPugliaCalabriaSiciliaTotale
Reati1.4721.3401.0821.6505.544
Denunce1.5111.4749981.6765.659
Arresti1705022
Sequestri3064183532101.287
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020).

A guidare la classifica è la Sicilia, che con 1.650 reati accertati totalizza il 14,5% del dato nazionale, seguita dalla Campania (12,9%), dalla Puglia (11,8%), dalla Calabria (9,5%) e dal Lazio (7,4%). Fanalino di coda è la Valle d’Aosta, con lo 0,3% degli illeciti. Tra le province, svetta Napoli, con 368 reati accertati, seguita da Cosenza con 271 e Salerno con 266.

La classifica regionale dell’illegalità nel ciclo del cemento
    RegioneReati% sul totale nazionaleDenunceArrestiSequestri
1Sicilia1.65014,5%1.6760210
2Campania1.47212,9%1.51117306
3Puglia1.34011,8%1.4740418
4Calabria1.0829,5%9985353
5Lazio8427,4%8390222
6Toscana7826,9%791067
7Lombardia7206,3%1696041
8Veneto4363,8%473026
9Abruzzo4023,5%525049
10Piemonte3963,5%462047
11Basilicata3583,1%387042
12Marche3262,9%250031
13Sardegna3002,6%501077
14Liguria2972,6%555033
15Emilia Romagna2732,4%204037
16Umbria2382,1%29605
17Molise2041,8%302014
18Trentino Alto Adige1401,2%5104
19Friuli Venezia Giulia1020,9%56014
20Valle d’Aosta330,3%3603
 TOTALE11.393100%13.083221.999
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020).
La classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo del cemento 
 ProvinciaReati*
1Napoli368
2Cosenza271
3Salerno266
4Potenza216
5Reggio Calabria215
5Roma215
6Avellino214
7Bari195
8Siracusa184
9Lecce166
10Latina161
11Foggia153
12Caserta133
13Crotone130
14Vibo Valentia122
15Brescia111
16Livorno103
17Catania101
18Palermo100
19Chieti97
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020). *esclusi i dati dei Carabinieri Tutela Ambiente

Da due anni, ormai, nel novero dei reati contestati rientrano a pieno titolo anche le infrazioni in materia di sicurezza, caporalato nei cantieri e indebita percezione di erogazioni ai danni dello stato. Sono infrazioni significative, non solo per la violazione delle norme edilizie, ma anche per la qualità costruttiva degli edifici e delle infrastrutture: le imprese irregolari, che sfruttano il lavoro nero e non lavorano con i requisiti minimi di sicurezza previsti dalla legge, non si fanno scrupoli a usare materiali scadenti e tecniche edilizie poco ortodosse. Questa integrazione, come si vede dal grafico che rappresenta il trend dal 1997, anno della prima edizione del rapporto Ecomafia, ha fatto impennare la curva degli illeciti accertati.

Categorie ItaliaCategorie CementoCategorie Numeri

I numeri degli incendi boschivi (2020)

Il 2020 è stato un anno nefasto per quanto riguarda la piaga degli incendi che hanno attraversato la nostra penisola, con i numeri ufficiali che restituiscono solo in parte la gravità di un fenomeno criminale tra i più devastanti, decisamente fuori controllo e ancora sottovalutato, sia sul fronte della prevenzione sia su quello della repressione. I danni cagionati da chi ha bruciato i boschi (e non solo), negli ultimi anni sono infatti incalcolabili, in termini di perdita di biodiversità, in valore economico e in sacrificio di vite umane.
A dare una dimensione più tangibile, sebbene sottostimata, al problema, basta un confronto tra i numeri forniti dalle forze dell’ordine: a fronte di 4.233 reati accertati, nel 2020, le persone arrestate sono state 18 (l’anno precedente erano state solo 10). Ad andare in cenere oltre 62.000 ettari di superficie boscata e non boscata (+18,3% rispetto al 2019), 552 le persone denunciate e 79 i sequestri operati dai Carabinieri del Cufa e dai Corpi forestali delle regioni a statuto speciale.
Il 54,7% dei roghi si è concentrato in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, che sono anche le regioni che guidano la classifica nazionale del fuoco, seguite dal Lazio, dalla Basilicata, dalla Toscana e dalla Sardegna. La provincia più colpita è stata quella di Cosenza, con 366 reati accertati, quindi quella di Salerno con 335, Palermo con 174, Foggia con 172, Potenza con 167 e Avellino con 162. Il trend, come accennato, è purtroppo in crescita già dal 2019, come evidenzia il grafico sugli incendi dal 2006 al 2020, con picchi che si registrano, quasi sistematicamente, ogni cinque anni.

Incendi dolosi  – colposi – generici
Cufa – CcCfrTotale
Reati3.4008334.233
Superfice boscata e non boscata (ha) *62.623
Denunce45894552
Arresti15318
Sequestri552479
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale e su dati European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS (2020)
Gli incendi dolosi  – colposi – generici nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa
 CampaniaPugliaCalabriaSiciliaTotale
Reati7054605675822.314
% sul totale nazionale54,7%
Superfice boscata e non (ha)4.3261.5579.16636.32151.370
% sul totale superfice boscata e non 82%
Denunce53282514120
Arresti50207
Sequestri436114
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale e su dati European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS (2020)
La classifica regionale degli incendi dolosi  – colposi – generici
RegioneReati% sul totale nazionaleSuperfice boscata e non  (ha)Denunce ArrestiSequestri
1Campania70516,7%4.3265354
2Sicilia58213,7%36.3211401
3Calabria56713,4%9.1662526
4Puglia46010,9%1.5572803
5Lazio3518,3%3.4473646
6Basilicata2846,7%5766104
7Toscana2305,4%11968210
8Sardegna1984,7%4.78279323
9Lombardia1463,4%6372502
10Piemonte1423,4%2213604
11Liguria1253%03802
12Emilia Romagna862%02914
13Molise852%80800
14Abruzzo721,7%1.1951202
15Umbria701,7%1511503
16Friuli Venezia Giulia421%45000
17Veneto380,9%0711
18Marche360,9%01504
19Trentino Alto Adige90,2%0000
20Valle d’Aosta50,1%0300
 TOTALE4.233100%62.6235521879
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale e su dati European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS (2020)
La classifica provinciale degli incendi dolosi  – colposi – generici
 ProvinciaReati
1Cosenza366
2Salerno335
3Palermo174
4Foggia172
5Potenza167
6Avellino161
7Latina125
8Matera117
9Lecce116
10Catania96
11Caserta95
12Crotone94
13Taranto90
14Frosinone85
15Bari76
16Catanzaro75
17Caltanissetta73
18Torino63
19Napoli62
19Enna62
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale (2020)
Categorie ItaliaCategorie IncendiCategorie Numeri

I numeri dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti (2020)

Nel 2020 i reati contestati nel ciclo dei rifiuti sono stati 8.313, quasi 23 al giorno, in calo rispetto all’anno precedente (-12,7%), quando se n’erano contati 9.527, a cui si aggiungono 10.691 denunce, 228 arresti e 3.256 sequestri.
La riduzione complessiva dei reati è dovuta, con ogni probabilità, ai lunghi mesi di lockdown e di contrazione della produzione e dei consumi. Ma non solo: si tratta di un calo che è una buona notizia solo in parte, considerato che se l’emergenza sanitaria ha sicuramente inciso sulla pressione ecocriminale, quanto meno dal punto di vista quantitativo, allo stesso tempo la qualità dell’illegalità ha mantenuto intatta la sua forza, come mostrano sia numeri in crescita sugli arresti (+15,2%), sia, come si dirà meglio dopo, i dati sulle inchieste per lo specifico delitto di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (ex articolo 452-quaterdecies del Codice penale), ossia la fattispecie più grave e, soprattutto, reato simbolo della Rifiuti Spa che raccontiamo nel Rapporto Ecomafia sin dagli anni Novanta.
L’intensità della pressione ecocriminale, sempre più organizzata, è provata anche dal consolidamento del ruolo delle mafie, che appare in maniera plastica sia in numerose inchieste articolate lungo tutto lo Stivale, sia, non a caso, nell’incremento della percentuale di reati contestati nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa, passata dal 41% del 2019 al 44% del 2020. Le mafie fanno dei momenti di crisi e delle difficoltà sistemiche della governance complessiva la loro arma vincente, e sotto questo aspetto non sono mai, purtroppo, impreparate.

I reati nel ciclo dei rifiuti in Italia
Forze dell’ordineCufa –Cta – CcGdfCdpCfrPsTotale
Reati Accertati6.788658534263708.313
Denunce8.6281.0696582548210.691
Arresti20025003228
Sequestri2.31565818537613.256
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020).

Ancora una volta è la Campania la regina della classifica, con 2.054 reati, quasi un quarto di quanto verbalizzato in tutto il paese, un primato incontrastato e poco lusinghiero che si ripete puntualmente a ogni edizione di questo rapporto. Rosicchiando ancora posizioni nella poco invidiabile classifica, al secondo posto si colloca il Lazio con 736 illeciti, poi la Puglia (678), la Lombardia (577) – prima regione del Nord, che può vantare per il secondo anno consecutivo il più alto numero di arresti (56) – e il Piemonte (569 reati). Seguono a stretto giro Sicilia, Sardegna, Calabria, Toscana e Veneto, a conferma della gravità di un fenomeno ecocriminale che non risparmia nessun angolo del paese.

La classifica regionale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti 
    RegioneReati accertati% sul totale nazionaleDenunceArrestiSequestri
1Campania2.05424,7%1.94217896
2Lazio7368,9%94236391
3Puglia6788,2%60114278
4Lombardia5776,9%64356238
5Piemonte5696,8%5240148
6Sicilia4895,9%71641258
7Sardegna4755,7%1.224385
8Calabria4565,5%69314273
9Toscana3804,6%4220121
10Veneto2693,2%6001884
11Emilia Romagna2493%2760107
12Liguria2432,9%308059
13Abruzzo2162,6%224086
14Marche2052,5%234465
15Umbria1922,3%7762539
16Basilicata1872,2%174043
17Molise1121,3%129017
18Trentino Alto Adige1061,3%116017
19Friuli Venezia Giulia901,1%109049
20Valle d’Aosta300,4%3802
 TOTALE8.313100%10.6912283.256
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020).

A livello provinciale, Napoli ha il record di illeciti, 522, seguita da Roma (418), Caserta (282), Salerno (227) e Bari (210). Complessivamente, e andando indietro nel tempo fino al 1997, sono stati 112.932 i reati contestati in tutto il paese nel ciclo illegale dei rifiuti, fotografia di un fenomeno che ha radici lontane nel tempo e che causa l’avvelenamento costante del nostro paese.

La classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti 
 ProvinciaReati accertati*
1Napoli522
2Roma418
3Caserta282
4Salerno227
5Bari210
6Avellino206
7Foggia145
8Cosenza139
9Reggio Calabria122
10Genova114
10Latina114
11Potenza100
12Taranto95
13Brescia92
13Catania92
14Perugia90
15Lecce89
16Brindisi84
17Cuneo81
18Matera78
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020)
*esclusi i dati dei Carabinieri Tutela Ambiente
Categorie ItaliaCategorie RifiutiCategorie Numeri

I numeri dell’agromafia (2020)

Secondo i dati forniti a Legambiente dalle forze dell’ordine, nel corso del 2020 si è registrata una preoccupante diminuzione percentuale del numero di controlli eseguiti su tutto il territorio nazionale: -10,8%, passando dai 641.840 del 2019 a 548.400, ossia una media di 1.502 controlli giornalieri contro i 1.684 dell’anno precedente.
In definitiva, con 182 controlli giornalieri in meno su tutto il territorio nazionale, alcuni fenomeni criminali come la sofisticazione alimentare, il caporalato, lo sfruttamento del lavoro agricolo a danno in particolare dei migranti e varie altre attività, hanno potuto diffondersi e produrre conseguenze spesso drammatiche per l’ambiente e la giustizia sociale.
Nel 2020, infatti, il maggior numero di controlli è stato effettuato nel settore dei prodotti ittici, con 106.477 ispezioni. Al secondo posto si trova invece il fondamentale ambito della tutela delle aree protette e dei parchi, con 96.611 controlli, e infine, al terzo posto della classifica, la vigilanza venatoria, uccellagione e le attività collegate (caccia), con 84.376 controlli.

Le illegalità nella filiera del settore agroalimentare
Settore Operativo*Controlli eseguitiReati penali e illeciti amministratividenunce penali e amministrative arrestiSequestri penali e amministrativiSanzioni penali e amministrative
Acque, Bibite e Bevande spiritose2.17679191011174
Alimenti Dietetici e vari3.976294951002.596
Allevamenti Animali (da reddito, d’affezione, pascolo, detenzione fauna selvatica randagismo, abigeato, zootecnico, maltrattamenti animali)26.8775.397822254054.198
Caporalato in agricoltura11329325443210
Carni e prodotti a base di carne5.6687131.050601.597
Cereali e derivati (riso)3.5252177013178
Conserve alimentari vegetali3.983139379027364
Farine, pane e pasta2.702771868001.602
Frode nell’esercizio del commercio443624912616
Frode in danno dello Stato – Delitti contro il patrimonio – Indebita Percezione erogazioni fondi pubblici (Politica Agricola Comune (PAC) e Piani di Sviluppo Rurale per l’agricoltura (PSR)3.0151.0336963886
Frodi in danno dell’unione europea negli aiuti nel settore agricolo (fondi strutturali e contributi CEE) e nei Paesi in via di sviluppo ed indigenti7413580242188
Frodi nella preparazione e commercio di sostanze e di prodotti agrari4820002
Funghi e tartufi30.6081.612204651.698
Lattiero caseario e derivati9.0284629262111.033
Mangimi2.45003606126
Miele1.5564950140
Olii e Grassi11.484116941020719
Organismi Geneticamente Modificati (OGM)2391630016
Ortofrutta e coserviero3.67957160017304
Pesticidi (fitofarmaci, fertilizzanti, contaminanti e inquinamenti)6.978355124045440
Prodotti ittici (pesce in genere, crostacei, novellame, molluschi, datteri fresco, refrigerato e congelato)106.4776.8445.60603.5336.659
Agricoltura Biologica7.76750216026317
Produzioni a indicazioni geografiche (IGP), denominazioni d’origine (DOP) e specialità tradizionale garantita (STG)6.08851773011459
Ristorazione12.1653.7094.07206.236
Pacchetto Salute e Sicurezza alimentare e animale026449045202
COVID 19 – prodotti irregolari per paese d’origine (integratori alimentari, estratti e parti vegetali, olii essenziali, alimenti vari, tè, spezie, infusi, soluzioni idroalcolica, pagine internet)22.3758.786002009.398
Sementi991261001240
Trasporto animali attuazione direttiva 91/628 CEE9077140270
Tutela Aree Protette e Parchi96.6112.2833030702.021
Tutela della salute sui luoghi di lavoro68940200717
Tutela specie protette CITES13.8928743630396302
Tutela Fauna Minore – apicoltura e allevamenti minori4.26262445709155
Tutela Flora (Dissodamenti, utilizzazioni, cambiamenti di coltura, disboscamenti, tagli boschivi)21.4502.9641.00621011.395
Tutela salute pubblica (Etichettatura tracciabilità) e altre frodi agroalimentari8.9684555940229723
Tutela Made in Italy agroalimentare nel mondo e sul web1.43729533603151
Uova (Ovoprodotti)4672200846
Vigilanza venatoria, uccellagione ed attività collegate (caccia)84.3764.5691.040171.3552.956
Vitivinicolo ed alcolici (comprensivi di vini a DOCG, DOC, e IGT)39.8053803.42052997.146
Zuccheri e integratori, Sanità, farmaci, cosmesi, eccitanti e sostanze dopanti (Anti-Doping)38417056
TOTALE 548.40043.73026.1001287.51653.396
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, Comando Carabinieri Politiche Agricole, Comando carabinieri tutela del lavoro, Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato e Icqrf – Ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (2020).
*settore operativo: suddiviso dagli operatori economici in comparti riguardanti la loro specifica attività nella produzione nella vendita degli alimenti e specialità medicinali nonché degli operatori sanitari nell’ambito del SSNF.
Categorie ItaliaCategorie AgroalimentareCategorie Numeri

I numeri dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti (2019)

Il ciclo dei rifiuti resta, anche nel 2019, il settore maggiormente interessato dai fenomeni più gravi di criminalità ambientale, come dimostrano il numero degli arresti, ben 198, più che raddoppiati rispetto al 2018 (esattamente +112,9%) e quello dei sequestri, 3.552, con un incremento del 14,9%.
A guidare la classifica per numero di reati è la Campania, con 1.930 reati, seguita a grande distanza dalla Puglia (835) e dal Lazio, che con 770 reati sale al terzo posto di questa classifica, scavalcando la Calabria. Impressionante è anche il dato relativo alle inchieste sui traffici illeciti di rifiuti: dal 1° gennaio 2019 al 15 ottobre del 2020 ne sono state messe a segno 44, con 807 persone denunciate, 335 arresti e 168 imprese coinvolte. Quasi 2,4 milioni di tonnellate di rifiuti sono finiti sotto sequestro (la stima tiene conto soltanto dei numeri disponibili per 27 inchieste), pari a una colonna di 95.000 tir lunga 1.293 chilometri, poco più della distanza tra Palermo e Bologna.

I reati nel ciclo dei rifiuti nel 2019
Cufa –Cta – CcGdfCdpCfrPsTotale
Infrazioni accertate7.4176301.208243299.527
Denunce8.9541.0038132085311.031
Arresti143610138198
Sequestri2.55863029658103.552
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
La classifica regionale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti nel 2019
    regioneinfrazioni accertate% sul totale nazionaledenuncearrestisequestri
1Campania1.93020,3%1.987191.074
2Puglia8358,8%9656314
3Lazio7708,1%95542377
4Calabria7127,5%83135315
5Toscana6817,1%6691142
6Piemonte6807,1%6270109
7Lombardia6687%87382237
8Sardegna4414,6%582096
9Sicilia4264,5%5795219
10Emilia Romagna3513,7%4360109
11Abruzzo3243,4%4150118
12Veneto3053,2%351097
13Basilicata2642,8%293258
14Marche2632,8%400088
15Liguria2562,7%290069
16Umbria2232,3%380222
17Molise1681,8%187039
18Friuli Venezia Giulia1161,2%83446
19Trentino Alto Adige921%104019
20Valle d’Aosta220,2%2404
 TOTALE9.527100%11.0311983.552
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
La classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti nel 2019
 provinciainfrazioni accertate
1Napoli609
2Cosenza315
3Roma297
4Avellino275
5Salerno270
6Caserta260
7Bari233
8Latina224
9Foggia185
10Brescia161
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019). *esclusi i dati dei Carabinieri Tutela Ambiente
Fonte: Legambiente. Tabella aggiornata al 16 ottobre 2020
Categorie ItaliaCategorie RifiutiCategorie Numeri

I numeri dell’illegalità nel ciclo del cemento (2019)

I numeri che riassumono l’attività delle forze dell’ordine nel 2019 ci restituiscono un’Italia ancora piegata sotto il peso del cemento illegale, che continua a essere un settore molto rilevante della criminalità ambientale, per il valore economico e per la pervicace diffusione sul territorio.
Quest’anno, se guardiamo al quadro complessivo dei reati ambientali, registriamo addirittura un sorpasso: gli illeciti legati al ciclo del cemento superano quelli contestati nel ciclo dei rifiuti. Con un totale di 11.484, conquistano, infatti, il 31% della torta contro il 25,7% (nel 2018 i reati edilizi erano il 23,4% e quelli legati ai rifiuti il 28,4%).
Un peso inedito, un valore quasi raddoppiato rispetto all’anno scorso, legato a un’intensa attività delle Capitanerie di porto. Un balzo in avanti che riguarda in misura diversa tutte le regioni, con la Liguria e l’Abruzzo che triplicano il dato rispetto all’anno precedente, la Sicilia, il Lazio e il Veneto che lo raddoppiano.
Aumentano, coerentemente, anche le persone denunciate (+22%) e quelle arrestate (+5,7%), nonché i sequestri, con un significativo + 30,2%. Il 43,4% dei reati è avvenuto nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa e a guidare la classifica nazionale c’è sempre, stabilmente, la Campania, con il 14,3%. Seconda è la Puglia con l’11,8%, seguita dalla Calabria con il 10,2%, dalLazio e  dalla Sicilia, rispettivamente con l’8,3% e il 7,1%. Fanalino di coda è, come lo scorso anno, la Valle d’Aosta con lo 0,2%. Il Lazio ha il primato per numero di arresti, 18, mentre Salerno guida la classifica provinciale con 480 infrazioni accertate sul suo territorio, seguita da Lecce, Avellino, Napoli e Latina.

I reati nel ciclo del cemento nel 2019
Cufa – Cta – Ctl – CcGdfCdpCfrPsTotale
Reati7.0364773.5294261611.484
Persone denunciate7.4535342.1125092010.628
Persone arrestate32230037
Sequestri8364777534302.109
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
Gli illeciti amministrativi nel ciclo del cemento nel 2019
Totale
Controlli596.223
Illeciti amministrativi (ammende/sanzioni)22.423
Persone giuridiche denunciate e sanzionate654
Violazioni dei sigilli120
Sequestri beni immobili* n.416
Sequestri beni immobili* sequestrati mq189.130
Valore economico sequestri e sanzioni in euro648.434.080
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019). *Immobili abitativi e speciali abusivi, stabilimenti balneari, piattaforme, pontili, banchine, terreni qualità, terreni per destinazione, terreni demaniali, altri
La classifica regionale dell’illegalità nel ciclo del cemento nel 2019
    regionereati% sul totale nazionalepersone denunciatepersone arrestatesequestri
1Campania1.64514,3%1.2382332
2Puglia1.35011,8%1.3650335
3Calabria1.17310,2%1.3529459
4Lazio9488,3%79518269
5Sicilia8147,1%8590209
6Lombardia7606,6%796436
7Toscana7156,2%755063
8Liguria6916%422085
9Veneto6085,3%499023
10Abruzzo4373,8%404041
11Basilicata4003,5%393028
12Sardegna3733,2%422062
13Emilia Romagna3162,8%224154
14Piemonte2992,6%35006
15Marche2402,1%266342
16Molise1981,7%92032
17Trentino Alto Adige1901,7%5606
18Friuli Venezia Giulia1541,3%131020
19Umbria1491,3%19906
20Valle d’Aosta240,2%1001
 TOTALE11.484100%10.628372.109
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
La classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo del cemento nel 2019
 provinciareati* 
1Salerno480
2Lecce471
3Avellino466
4Napoli442
5Latina427
6Cosenza420
7Roma339
8Livorno330
9Potenza322
10La Spezia303
11Vibo Valentia297
12Bari293
13Reggio Calabria272
14Siracusa239
15Brindisi205
16Messina204
17Palermo197
18Genova196
19Foggia185
20Taranto181
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019). *esclusi i dati dei Carabinieri tutela ambiente

 

Categorie ItaliaCategorie CementoCategorie Numeri

I numeri dell’illegalità ambientale in Italia

L’illegalità ambientale nel 2019 è cresciuta come numero di reati, arrivati a quota 34.648, con un incremento del 23,1% rispetto al 2018, pari a circa 95 reati al giorno, 4 ogni ora. Crescono anche le persone arrestate, che lo scorso anno sono state 288 (+14,3%). E qui vale la pena introdurre subito un altro parametro di analisi, su cui si tornerà più avanti, per comprendere anche come stia cambiando la “geografia” della criminalità ambientale: la Lombardia, da sola, con 88 ordinanze di custodia colleziona più arresti per reati ambientali delle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) messe insieme, che si fermano a 86. In flessione, invece, il numero di persone denunciate, comunque ben 29.769 (-15,2% rispetto al 2018), e i sequestri, che sono stati 9.112, con un calo del 9,5%. Su questi numeri incidono, però, sia le riduzioni relative agli “altri illeciti” (a titolo esemplificativo, da quelli contro la flora all’elettromagnetismo) sia i risultati inferiori registrati nel 2019 dai Corpi forestali regionali (-37,7% di persone denunciate e -8,2% di sequestri).

L’illegalità ambientale nel 2019
 Cufa – Cta-  Ctpc – Ctl – Cpa – CCGdfCdpCfrPsTotale
Reati21.0081.61910.1471.73513934.648
Persone denunciate18.8332.0557.84192511529.769
Persone arrestate2178131238288
Sequestri5.6591.6181.451338469.112
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).

La crescita più rilevante è quella che si registra nel ciclo illegale del cemento (dalle cave abusive alle costruzioni illegali), che con 11.484 reati (+74,6%
rispetto al 2018) si colloca al primo posto di questa graduatoria per tipologia di attività ecocriminali. Il ciclo dei rifiuti resta, comunque, il settore maggiormente interessato dai fenomeni più gravi di criminalità ambientale, come dimostra il numero degli arresti, ben 198, più che raddoppiati rispetto al 2018 (esattamente +112,9%)
e quello dei sequestri, 3.552, con un incremento del 14,9% rispetto al 2018.
Da segnalare, infine, altri tre dati: l’incremento nel 2019 del 92,5% dei reati connessi agli incendi boschivi, che sono stati 3.916, dopo la flessione del 2018; la crescita nel 2019 del 10,5% dei reati contro la fauna (8.088), con
39 arresti (+69,6%); lo straordinario risultato ottenuto nel recupero di oggetti d’arte e reperti archeologici trafugati, che ammontano complessivamente a 905.472, con una crescita del 1.397,7% rispetto al 2018.

La classifica su base regionale dei reati ambientali accertati lo scorso anno dalle forze dell’ordine e dalle Capitaneria di porto non riserva, purtroppo, molte sorprese: la Campania continua a essere, come sempre, in testa alle classifiche, sia per quanto riguarda il numero di reati (5.549) sia per quello dei sequestri (1.777). Le prime quattro posizioni sono occupate dalle regioni a tradizionale presenza mafiosa, dove si concentra il 44,4% degli illeciti penali (in leggera flessione rispetto al 2018, quando aveva sfiorato il 45%): al secondo posto, infatti, si colloca la Puglia, con 3.598 reati, seguita dalla Sicilia (3.258) e dalla Calabria, a quota 2.963, che è però la prima regione del Sud come numero di persone arrestate, 47. Restano sostanzialmente stabili nelle loro posizioni il Lazio, al quinto posto con 2.692 reati ma al secondo come numero di persone arrestate (62) e sequestri (1.080), entrambi indicatori di gravità degli illeciti commessi, seguito dalla Toscana, in sesta posizione (2.197 reati) e dalla Lombardia, prima regione del Nord con 1.994 reati ma, come già accennato, prima in Italia per numero di persone arrestate (88). La Liguria è ottava (1.842 reati) e supera la Sardegna, con un incremento pari al 73,4% rispetto al 2018.

La classifica regionale dell’illegalità ambientale nel 2019
    Regionereati% sul totale Persone denunciatePersone arrestatesequestri
1Campania5.54916%4.231241.777
2Puglia3.59810,4%3.20071.020
3Sicilia3.2589,4%2.8028710
4Calabria2.9638,6%2.53147974
5Lazio2.6927,8%2.378621.080
6Toscana2.1976,3%1.9202451
7Lombardia1.9945,8%1.93388534
8Liguria1.8425,3%1.3862262
9Sardegna1.3683,9%1.4448315
10Veneto1.3403,9%1.2113302
11Piemonte1.3073,8%1.1081216
12Emilia Romagna1.1783,4%1.0001352
13Abruzzo1.1623,4%1.096215
14Basilicata1.0172,9%7412114
15Marche9902,9%1.0424280
16Umbria6321,8%6823123
17Friuli Venezia Giulia5441,6%3458203
18Molise5301,5%436115
19Trentino Alto Adige4091,2%2371863
20Valle d’Aosta780,2%466
 TOTALE34.648100%29.7692889.112
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).

Napoli si conferma prima provincia per numero di reati ambientali (2.207), seguita da Salerno, che scala sei posti rispetto al 2018, con 1.161 reati, più del doppio rispetto al 2018, e Roma (1.145), che scende dal secondo al terzo posto. Cosenza, quarta con 1.105 reati, è la prima provincia della Calabria e Bari, a quota 1.012, è la prima della Puglia. La flessione dei numeri delle attività svolte dal Corpo forestale regionale della Sicilia spiega la riduzione dei reati nelle province di questa regione, a cominciare da Palermo, quarta nel 2018 e ora in settima posizione. Preoccupano i dati in crescita di Latina, ottava con 855 reati, più del doppio rispetto al 2018, quando era in quattordicesima posizione. La prima provincia del Nord è Genova, decima in classifica con 754 reati.

La classifica provinciale dell’illegalità ambientale nel 2019
 ProvinciaReati
1Napoli2.207
2Salerno1.161
3Roma1.145
4Cosenza1.105
5Bari1.012
6Avellino885
7Palermo883
8Latina855
9Lecce814
10Genova754
11Reggio Calabria691
12Livorno676
13Foggia647
14Potenza621
15Caserta574
16Siracusa519
17Taranto513
18Brescia503
19La Spezia485
20Trapani457
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).

Gli accertamenti nei confronti delle singole persone non esauriscono l’insieme delle attività di controllo svolte dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto in materia ambientale. I dati che vengono riportati nella tabella “Illeciti amministrativi, persone giuridiche denunciate e sanzionate, valore economico di sequestri e sanzioni in materia ambientale nel 2019” danno conto di un’altra tipologia di sanzioni, che fanno riferimento a illeciti meno gravi, quelli di natura amministrativa, ma anche alle persone giuridiche, ovvero alle imprese, denunciate e sanzionate, ai sequestri eseguiti, alle superfici interessate, in metri quadrati, ai prodotti, in chilogrammi, al valore economico di sequestri e sanzioni. Si tratta di numeri, se possibile, ancora più impressionanti di quelli commentati finora, a partire dai controlli eseguiti: quasi 1,7 milioni. Gli illeciti amministrativi contestati in materia ambientale, con ammende e sanzioni, sono stati ben 123.625, alla media di 338,7 al giorno, oltre 14 ogni ora, con 447.232 sequestri, per un valore economico complessivo di oltre 2,3 miliardi di euro.

Illeciti amministrativi, persone giuridiche denunciate e sanzionate, valore economico dei sequestri e delle sanzioni in materia ambientale nel 2019
Controlli1.694.093
Illeciti amministrativi (ammende/sanzioni)123.625
Persone giuridiche denunciate e sanzionate1.104
Sequestri * n.447.232
Sequestri * mq354.195
Sequestri kg1.599.454.559
Valore economico sequestri e sanzioni in euro2.372.049.641
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
* Discariche, immobili speciali e abusivi, (opifici, negozi magazzini, laboratori), terreni per destinazione (seminativi, bosco, risaia, pascolo, giardino, orto, agrumeto, etc), terreni demaniali, altri beni, sequestri fauna “sulla terraferma” e “a mare”)

 

Categorie ItaliaCategorie Illegalità ambientaleCategorie Numeri

L’illegalità ambientale nel 2019

L’illegalità ambientale nel 2019 è cresciuta, con 34.648 reati accertati, alla media di 4 ogni ora. L’incremento rispetto al 2018 è del 23,1%.
La Campania è, come sempre, in testa alle classifiche, con 5.549 reati contro l’ambiente, seguita nel 2019 da Puglia, Sicilia e Calabria (prima regione
del Sud come numero di arresti). E, come ogni anno, in queste quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa si concentra quasi la metà di tutti gli illeciti penali accertati grazie alle indagini, esattamente il 44,4%. Ma è un altro il
dato su cui vale la pena riflettere per capire meglio come stia “mutando” l’ecomafia nel nostro paese: la Lombardia, da sola, con 88 ordinanze di custodia cautelare, colleziona più arresti per reati ambientali di Campania, Puglia,
Calabria e Sicilia messe insieme, che si fermano a 86.

L’illegalità ambientale nel 2019
 Cufa – Cta-  Ctpc – Ctl – Cpa – CCGdfCdpCfrPsTotale
Reati21.0081.61910.1471.73513934.648
Persone Denunciate18.8332.0557.84192511529.769
Persone Arrestate2178131238288
Sequestri5.6591.6181.451338469.112
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
La classifica regionale dell’illegalità ambientale nel 2019
    RegioneReati% sul totale nazionalePersone denunciatePersone arrestateSequestri
1Campania5.54916%4.231241.777
2Puglia3.59810,4%3.20071.020
3Sicilia3.2589,4%2.8028710
4Calabria2.9638,6%2.53147974
5Lazio2.6927,8%2.378621.080
6Toscana2.1976,3%1.9202451
7Lombardia1.9945,8%1.93388534
8Liguria1.8425,3%1.3862262
9Sardegna1.3683,9%1.4448315
10Veneto1.3403,9%1.2113302
11Piemonte1.3073,8%1.1081216
12Emilia Romagna1.1783,4%1.0001352
13Abruzzo1.1623,4%1.096215
14Basilicata1.0172,9%7412114
15Marche9902,9%1.0424280
16Umbria6321,8%6823123
17Friuli Venezia Giulia5441,6%3458203
18Molise5301,5%436115
19Trentino Alto Adige4091,2%2371863
20Valle d’Aosta780,2%466
 TOTALE34.648100%29.7692889.112
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
L’illegalità ambientale nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa nel 2019
CampaniaPugliaCalabriaSiciliaTotale
Reati5.5493.5982.9633.25815.368
% sul totale nazionale44,4%
Persone denunciate4.2313.2002.5312.80212.764
Persone arrestate24747886
Sequestri1.7771.0209747104.481
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
La classifica provinciale dell’illegalità ambientale nel 2019
 ProvinciaReati
1Napoli2.207
2Salerno1.161
3Roma1.145
4Cosenza1.105
5Bari1.012
6Avellino885
7Palermo883
8Latina855
9Lecce814
10Genova754
11Reggio Calabria691
12Livorno676
13Foggia647
14Potenza621
15Caserta574
16Siracusa519
17Taranto513
18Brescia503
19La Spezia485
20Trapani457
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
Illeciti amministrativi, persone giuridiche denunciate e sanzionate, valore economico di sequestri e sanzioni in materia ambientale nel 2019 
Totale
Controlli1.694.093
Illeciti amministrativi (ammende/sanzioni)123.625
Persone giuridiche denunciate e sanzionate1.104
Sequestri * n.447.232
Sequestri * mq354.195
Sequestri kg1.599.454.559
Valore economico sequestri e sanzioni in euro2.372.049.641
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
* Discariche, immobili speciali e abusivi, (opifici, negozi magazzini, laboratori), terreni per destinazione (seminativi, bosco, risaia, pascolo, giardino, orto, agrumeto, etc), terreni demaniali, altri beni, sequestri fauna sulla terraferma e a mare.
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