I numeri dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti (2019)

Il ciclo dei rifiuti resta, anche nel 2019, il settore maggiormente interessato dai fenomeni più gravi di criminalità ambientale, come dimostrano il numero degli arresti, ben 198, più che raddoppiati rispetto al 2018 (esattamente +112,9%) e quello dei sequestri, 3.552, con un incremento del 14,9%.
A guidare la classifica per numero di reati è la Campania, con 1.930 reati, seguita a grande distanza dalla Puglia (835) e dal Lazio, che con 770 reati sale al terzo posto di questa classifica, scavalcando la Calabria. Impressionante è anche il dato relativo alle inchieste sui traffici illeciti di rifiuti: dal 1° gennaio 2019 al 15 ottobre del 2020 ne sono state messe a segno 44, con 807 persone denunciate, 335 arresti e 168 imprese coinvolte. Quasi 2,4 milioni di tonnellate di rifiuti sono finiti sotto sequestro (la stima tiene conto soltanto dei numeri disponibili per 27 inchieste), pari a una colonna di 95.000 tir lunga 1.293 chilometri, poco più della distanza tra Palermo e Bologna.

I reati nel ciclo dei rifiuti nel 2019
Cufa –Cta – CcGdfCdpCfrPsTotale
Infrazioni accertate7.4176301.208243299.527
Denunce8.9541.0038132085311.031
Arresti143610138198
Sequestri2.55863029658103.552
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
La classifica regionale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti nel 2019
    regioneinfrazioni accertate% sul totale nazionaledenuncearrestisequestri
1Campania1.93020,3%1.987191.074
2Puglia8358,8%9656314
3Lazio7708,1%95542377
4Calabria7127,5%83135315
5Toscana6817,1%6691142
6Piemonte6807,1%6270109
7Lombardia6687%87382237
8Sardegna4414,6%582096
9Sicilia4264,5%5795219
10Emilia Romagna3513,7%4360109
11Abruzzo3243,4%4150118
12Veneto3053,2%351097
13Basilicata2642,8%293258
14Marche2632,8%400088
15Liguria2562,7%290069
16Umbria2232,3%380222
17Molise1681,8%187039
18Friuli Venezia Giulia1161,2%83446
19Trentino Alto Adige921%104019
20Valle d’Aosta220,2%2404
 TOTALE9.527100%11.0311983.552
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
La classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti nel 2019
 provinciainfrazioni accertate
1Napoli609
2Cosenza315
3Roma297
4Avellino275
5Salerno270
6Caserta260
7Bari233
8Latina224
9Foggia185
10Brescia161
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019). *esclusi i dati dei Carabinieri Tutela Ambiente
Fonte: Legambiente. Tabella aggiornata al 16 ottobre 2020
Categorie ItaliaCategorie RifiutiCategorie Numeri

I numeri dell’illegalità nel ciclo del cemento (2019)

I numeri che riassumono l’attività delle forze dell’ordine nel 2019 ci restituiscono un’Italia ancora piegata sotto il peso del cemento illegale, che continua a essere un settore molto rilevante della criminalità ambientale, per il valore economico e per la pervicace diffusione sul territorio.
Quest’anno, se guardiamo al quadro complessivo dei reati ambientali, registriamo addirittura un sorpasso: gli illeciti legati al ciclo del cemento superano quelli contestati nel ciclo dei rifiuti. Con un totale di 11.484, conquistano, infatti, il 31% della torta contro il 25,7% (nel 2018 i reati edilizi erano il 23,4% e quelli legati ai rifiuti il 28,4%).
Un peso inedito, un valore quasi raddoppiato rispetto all’anno scorso, legato a un’intensa attività delle Capitanerie di porto. Un balzo in avanti che riguarda in misura diversa tutte le regioni, con la Liguria e l’Abruzzo che triplicano il dato rispetto all’anno precedente, la Sicilia, il Lazio e il Veneto che lo raddoppiano.
Aumentano, coerentemente, anche le persone denunciate (+22%) e quelle arrestate (+5,7%), nonché i sequestri, con un significativo + 30,2%. Il 43,4% dei reati è avvenuto nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa e a guidare la classifica nazionale c’è sempre, stabilmente, la Campania, con il 14,3%. Seconda è la Puglia con l’11,8%, seguita dalla Calabria con il 10,2%, dalLazio e  dalla Sicilia, rispettivamente con l’8,3% e il 7,1%. Fanalino di coda è, come lo scorso anno, la Valle d’Aosta con lo 0,2%. Il Lazio ha il primato per numero di arresti, 18, mentre Salerno guida la classifica provinciale con 480 infrazioni accertate sul suo territorio, seguita da Lecce, Avellino, Napoli e Latina.

I reati nel ciclo del cemento nel 2019
Cufa – Cta – Ctl – CcGdfCdpCfrPsTotale
Reati7.0364773.5294261611.484
Persone denunciate7.4535342.1125092010.628
Persone arrestate32230037
Sequestri8364777534302.109
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
Gli illeciti amministrativi nel ciclo del cemento nel 2019
Totale
Controlli596.223
Illeciti amministrativi (ammende/sanzioni)22.423
Persone giuridiche denunciate e sanzionate654
Violazioni dei sigilli120
Sequestri beni immobili* n.416
Sequestri beni immobili* sequestrati mq189.130
Valore economico sequestri e sanzioni in euro648.434.080
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019). *Immobili abitativi e speciali abusivi, stabilimenti balneari, piattaforme, pontili, banchine, terreni qualità, terreni per destinazione, terreni demaniali, altri
La classifica regionale dell’illegalità nel ciclo del cemento nel 2019
    regionereati% sul totale nazionalepersone denunciatepersone arrestatesequestri
1Campania1.64514,3%1.2382332
2Puglia1.35011,8%1.3650335
3Calabria1.17310,2%1.3529459
4Lazio9488,3%79518269
5Sicilia8147,1%8590209
6Lombardia7606,6%796436
7Toscana7156,2%755063
8Liguria6916%422085
9Veneto6085,3%499023
10Abruzzo4373,8%404041
11Basilicata4003,5%393028
12Sardegna3733,2%422062
13Emilia Romagna3162,8%224154
14Piemonte2992,6%35006
15Marche2402,1%266342
16Molise1981,7%92032
17Trentino Alto Adige1901,7%5606
18Friuli Venezia Giulia1541,3%131020
19Umbria1491,3%19906
20Valle d’Aosta240,2%1001
 TOTALE11.484100%10.628372.109
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
La classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo del cemento nel 2019
 provinciareati* 
1Salerno480
2Lecce471
3Avellino466
4Napoli442
5Latina427
6Cosenza420
7Roma339
8Livorno330
9Potenza322
10La Spezia303
11Vibo Valentia297
12Bari293
13Reggio Calabria272
14Siracusa239
15Brindisi205
16Messina204
17Palermo197
18Genova196
19Foggia185
20Taranto181
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019). *esclusi i dati dei Carabinieri tutela ambiente

 

Categorie ItaliaCategorie CementoCategorie Numeri

I numeri dell’illegalità ambientale in Italia

L’illegalità ambientale nel 2019 è cresciuta come numero di reati, arrivati a quota 34.648, con un incremento del 23,1% rispetto al 2018, pari a circa 95 reati al giorno, 4 ogni ora. Crescono anche le persone arrestate, che lo scorso anno sono state 288 (+14,3%). E qui vale la pena introdurre subito un altro parametro di analisi, su cui si tornerà più avanti, per comprendere anche come stia cambiando la “geografia” della criminalità ambientale: la Lombardia, da sola, con 88 ordinanze di custodia colleziona più arresti per reati ambientali delle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) messe insieme, che si fermano a 86. In flessione, invece, il numero di persone denunciate, comunque ben 29.769 (-15,2% rispetto al 2018), e i sequestri, che sono stati 9.112, con un calo del 9,5%. Su questi numeri incidono, però, sia le riduzioni relative agli “altri illeciti” (a titolo esemplificativo, da quelli contro la flora all’elettromagnetismo) sia i risultati inferiori registrati nel 2019 dai Corpi forestali regionali (-37,7% di persone denunciate e -8,2% di sequestri).

L’illegalità ambientale nel 2019
 Cufa – Cta-  Ctpc – Ctl – Cpa – CCGdfCdpCfrPsTotale
Reati21.0081.61910.1471.73513934.648
Persone denunciate18.8332.0557.84192511529.769
Persone arrestate2178131238288
Sequestri5.6591.6181.451338469.112
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).

La crescita più rilevante è quella che si registra nel ciclo illegale del cemento (dalle cave abusive alle costruzioni illegali), che con 11.484 reati (+74,6%
rispetto al 2018) si colloca al primo posto di questa graduatoria per tipologia di attività ecocriminali. Il ciclo dei rifiuti resta, comunque, il settore maggiormente interessato dai fenomeni più gravi di criminalità ambientale, come dimostra il numero degli arresti, ben 198, più che raddoppiati rispetto al 2018 (esattamente +112,9%)
e quello dei sequestri, 3.552, con un incremento del 14,9% rispetto al 2018.
Da segnalare, infine, altri tre dati: l’incremento nel 2019 del 92,5% dei reati connessi agli incendi boschivi, che sono stati 3.916, dopo la flessione del 2018; la crescita nel 2019 del 10,5% dei reati contro la fauna (8.088), con
39 arresti (+69,6%); lo straordinario risultato ottenuto nel recupero di oggetti d’arte e reperti archeologici trafugati, che ammontano complessivamente a 905.472, con una crescita del 1.397,7% rispetto al 2018.

La classifica su base regionale dei reati ambientali accertati lo scorso anno dalle forze dell’ordine e dalle Capitaneria di porto non riserva, purtroppo, molte sorprese: la Campania continua a essere, come sempre, in testa alle classifiche, sia per quanto riguarda il numero di reati (5.549) sia per quello dei sequestri (1.777). Le prime quattro posizioni sono occupate dalle regioni a tradizionale presenza mafiosa, dove si concentra il 44,4% degli illeciti penali (in leggera flessione rispetto al 2018, quando aveva sfiorato il 45%): al secondo posto, infatti, si colloca la Puglia, con 3.598 reati, seguita dalla Sicilia (3.258) e dalla Calabria, a quota 2.963, che è però la prima regione del Sud come numero di persone arrestate, 47. Restano sostanzialmente stabili nelle loro posizioni il Lazio, al quinto posto con 2.692 reati ma al secondo come numero di persone arrestate (62) e sequestri (1.080), entrambi indicatori di gravità degli illeciti commessi, seguito dalla Toscana, in sesta posizione (2.197 reati) e dalla Lombardia, prima regione del Nord con 1.994 reati ma, come già accennato, prima in Italia per numero di persone arrestate (88). La Liguria è ottava (1.842 reati) e supera la Sardegna, con un incremento pari al 73,4% rispetto al 2018.

La classifica regionale dell’illegalità ambientale nel 2019
    Regionereati% sul totale Persone denunciatePersone arrestatesequestri
1Campania5.54916%4.231241.777
2Puglia3.59810,4%3.20071.020
3Sicilia3.2589,4%2.8028710
4Calabria2.9638,6%2.53147974
5Lazio2.6927,8%2.378621.080
6Toscana2.1976,3%1.9202451
7Lombardia1.9945,8%1.93388534
8Liguria1.8425,3%1.3862262
9Sardegna1.3683,9%1.4448315
10Veneto1.3403,9%1.2113302
11Piemonte1.3073,8%1.1081216
12Emilia Romagna1.1783,4%1.0001352
13Abruzzo1.1623,4%1.096215
14Basilicata1.0172,9%7412114
15Marche9902,9%1.0424280
16Umbria6321,8%6823123
17Friuli Venezia Giulia5441,6%3458203
18Molise5301,5%436115
19Trentino Alto Adige4091,2%2371863
20Valle d’Aosta780,2%466
 TOTALE34.648100%29.7692889.112
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).

Napoli si conferma prima provincia per numero di reati ambientali (2.207), seguita da Salerno, che scala sei posti rispetto al 2018, con 1.161 reati, più del doppio rispetto al 2018, e Roma (1.145), che scende dal secondo al terzo posto. Cosenza, quarta con 1.105 reati, è la prima provincia della Calabria e Bari, a quota 1.012, è la prima della Puglia. La flessione dei numeri delle attività svolte dal Corpo forestale regionale della Sicilia spiega la riduzione dei reati nelle province di questa regione, a cominciare da Palermo, quarta nel 2018 e ora in settima posizione. Preoccupano i dati in crescita di Latina, ottava con 855 reati, più del doppio rispetto al 2018, quando era in quattordicesima posizione. La prima provincia del Nord è Genova, decima in classifica con 754 reati.

La classifica provinciale dell’illegalità ambientale nel 2019
 ProvinciaReati
1Napoli2.207
2Salerno1.161
3Roma1.145
4Cosenza1.105
5Bari1.012
6Avellino885
7Palermo883
8Latina855
9Lecce814
10Genova754
11Reggio Calabria691
12Livorno676
13Foggia647
14Potenza621
15Caserta574
16Siracusa519
17Taranto513
18Brescia503
19La Spezia485
20Trapani457
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).

Gli accertamenti nei confronti delle singole persone non esauriscono l’insieme delle attività di controllo svolte dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto in materia ambientale. I dati che vengono riportati nella tabella “Illeciti amministrativi, persone giuridiche denunciate e sanzionate, valore economico di sequestri e sanzioni in materia ambientale nel 2019” danno conto di un’altra tipologia di sanzioni, che fanno riferimento a illeciti meno gravi, quelli di natura amministrativa, ma anche alle persone giuridiche, ovvero alle imprese, denunciate e sanzionate, ai sequestri eseguiti, alle superfici interessate, in metri quadrati, ai prodotti, in chilogrammi, al valore economico di sequestri e sanzioni. Si tratta di numeri, se possibile, ancora più impressionanti di quelli commentati finora, a partire dai controlli eseguiti: quasi 1,7 milioni. Gli illeciti amministrativi contestati in materia ambientale, con ammende e sanzioni, sono stati ben 123.625, alla media di 338,7 al giorno, oltre 14 ogni ora, con 447.232 sequestri, per un valore economico complessivo di oltre 2,3 miliardi di euro.

Illeciti amministrativi, persone giuridiche denunciate e sanzionate, valore economico dei sequestri e delle sanzioni in materia ambientale nel 2019
Controlli1.694.093
Illeciti amministrativi (ammende/sanzioni)123.625
Persone giuridiche denunciate e sanzionate1.104
Sequestri * n.447.232
Sequestri * mq354.195
Sequestri kg1.599.454.559
Valore economico sequestri e sanzioni in euro2.372.049.641
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
* Discariche, immobili speciali e abusivi, (opifici, negozi magazzini, laboratori), terreni per destinazione (seminativi, bosco, risaia, pascolo, giardino, orto, agrumeto, etc), terreni demaniali, altri beni, sequestri fauna “sulla terraferma” e “a mare”)

 

Categorie ItaliaCategorie Illegalità ambientaleCategorie Numeri

L’illegalità ambientale nel 2019

L’illegalità ambientale nel 2019 è cresciuta, con 34.648 reati accertati, alla media di 4 ogni ora. L’incremento rispetto al 2018 è del 23,1%.
La Campania è, come sempre, in testa alle classifiche, con 5.549 reati contro l’ambiente, seguita nel 2019 da Puglia, Sicilia e Calabria (prima regione
del Sud come numero di arresti). E, come ogni anno, in queste quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa si concentra quasi la metà di tutti gli illeciti penali accertati grazie alle indagini, esattamente il 44,4%. Ma è un altro il
dato su cui vale la pena riflettere per capire meglio come stia “mutando” l’ecomafia nel nostro paese: la Lombardia, da sola, con 88 ordinanze di custodia cautelare, colleziona più arresti per reati ambientali di Campania, Puglia,
Calabria e Sicilia messe insieme, che si fermano a 86.

L’illegalità ambientale nel 2019
 Cufa – Cta-  Ctpc – Ctl – Cpa – CCGdfCdpCfrPsTotale
Reati21.0081.61910.1471.73513934.648
Persone Denunciate18.8332.0557.84192511529.769
Persone Arrestate2178131238288
Sequestri5.6591.6181.451338469.112
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
La classifica regionale dell’illegalità ambientale nel 2019
    RegioneReati% sul totale nazionalePersone denunciatePersone arrestateSequestri
1Campania5.54916%4.231241.777
2Puglia3.59810,4%3.20071.020
3Sicilia3.2589,4%2.8028710
4Calabria2.9638,6%2.53147974
5Lazio2.6927,8%2.378621.080
6Toscana2.1976,3%1.9202451
7Lombardia1.9945,8%1.93388534
8Liguria1.8425,3%1.3862262
9Sardegna1.3683,9%1.4448315
10Veneto1.3403,9%1.2113302
11Piemonte1.3073,8%1.1081216
12Emilia Romagna1.1783,4%1.0001352
13Abruzzo1.1623,4%1.096215
14Basilicata1.0172,9%7412114
15Marche9902,9%1.0424280
16Umbria6321,8%6823123
17Friuli Venezia Giulia5441,6%3458203
18Molise5301,5%436115
19Trentino Alto Adige4091,2%2371863
20Valle d’Aosta780,2%466
 TOTALE34.648100%29.7692889.112
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
L’illegalità ambientale nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa nel 2019
CampaniaPugliaCalabriaSiciliaTotale
Reati5.5493.5982.9633.25815.368
% sul totale nazionale44,4%
Persone denunciate4.2313.2002.5312.80212.764
Persone arrestate24747886
Sequestri1.7771.0209747104.481
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
La classifica provinciale dell’illegalità ambientale nel 2019
 ProvinciaReati
1Napoli2.207
2Salerno1.161
3Roma1.145
4Cosenza1.105
5Bari1.012
6Avellino885
7Palermo883
8Latina855
9Lecce814
10Genova754
11Reggio Calabria691
12Livorno676
13Foggia647
14Potenza621
15Caserta574
16Siracusa519
17Taranto513
18Brescia503
19La Spezia485
20Trapani457
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
Illeciti amministrativi, persone giuridiche denunciate e sanzionate, valore economico di sequestri e sanzioni in materia ambientale nel 2019 
Totale
Controlli1.694.093
Illeciti amministrativi (ammende/sanzioni)123.625
Persone giuridiche denunciate e sanzionate1.104
Sequestri * n.447.232
Sequestri * mq354.195
Sequestri kg1.599.454.559
Valore economico sequestri e sanzioni in euro2.372.049.641
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
* Discariche, immobili speciali e abusivi, (opifici, negozi magazzini, laboratori), terreni per destinazione (seminativi, bosco, risaia, pascolo, giardino, orto, agrumeto, etc), terreni demaniali, altri beni, sequestri fauna sulla terraferma e a mare.
Categorie ItaliaCategorie Illegalità ambientaleCategorie Numeri

Il racket degli animali. I numeri del 2019

In un contesto normativo e culturale molto fragile, il lavoro e l’impegno delle forze dell’ordine sul fronte dell’illegalità a danno degli animali è impari, con armi spuntate e inefficaci per fermare le diffuse illegalità. E che siano diffuse lo confermano i numeri complessivi dei reati verbalizzati dalle forze di polizia anche nel 2019: 8.088 reati, più di 22 al giorno, che rappresentano il 23% del totale dei reati ambientali, con 7.046 persone denunciate, oltre 19 al giorno, ben 2.629 sequestri effettuati e 39 arresti.

I reati contro la fauna nel 2019 sulla terraferma e a  mare
Cufa – Cta – CcGdfCdpCfrPsTotale
Reati2.6013374.859280118.088
Persone denunciate1.8062114.87514957.046
Persone Arrestate32007039
Sequestri1.81833727519632.629
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
La classifica regionale dell’illegalità contro la fauna nel 2019 sulla terraferma e a mare
    RegioneReati% sul totale nazionalePersone denunciatePersone arrestateSequestri
1Sicilia1.25615,5%1.2130139
2Campania1.01012,5%8630323
3Puglia8019,9%7161320
4Liguria6538,1%608182
5Lazio5757,1%5050338
6Calabria4575,7%4441174
7Toscana4475,5%3861142
8Sardegna4055%3887122
9Marche3834,7%3601133
10Veneto3774,7%3233159
11Emilia Romagna3754,6%3060131
12Abruzzo2993,7%262037
13Lombardia2873,5%1782183
14Friuli Venezia Giulia2342,9%1644127
15Piemonte1471,8%87081
16Umbria1341,7%70065
17Molise1101,4%77028
18Trentino Alto Adige841%751824
19Basilicata470,6%17021
20Valle d’Aosta70,1%400
 TOTALE8.088100%7.046392.629
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
La classifica provinciale dell’illegalità contro la fauna nel 2019 sulla terraferma e a mare
 ProvinciaReati
1Napoli696
2Roma429
3Genova394
4Palermo373
5Trapani331
6Bari318
7Venezia240
8Reggio Calabria215
9Cagliari197
10Salerno189
11Pescara179
12Catania171
13Ancona170
14Livorno158
15Lecce148
16Brescia142
17Rimini139
18Taranto132
19Siracusa127
20Foggia124
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
Categorie ItaliaCategorie AnimaliCategorie Numeri

L’illegalità nel ciclo agroalimentare. I numeri del 2019

Nel 2019 aumentano del 54,9% i reati penali e gli illeciti amministrativi (69.369) accertati da forze dell’ordine, Capitanerie di porto e Ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, in tutte le filiere agroalimentari; crescono gli arresti (193 quelli eseguiti lo scorso anno, +22,2%), i sequestri (+12,3%, a quota 11.975), le sanzioni, sia penali sia amministrative (59.036, con un incremento del 24,6% rispetto al 2018). Un’attenzione particolare meritano i risultati dei controlli effettuati contro l’utilizzo illegale di pesticidi e altri prodotti chimici, compresi quelli messi al bando perché cancerogeni, come hanno rivelato recenti inchieste giornalistiche: 268 i reati penali e gli illeciti amministrativi contestati, 162 persone oggetto di denunce e diffide, 23 sequestri e 216 sanzioni penali e amministrative emesse.

L’illegalità nelle filiere del settore agroalimentare nel 2019
Settore Operativo*Controlli eseguitiReati penali e illeciti amministrativiDenunce penali, amministrative e diffideArrestiSequestri penali e amministrativiSanzioni penali e amministrative
Acque, Bibite e Bevande spiritose3.754425143017413
Alimenti Dietetici e vari4.3031.3171.4931 nd2.334
Allevamenti Animali (da reddito, pascolo, detenzione fauna selvatica randagismo, zootecnico)18.3692.1408250272.004
Attività di controllo nei comuni della TERRA DEI FUOCHI7691024605 nd
Caporalato in agricoltura7529446189956nd
Carni e prodotti a base di carne5.6541.1891.2955172.025
Cereali e derivati (riso)2.92521871010 nd
Conserve alimentari vegetali4.449276227039294
Controlli Aree Protette e Parchi96.6212.61620501062.340
Farine, pane e pasta3.4541.3821.4830 nd2.389
Frodi in danno dello Stato – Indebita Percezione erogazioni fondi pubblici (Politica Agricola Comune (PAC) e Piani di Sviluppo Rurale per l’agricoltura (PSR) nd6016010 ndnd
Frodi in danno dell’unione europea negli aiuti nel settore agricolo (fondi strutturali e contributi CEE) e nei Paesi in via di sviluppo ed indigenti51396600112
Funghi e tartufi1.3645760034945
Lattiero caseario e derivati6.963738735010713
Mangimi2.7992273205 nd
Miele1.180732306nd
Olii e Grassi7.8307847202049569
Organismi Geneticamente Modificati (OGM)5723934180251nd
Ortofrutta e conserviero (Agricoltura Biologica)10.975857233087nd
PESTICIDI (fitofarmaci, fertilizzanti, contaminanti e inquinamenti)4.764268162023216
Prodotti ittici (pesce in genere, crostacei, novellame, molluschi, datteri fresco, refrigerato e congelato)78.23311.6946.04601.289735
Produzioni a indicazioni geografiche (IGP), denominazioni d’origine (DOP) e specialità tradizionale garantita (STG)4.51864739409 nd
Ristorazione13.8816.1697.0841nd11.176
Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro e abusi edilizi in agricoltura2.8002.7662.7660 nd9.686
Sanità, farmaci, cosmesi, eccitanti e sostanze dopanti (Anti-Doping) nd2202 nd
Sementi1.0581174033 nd
Tratturi e Trazzere52838130129
Tutela Fauna Minore – apicoltura e allevamenti minori3.68053543017472
Tutela Flora (Dissodamenti, utilizzazioni, cambiamenti di coltura, disboscamenti)161.57814.6521.43951.03113.124
Tutela salute pubblica (Etichettatura tracciabilità) e altre frodi agroalimentari13.6532.00536913661.295
Uova (Ovoprodotti)596521609 nd
Vigilanza CITES1.52015515904.56165
Vigilanza venatoria, uccellagione ed attività collegate (CACCIA)125.93111.3871.860473.0127.460
Vitivinicolo ed alcolici (comprensivi di vini a DOCG, DOC, e IGT)28.4633.9141.729144212.040
Zuccheri e integratori391141809
TOTALE 614.840  69.369 31.332 193 11.975 59.036
 Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, Comando Carabinieri Politiche Agricole, Comando carabinieri tutela del lavoro, Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato e Icqrf – Ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (2019).
*Settore operativo: suddiviso dagli operatori economici in comparti riguardanti la loro specifica attività nella produzione nella vendita degli alimenti e specialità medicinali nonché degli operatori sanitari nell’ambito del SSNF.
I sequestri nelle filiere illecite del settore agroalimentare nel 2019
TipologiaNumero
Numero inchieste157
Ordinanze di ingiunzione emesse1.828
Richiesta Pagamenti in misura ridotta di contestazioni per norme violate2.098
Strutture chiuse e sequestrate per salute pubblica e operatori impiegati8.711
Kg / Litri Merce Sequestrata1.335.801.569
Prodotti/confezioni/etichette/capi/attrezzi e reti per la pesca Sequestrati4.410.154
Imbarcazioni sequestrate65
Reti da posta derivanti (spadare) metri sequestrate68.823
Numero lavoratori sfruttati (clandestini, stranieri e italiani in nero) nelle aziende sequestrate per caporalato1.488
Tutela made in Italy –  Inserzioni irregolari bloccate sul Web e fuori i confini nazionali (falso made in Italy)513
Stati Esteri coinvolti nel falso made in Italy18
16 in Europa: Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Macedonia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Svezia
1 in Asia: Repubblica Popolare Cinese,
1 in Oceania: Australia
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, Comando Carabinieri Politiche Agricole, Comando carabinieri tutela del lavoro, Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato e Icqrf – Ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (2019).
Categorie ItaliaCategorie AgroalimentareCategorie Numeri

L’Italia in fumo. I numeri degli incendi nel 2019

Il 2019 e, purtroppo, anche l’anno che sta per finire, sono stati caratterizzati da un grave riacutizzarsi degli incendi dolosi che riducono in cenere il patrimonio boschivo del nostro paese. Secondo il Dipartimento di Protezione civile, tra il 15 giugno e il 30 settembre 2020 quelli che hanno richiesto un intervento aereo sono stati 180 in più dello stesso periodo del 2019 e ben 750 in più rispetto al 2018. Il maggior numero di richieste di soccorso aereo è arrivato dalla Sicilia e dalla Calabria, che insieme rappresentano circa il 50% del totale nazionale. Sempre nella scorsa estate, i Vigili del fuoco hanno effettuato oltre 11.700 interventi in Sicilia, 9.500 in Puglia, quasi 7.800 nel Lazio, oltre 5.000 in Campania e altrettanti in Calabria. La progressione, negli ultimi due anni, è micidiale: nel 2019 sono andati in fumo 52.916 ettari tra superfici boscate e non, con un incremento del 261,3% rispetto al 2018. I reati accertati sono stati 3.916, con una crescita del 92,5% sull’anno precedente. Il 50,3% dei reati si concentra nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, dove è andato in fumo il 76% del territorio percorso dal fuoco a livello nazionale, con la Calabria (548 reati) in cima alla classifica.

Incendi dolosi  – colposi – generici nel 2019 
Cufa – CcCfrTotale
Controlli  20.638
Reati3.1977193.916
Superfice boscata e non boscata (ha – ettaro) *52.916
Persone Denunciate38259441
Persone Arrestate9110
Sequestri8131112
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale e su dati European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS (2019)
La classifica degli incendi dolosi  – colposi – generici nel 2019
RegioneReati% sul totalePersone denunciate Persone arrestateSequestri
1Calabria54814%1825
2Campania49312,6%3439
3Sicilia47812,2%402
4Puglia44911,5%2204
5Basilicata2967,6%3202
6Toscana2666,8%6308
7Lazio2526,4%2215
8Lombardia2035,2%41011
9Liguria1914,9%52113
10Piemonte1503,8%2912
11Sardegna1373,5%46129
12Umbria942,4%2413
13Abruzzo751,9%1007
14Emilia Romagna651,7%1506
15Friuli Venezia Giulia561,4%300
16Marche491,3%1505
17Molise431,1%300
18Trentino Alto Adige280,7%000
19Veneto230,6%201
20Valle d’Aosta200,5%600
 TOTALE3.916100%44110112
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale (2019)
La classifica provinciale degli dolosi  – colposi – generici nel 2019
 provinciaReati
1Cosenza303
2Salerno219
3Matera172
4Palermo148
5Foggia147
6Potenza124
7Bari122
7Catanzaro122
8Enna105
9Latina98
10Crotone96
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale (2019)
Categorie ItaliaCategorie IncendiCategorie Numeri

L’archeomafia. I numeri del 2019

Quest’anno i dati forniti dalle forze dell’ordine sull’aggressione criminale al nostro patrimonio archeologico e artistico si prestano a una duplice lettura: da un lato, infatti, i furti di oggetti d’arte sono stati 613, in flessione del 9,1% rispetto al 2018; dall’altro sono significativamente in crescita le denunce (1.730 contro le 1.526 del precedente Rapporto), le persone arrestate (73, più del doppio del 2108), i sequestri, 640, con un aumento del 238,6% rispetto a quelli del 2018.
Ma il valore più rilevante riguarda senza dubbio gli oggetti recuperati dalle forze dell’ordine, segno che in questo ambito la capacità degli investigatori e il grado di collaborazione tra i diversi corpi di polizia, anche internazionale, ha raggiunto livelli significativi: si tratta di ben 905.472 pezzi, con un incremento, in un anno, del 1.397,7%.

L’archeomafia nel 2019
Cufa -Ctpc – CcGdfCdpCfrPsTotale

Controlli effettuati

8.957
Furti d’opere d’arte*3851764174613
Denunce1.35332141871.730
Arresti72100073
Sequestri effettuati in attività di tutela38517645430640
Sanzioni amministrative     107
Totale oggetti d’arte recuperati     905.472
Beni culturali sottoposti a controllo e accertamento fotografico in banca dati     33.447
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2019).
* (aree tutelate da vincoli paesaggistici, aree archeologiche, musei-biblioteche – archivi, esercizi antiquariali, commerciali e privati, mercati e fiere antiquariali, beni culturali controllati in banca dati)
La classifica dell’arte rubata nel 2019
RegioneFurti opere d’arte% sul totale
1Campania9615,7%
2Lazio9114,8%
3Toscana7011,4%
4Lombardia6110%
5Emilia Romagna528,5%
6Puglia477,7%
7Sicilia304,9%
8Umbria274,4%
9Veneto203,3%
10Liguria193,1%
11Piemonte182,9%
12Trentino Alto Adige142,3%
13Marche122%
13Calabria122%
14Friuli Venezia Giulia111,8%
15Abruzzo101,6%
16Molise81,3%
17Sardegna71,1%
18Basilicata50,8%
19Valle D’Aosta30,5%
Totale furti arte613100%
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2019).
Il tesoro recuperato nel 2019
 Numero oggetti
Totale oggetti d’arte provenienti da furto904.255
Opere false: quadri, dipinti, pitture, disegni a mano, grafica, pittorico, musivo, sculture e altri oggetti antichi1.217
Totale generale oggetti d’arte recuperati905.472
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2019).
Il tesoro recuperato per tipologia nel 2019
TipologiaNumero oggetti
Beni Librari e archivistici852.616
Frammenti reperti archeologici (vasellame, sculture, etc.)23.339
Numismatica archeologica proveniente da scavi clandestini14.101
Reperti archeologici interi8.607
Falsi (quadri, dipinti, disegni a mano, sculture e altri oggetti antichi)1.217
Miscellanea900
Numismatica (monete)899
Grafica / pittorica / musivo796
Armi artistiche585
Filatelia550
Vasellame completo440
Oggetti religioso/devozionale228
Oreficeria/ Bigiotteria/ Glittica193
Sculture complete146
Reperti paleontologici84
Strumenti musicali73
Ebanisteria22
Arte tessile18
Strumenti misuratori del tempo2
Utensili e utensileria a mano ed altri1
Altri oggetti antichi655
Totale generale oggetti d’arte recuperati905.472
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2019).
Categorie ItaliaCategorie ArcheomafiaCategorie Numeri

L’Italia in fumo. I numeri degli incendi nel 2018

Una buona notizia arriva quest’anno sul fronte degli incendi boschivi: calano dai 6.550 del 2017 ai 2.034 del 2018, con una flessione in termini percentuali di quasi 69 punti. Ancora più significativa la positiva contrazione della superficie percorsa dal fuoco, che nell’ultimo anno ha interessato 14.600 ettari, con una flessione di quasi il 90% rispetto all’anno precedente (quando gli ettari finiti in cenere erano stati più di 140.000). Oltre alle attività di prevenzione e repressione, un grande aiuto alla riduzione degli incendi dell’anno scorso è stato dato dalle “condizioni climatiche e vegetazionali in generale poco favorevoli ai roghi” (come ha spiegato pure un comunicato ufficiale della Presidenza del Consiglio dei ministri). Sarebbe stato ovviamente meglio non registrare nessun incendio, ma il trend complessivo del 2018 è incoraggiante, soprattutto rispetto agli ultimi due anni che avevano fatto registrare record assoluti di incendi e superfici distrutte dalle fiamme. Le maggiori criticità si continuano a verificare nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, dove si è contato quasi il 51% degli incendi. Soprattutto in Sicilia, che ha il record assoluto di incendi (341) e di estensione di aree percorse dalle fiamme (10.250 ettari).

Incendi dolosi  – colposi – generici
Cufa – CcCfrTotale
Infrazioni accertate1.5724622.034
Superficie boscata e non boscata (ha – ettaro) *14.648
Denunce27234306
Arrestati549
Sequestri731689
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale (2018)
(*) Fonte: elaborazione Legambiente su dati European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS al 30/05/2019.

Gli incendi dolosi  – colposi – generici nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa
 CampaniaPugliaCalabriaSiciliaTotale
Infrazioni accertate1622233093411.035
% sul totale in Italia50,9%
Superfice boscata e non boscata (ha – ettaro)*1531241.87410.25012.401
Denunce20177751
Arresti00101
Sequestri0248151
 Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale (2018)
(*) Fonte: elaborazione Legambiente su dati European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS al 30/05/2019.

La classifica regionale degli incendi dolosi  – colposi – generici
RegioneInfrazioni accertate% sul totaleDenunce ArrestiSequestri
1Sicilia34116,8%701
2Calabria30915,2%7148
3Puglia22311%1702
4Toscana2019,9%6305
5Campania1628%2000
6Liguria1457,1%4714
7Basilicata1246,1%2700
8Lazio1055,2%1211
9Lombardia914,5%2011
10Sardegna854,2%24415
11Piemonte723,5%2312
12Umbria482,4%1304
13Friuli Venezia Giulia351,7%300
14Abruzzo271,3%801
15Molise211%100
16Marche201%605
17Emilia Romagna160,8%700
18Veneto50,2%000
19Trentino Alto Adige20,1%000
19Valle d’Aosta20,1%100
 TOTALE2.034100%306989
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale (2018)
La classifica provinciale degli incendi dolosi  – colposi – generici
 provinciainfrazioni accertate
1Cosenza180
2Palermo116
3Matera85
4Salerno77
5Foggia71
6Catanzaro65
7Taranto52
7Enna52
8Lecce51
8Catania51
8Firenze51
9Imperia49
10Bari44
10Crotone44
11Genova42
12Latina40
13Potenza39
14Avellino36
15Caltanissetta34
15Como34
15Torino34
15Perugia34
16Siracusa32
16Lucca32
17Savona30
18Massa Carrara28
19Viterbo25
20Trapani24
20La Spezia24
20Sassari24
21Caserta23
21Brescia23
22Gorizia22
23Pistoia21
23Nuoro21
24Cuneo20
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale (2018)
Il business degli incendi dolosi  – colposi – generici (milioni di euro)
SettoreFatturato
Danno ambientale5.260.539
Costo estinzione4.191.060
Sanzioni accertate*1.180.664
Totale10.632.263
Fonte: elaborazione Legambiente su dati European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS al 30/05/2019.
(*) Le sanzioni accertate attengono ai dati forniti dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dai Corpi forestali delle regioni a statuto speciale (2018).

 

Categorie ItaliaCategorie IncendiCategorie Numeri

L’archeomafia. I numeri del 2018

Il mercato clandestino dell’arte, la cosiddetta archeomafia, che alimenta il saccheggio del nostro enorme capitale artistico e archeologico è tra i più fiorenti al mondo e il nostro paese è tra quelli più esposti per la quantità di siti e di opere d’arte. A testimoniarlo, ci sono le opere esposte e le indagini raccontate nella mostra allestita al Quirinale in occasione dei 50 anni del Comando tutela patrimonio culturale dei carabinieri e i numeri che elaboriamo grazie alla collaborazione delle Forze dell’ordine impegnate su questo fronte. Il racket legato alle opere d’arte e ai reperti archeologici nel corso del 2018 ha avuto un andamento piuttosto altalenante: cala per quanto riguarda i furti, segnando un -6,3% rispetto all’anno precedente, ma il dato più importante è la contrazione dei sequestri effettuati (-77,8%) e quella degli oggetti recuperati (-41%). Considerevole il numero dei controlli, che sono stati 33.028, una media di oltre novanta al giorno. La regione più esposta all’aggressione dell’archeomafia è la Campania, con il 16,6% di opere d’arte rubate, mentre a svettare nel bilancio del “tesoro recuperato” ci sono i reperti archeologici che nel 2018 hanno raggiunto la considerevole cifra di 43.021.

L’archeomafia in sintesi
Totale
Furti d’opere d’arte*674
Denunce1.526
Arresti36
Sequestri effettuati in attività di tutela189
Totale oggetti d’arte recuperati60.456
Controlli effettuati33.028
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2018).
* (aree tutelate da vincoli paesaggistici, aree archeologiche, musei-biblioteche – archivi, esercizi antiquariali, commerciali e privati, mercati e fiere antiquariali, beni culturali controllati in banca dati)
La classifica dell’arte rubata 
 RegioneFurti di opere d’arte% sul totale nazionale
1Campania11216,6%
2Lazio9914,7%
3Emilia Romagna8011,9%
4Lombardia6810,1%
5Toscana527,7%
6Piemonte395,8%

7

Marche385,6%
8Puglia385,6%
9Sicilia294,3%
10Veneto253,7%
11Abruzzo192,8%
12Sardegna162,4%
13Liguria121,8%
14Umbria111,6%
15Calabria111,6%
15Molise101,5%
16Friuli Venezia Giulia81,2%
16Trentino Alto Adige40,6%
17Basilicata20,3%
18Valle D’Aosta10,1%
Totale674100%
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2018).
Il tesoro recuperato 
TipologiaNumero oggetti
Reperti archeologici interi43.021
Numismatica3.626
Beni Librari e archivistici3.422
Opere false: quadri, dipinti, pitture, disegni a mano, grafica, pittorico, musivo, sculture e altri oggetti antichi2.775
Sculture complete2.456
Vasellame completo1.209
Frammenti reperti archeologici (vasellame, sculture, etc.)1.170
Oreficeria/ Bigiotteria/ Glittica932
Miscellanea386
Armi artistiche310
Oggetti religioso/devozionale90
Reperti paleontologici85
Ebanisteria30
Arte tessile27
Strumenti misuratori del tempo6
Strumenti musicali4
Altri oggetti antichi907
Totale60.456
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2018).
Il Bussines dell’archeomafia
 Milioni di euro
Stima economica beni culturali recuperati/sequestrati119.734.802
Stima economica falsi recuperati/sequestrati454.468.690
Stima economica altri sequestri effettuati6.300.000
Valore sanzioni penali e amministrative31.276.937
Totale611.780.429
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2018).
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