I numeri del racket degli animali (2020)

Orsi, lupi, aquile reali, tassi, volpi, falchi, ibis eremita, cicogne, martore, fringuelli, peppole, pettirossi, cardellini, cervi, verdoni, allodole, tordi, tonni, pesci spada, anguille e molti altri. E’ lunga la lista di specie animali, presenti in Italia, che sono oggetto di crimini e traffici illeciti, attività che di anno in anno si piazza ai primi posti nella classifica italiana dei reati accertati dalle forze di polizia e dalle Capitanerie di porto.
Che l’illegalità ai danni della fauna sia diffusa lo confermano i numeri complessivi dei reati verbalizzati nel 2020: 8.193, oltre 22 al giorno, che rappresentano il 23,5% del totale dei reati ambientali, con 6.792 persone denunciate, oltre 18 al giorno, 5.327 sequestri effettuati e 33 arresti.
Il 2020, con le persone chiuse in casa per la pandemia, ha comunque registrato, in virtù della “sinergia” tra domanda e offerta illegale, una crescita dell’1,3% dei reati verbalizzati e del 102,6% dei sequestri effettuati. La maggior parte dei reati è stata accertata grazie al lavoro delle Capitanerie di porto, che hanno il polso di quella che potremmo definire l’aggressione “a mare” contro gli animali, con un incremento del 3% (dai 4.859 nel 2019 ai5.006 del 2020), e del Comando Carabinieri forestali, ambientali e agroalimentari, che tiene sotto controllo, invece, quella che potremmo definire l’aggressione “sulla terraferma” contro gli animali, con un incremento del 2,7%dei reati (dai 2.601 nel 2019 ai 2.671 del 2020).

I reati contro la fauna “sulla terraferma” e “a  mare”
Cufa – Cta – Cc Gdf Cdp Cfr Ps Totale
Reati 2.671 232 5.006 281 3 8.193
Denunce 1.562 66 5.012 149 3 6.792
Arresti 22 0 0 11 0 33
Sequestri 1.696 231 3.207 193 0 5.327
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020)
Le infrazioni contro la fauna  nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa “sulla terraferma” e “a mare”
Campania Puglia Calabria Sicilia Totale
Reati 810 1.055 527 1.259 3.651
% sul totale nazionale 44,6%
Denunce 633 956 482 1.212 3.283
Arresti 10 1 1 3 15
Sequestri 582 675 379 938 2.574
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020)

In testa alla classifica nazionale figura anche quest’anno la Sicilia (1.259 reati, contro i 1.256 del 2019), seguita dalla Puglia (1.055 reati, contro gli 801 del 2019), che sale dalla terza alla seconda posizione, e dalla Campania(810 reati, contro i 1.010 de l 2019), che scende dalla seconda alla terza posizione.
Le province più interessate sono, nell’ordine, quelle di Bari (914 reati, contro i 318 del 2019) che sale dalla sesta alla prima posizione, Palermo (802 reati, contro i 373 del 2018), che passa dalla quarta alla seconda posizione, e Roma (645 reati, contro i 429 del 2019), che scende dalla seconda alla terza posizione.

La classifica regionale dell’illegalità contro la  fauna “sulla terraferma” e “a mare”
    Regione Reati % sul totale nazionale Denunce Arresti Sequestri
1 Sicilia 1.259 15,4% 1.212 3 938
2 Puglia 1.055 12,9% 956 1 675
3 Campania 810 9,9% 633 10 582
4 Lazio 737 9% 559 0 488
5 Calabria 527 6,4% 482 1 379
6 Toscana 498 6,1% 430 0 266
7 Abruzzo 466 5,7% 387 0 287
8 Emilia Romagna 430 5,2% 361 0 240
9 Sardegna 381 4,7% 347 2 192
10 Marche 372 4,5% 316 0 243
11 Lombardia 357 4,4% 198 5 249
12 Liguria 332 4,1% 282 0 204
13 Veneto 304 3,7% 249 1 169
14 Friuli Venezia Giulia 191 2,3% 147 0 180
15 Umbria 155 1,9% 67 0 58
16 Piemonte 126 1,5% 99 0 73
17 Trentino Alto Adige 92 1,1% 26 10 67
18 Basilicata 58 0,7% 23 0 24
19 Molise 40 0,5% 16 0 12
20 Valle d’Aosta 3 0% 2 0 1
  TOTALE 8.193 100% 6.792 33 5.327
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020)
La classifica provinciale  dell’illegalità contro la fauna “sulla terraferma” e “a mare”
  Provincia Reati
1 Bari 914
2 Palermo 802
3 Roma 645
4 Napoli 627
5 Reggio Calabria 439
6 Catania 435
7 Pescara 377
8 Livorno 310
9 Ancona 298
10 Genova 271
11 Ravenna 269
12 Venezia 200
13 Brescia 193
14 Cagliari 156
15 Trieste 144
16 Olbia Tempio 143
17 Perugia 94
18 Trento 84
19 Salerno 72
20 Foggia 62
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020)
Categorie ItaliaCategorie AnimaliCategorie Numeri

I numeri dell’archeomafia (2020)

Nel 2020 l’attività delle forze dell’ordine per tutelare i beni del nostro prezioso patrimonio culturale ha registrato un significativo incremento sotto il profilo ispettivo. Tra aree archeologiche, musei, case d’asta, negozi, fiere e mercati dell’antiquariato, oltre ad abitazioni di collezionisti privati, i controlli sono stati 11.801, con una media di 32 al giorno, con una crescita, rispetto all’anno precedente, del 32%.
A fronte di questo aumentato impegno sul campo, si registra, per fortuna, un calo dei furti, che passano da 613 a 501 (-18%), così come delle persone denunciate, da 1.730 a 1.424 (-18%) e delle persone arrestate, che vanno da 73 a 29 (-60%).
Diminuiscono anche altri parametri, come i sequestri in attività di tutela (-53%), il numero di sanzioni amministrative comminate (-62%) e quello degli oggetti recuperati, che da 905.472 scendono a 515.267 (-43%), tra oggetti d’arte provenienti da furto e opere false.
Guardando nel dettaglio i dati forniti dalle forze dell’ordine, gli oltre cinquecentomila oggetti recuperati dal mercato illegale nel corso del 2020 rappresentano un “bottino” costituito in larghissima parte, per oltre il 90%, da beni librari e archivistici. Più di 7.000 sono monete antiche provenienti da scavi archeologici clandestini e altrettante le sculture complete, che si sono cioè conservate integralmente. Quasi 11.000 i reperti archeologici, tra pezzi interi e frammenti di vasellame e sculture. Oltre 2.200 le opere false, tra dipinti, disegni, sculture e altri oggetti spacciati per antichi.
Grazie alla classificazione elaborata dai Carabinieri tutela patrimonio culturale, si scopre che il tesoro recuperato proviene principalmente da abitazioni private, quindi da luoghi di culto, da archivi, da musei e pinacoteche.

Il saccheggio del patrimonio culturale
Cufa -Ctpc – Cc Gdf Cdp** Cfr Ps Totale
Controlli* 7.397 127 4.276 0 1 11.801
Furti d’opere d’arte* 296 151 45 8 1 501
Denunce 1.132 268 4 19 1 1.424
Arresti 28 0 0 0 1 29
Abusivismo edilizio in area vincolata 55 0 0 0 0 55
Scavi clandestini 24 0 0 0 0 24
Associazioni a delinquere perseguite 2* 0 0 0 0 2*
Sequestri effettuati in attività di tutela 153 145 0 0 0 298
Sequestri terreni, immobili e mobili sottoposti a tutela 0 0 0 0 0 165
Sanzioni amministrative 32 1 0 0 8 41
Totale oggetti d’arte recuperati 0 0 0 0 0 515.267
Beni culturali sottoposti a controllo e accertamento fotografico in banca dati 34.024 0 0 0 0 34.024
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2020).
* (aree tutelate da vincoli paesaggistici, aree archeologiche, musei-biblioteche – archivi, esercizi antiquariali, commerciali e privati, mercati e fiere antiquariali, beni culturali controllati in banca dati)
**vigilanza archeologica marittima, Controlli in materia archeologica
il saccheggio del patrimonio culturale nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa
  Campania Puglia Calabria Sicilia Totale
Furti d’opere d’arte 45 58 12 44 159
% sul totale nazionale 31,7%
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2020).
La classifica dell’arte rubata 
  Regione Furti di opere d’arte % sul totale nazionale
1 Lazio 73 14,6%
2 Puglia 58 11,6%
3 Toscana 53 10,6%
4 Campania 45 9%
5 Sicilia 44 8,8%
6 Emilia Romagna 41 8,2%
7 Veneto 38 7,6%
8 Lombardia 28 5,6%
9 Piemonte 23 4,6%
10 Liguria 16 3,2%
11 Sardegna 15 3%
12 Calabria 12 2,4%
13 Molise 11 2,2%
13 Umbria 11 2,2%
14 Marche 10 2%
15 Abruzzo 9 1,8%
16 Friuli Venezia Giulia 8 1,6%
17 Basilicata 2 0,4%
17 Trentino Alto Adige 2 0,4%
17 Valle D’Aosta 2 0,4%
Totale 501 100%
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2020).
Il tesoro recuperato
Tipologia Numero di oggetti
Beni Librari e archivistici 480.388
Numismatica archeologica proveniente da scavi clandestini 7.661
Sculture complete 7.479
Reperti archeologici interi 6.239
Frammenti reperti archeologici (vasellame, sculture, etc.) 4.750
Numismatica (monete) 3.826
Falsi (quadri, dipinti, disegni a mano, grafica sculture e altri oggetti antichi) 2.233
Arte tessile 642
Altri oggetti antichi 582
Armi artistiche 426
Oggetti religioso/devozionale 280
Miscellanea 236
Certificazioni false 234
Lavori in vetro 94
Reperti paleontologici 93
Vasellame completo 79
Ebanisteria 16
Strumenti musicali 5
Oreficeria/ Bigiotteria/ Glittica 2
Strumenti misuratori del tempo 2
Totale 515.267
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale, Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato (2020).
Categorie ItaliaCategorie ArcheomafiaCategorie Numeri

I numeri dell’illegalità nel ciclo del cemento (2020)

Nel ciclo del cemento, i reati contestati nel 2020 dalle forze dell’ordine sono in totale 11.393, un dato sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente, in cui aveva già superato il racket dei rifiuti tra i settori riconducibili all’ecomafia. Aumentano le persone denunciate, che sono 13.083 (+23,1% rispetto al 2019), e calano a 22 (-40,5%) quelle arrestate, mentre i sequestri sono 1.999 (-5,2%).
Il 48,7% dei reati accertati è concentrato nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa, ossia Sicilia, Campania, Puglia e Calabria.

 I reati nel ciclo del cemento in Italia
Cufa – Cta – Ctl – Cc Gdf Cdp Cfr Ps Totale
Reati 8.969 502 1.443 386 93 11.393
Denunce 10.838 801 1.370 369 94 13.083
Arresti 7 0 0 0 15 22
Sequestri 805 502 606 31 55 1.999
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020)
I reati nel ciclo del cemento nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa
Campania Puglia Calabria Sicilia Totale
Reati 1.472 1.340 1.082 1.650 5.544
Denunce 1.511 1.474 998 1.676 5.659
Arresti 17 0 5 0 22
Sequestri 306 418 353 210 1.287
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020).

A guidare la classifica è la Sicilia, che con 1.650 reati accertati totalizza il 14,5% del dato nazionale, seguita dalla Campania (12,9%), dalla Puglia (11,8%), dalla Calabria (9,5%) e dal Lazio (7,4%). Fanalino di coda è la Valle d’Aosta, con lo 0,3% degli illeciti. Tra le province, svetta Napoli, con 368 reati accertati, seguita da Cosenza con 271 e Salerno con 266.

La classifica regionale dell’illegalità nel ciclo del cemento
    Regione Reati % sul totale nazionale Denunce Arresti Sequestri
1 Sicilia 1.650 14,5% 1.676 0 210
2 Campania 1.472 12,9% 1.511 17 306
3 Puglia 1.340 11,8% 1.474 0 418
4 Calabria 1.082 9,5% 998 5 353
5 Lazio 842 7,4% 839 0 222
6 Toscana 782 6,9% 791 0 67
7 Lombardia 720 6,3% 1696 0 41
8 Veneto 436 3,8% 473 0 26
9 Abruzzo 402 3,5% 525 0 49
10 Piemonte 396 3,5% 462 0 47
11 Basilicata 358 3,1% 387 0 42
12 Marche 326 2,9% 250 0 31
13 Sardegna 300 2,6% 501 0 77
14 Liguria 297 2,6% 555 0 33
15 Emilia Romagna 273 2,4% 204 0 37
16 Umbria 238 2,1% 296 0 5
17 Molise 204 1,8% 302 0 14
18 Trentino Alto Adige 140 1,2% 51 0 4
19 Friuli Venezia Giulia 102 0,9% 56 0 14
20 Valle d’Aosta 33 0,3% 36 0 3
  TOTALE 11.393 100% 13.083 22 1.999
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020).
La classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo del cemento 
  Provincia Reati*
1 Napoli 368
2 Cosenza 271
3 Salerno 266
4 Potenza 216
5 Reggio Calabria 215
5 Roma 215
6 Avellino 214
7 Bari 195
8 Siracusa 184
9 Lecce 166
10 Latina 161
11 Foggia 153
12 Caserta 133
13 Crotone 130
14 Vibo Valentia 122
15 Brescia 111
16 Livorno 103
17 Catania 101
18 Palermo 100
19 Chieti 97
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020). *esclusi i dati dei Carabinieri Tutela Ambiente

Da due anni, ormai, nel novero dei reati contestati rientrano a pieno titolo anche le infrazioni in materia di sicurezza, caporalato nei cantieri e indebita percezione di erogazioni ai danni dello stato. Sono infrazioni significative, non solo per la violazione delle norme edilizie, ma anche per la qualità costruttiva degli edifici e delle infrastrutture: le imprese irregolari, che sfruttano il lavoro nero e non lavorano con i requisiti minimi di sicurezza previsti dalla legge, non si fanno scrupoli a usare materiali scadenti e tecniche edilizie poco ortodosse. Questa integrazione, come si vede dal grafico che rappresenta il trend dal 1997, anno della prima edizione del rapporto Ecomafia, ha fatto impennare la curva degli illeciti accertati.

Categorie ItaliaCategorie CementoCategorie Numeri

I numeri degli incendi boschivi (2020)

Il 2020 è stato un anno nefasto per quanto riguarda la piaga degli incendi che hanno attraversato la nostra penisola, con i numeri ufficiali che restituiscono solo in parte la gravità di un fenomeno criminale tra i più devastanti, decisamente fuori controllo e ancora sottovalutato, sia sul fronte della prevenzione sia su quello della repressione. I danni cagionati da chi ha bruciato i boschi (e non solo), negli ultimi anni sono infatti incalcolabili, in termini di perdita di biodiversità, in valore economico e in sacrificio di vite umane.
A dare una dimensione più tangibile, sebbene sottostimata, al problema, basta un confronto tra i numeri forniti dalle forze dell’ordine: a fronte di 4.233 reati accertati, nel 2020, le persone arrestate sono state 18 (l’anno precedente erano state solo 10). Ad andare in cenere oltre 62.000 ettari di superficie boscata e non boscata (+18,3% rispetto al 2019), 552 le persone denunciate e 79 i sequestri operati dai Carabinieri del Cufa e dai Corpi forestali delle regioni a statuto speciale.
Il 54,7% dei roghi si è concentrato in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, che sono anche le regioni che guidano la classifica nazionale del fuoco, seguite dal Lazio, dalla Basilicata, dalla Toscana e dalla Sardegna. La provincia più colpita è stata quella di Cosenza, con 366 reati accertati, quindi quella di Salerno con 335, Palermo con 174, Foggia con 172, Potenza con 167 e Avellino con 162. Il trend, come accennato, è purtroppo in crescita già dal 2019, come evidenzia il grafico sugli incendi dal 2006 al 2020, con picchi che si registrano, quasi sistematicamente, ogni cinque anni.

Incendi dolosi  – colposi – generici
Cufa – Cc Cfr Totale
Reati 3.400 833 4.233
Superfice boscata e non boscata (ha) * 62.623
Denunce 458 94 552
Arresti 15 3 18
Sequestri 55 24 79
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale e su dati European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS (2020)
Gli incendi dolosi  – colposi – generici nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa
  Campania Puglia Calabria Sicilia Totale
Reati 705 460 567 582 2.314
% sul totale nazionale 54,7%
Superfice boscata e non (ha) 4.326 1.557 9.166 36.321 51.370
% sul totale superfice boscata e non  82%
Denunce 53 28 25 14 120
Arresti 5 0 2 0 7
Sequestri 4 3 6 1 14
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale e su dati European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS (2020)
La classifica regionale degli incendi dolosi  – colposi – generici
Regione Reati % sul totale nazionale Superfice boscata e non  (ha) Denunce Arresti Sequestri
1 Campania 705 16,7% 4.326 53 5 4
2 Sicilia 582 13,7% 36.321 14 0 1
3 Calabria 567 13,4% 9.166 25 2 6
4 Puglia 460 10,9% 1.557 28 0 3
5 Lazio 351 8,3% 3.447 36 4 6
6 Basilicata 284 6,7% 576 61 0 4
7 Toscana 230 5,4% 119 68 2 10
8 Sardegna 198 4,7% 4.782 79 3 23
9 Lombardia 146 3,4% 637 25 0 2
10 Piemonte 142 3,4% 221 36 0 4
11 Liguria 125 3% 0 38 0 2
12 Emilia Romagna 86 2% 0 29 1 4
13 Molise 85 2% 80 8 0 0
14 Abruzzo 72 1,7% 1.195 12 0 2
15 Umbria 70 1,7% 151 15 0 3
16 Friuli Venezia Giulia 42 1% 45 0 0 0
17 Veneto 38 0,9% 0 7 1 1
18 Marche 36 0,9% 0 15 0 4
19 Trentino Alto Adige 9 0,2% 0 0 0 0
20 Valle d’Aosta 5 0,1% 0 3 0 0
  TOTALE 4.233 100% 62.623 552 18 79
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale e su dati European Commission Emergency Management Service Copernicus EMS (2020)
La classifica provinciale degli incendi dolosi  – colposi – generici
  Provincia Reati
1 Cosenza 366
2 Salerno 335
3 Palermo 174
4 Foggia 172
5 Potenza 167
6 Avellino 161
7 Latina 125
8 Matera 117
9 Lecce 116
10 Catania 96
11 Caserta 95
12 Crotone 94
13 Taranto 90
14 Frosinone 85
15 Bari 76
16 Catanzaro 75
17 Caltanissetta 73
18 Torino 63
19 Napoli 62
19 Enna 62
Fonte: Elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA) e dei Corpi forestali delle regioni a statuto speciale (2020)
Categorie ItaliaCategorie IncendiCategorie Numeri

I numeri dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti (2020)

Nel 2020 i reati contestati nel ciclo dei rifiuti sono stati 8.313, quasi 23 al giorno, in calo rispetto all’anno precedente (-12,7%), quando se n’erano contati 9.527, a cui si aggiungono 10.691 denunce, 228 arresti e 3.256 sequestri.
La riduzione complessiva dei reati è dovuta, con ogni probabilità, ai lunghi mesi di lockdown e di contrazione della produzione e dei consumi. Ma non solo: si tratta di un calo che è una buona notizia solo in parte, considerato che se l’emergenza sanitaria ha sicuramente inciso sulla pressione ecocriminale, quanto meno dal punto di vista quantitativo, allo stesso tempo la qualità dell’illegalità ha mantenuto intatta la sua forza, come mostrano sia numeri in crescita sugli arresti (+15,2%), sia, come si dirà meglio dopo, i dati sulle inchieste per lo specifico delitto di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti (ex articolo 452-quaterdecies del Codice penale), ossia la fattispecie più grave e, soprattutto, reato simbolo della Rifiuti Spa che raccontiamo nel Rapporto Ecomafia sin dagli anni Novanta.
L’intensità della pressione ecocriminale, sempre più organizzata, è provata anche dal consolidamento del ruolo delle mafie, che appare in maniera plastica sia in numerose inchieste articolate lungo tutto lo Stivale, sia, non a caso, nell’incremento della percentuale di reati contestati nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa, passata dal 41% del 2019 al 44% del 2020. Le mafie fanno dei momenti di crisi e delle difficoltà sistemiche della governance complessiva la loro arma vincente, e sotto questo aspetto non sono mai, purtroppo, impreparate.

I reati nel ciclo dei rifiuti in Italia
Forze dell’ordine Cufa –Cta – Cc Gdf Cdp Cfr Ps Totale
Reati Accertati 6.788 658 534 263 70 8.313
Denunce 8.628 1.069 658 254 82 10.691
Arresti 200 25 0 0 3 228
Sequestri 2.315 658 185 37 61 3.256
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020).

Ancora una volta è la Campania la regina della classifica, con 2.054 reati, quasi un quarto di quanto verbalizzato in tutto il paese, un primato incontrastato e poco lusinghiero che si ripete puntualmente a ogni edizione di questo rapporto. Rosicchiando ancora posizioni nella poco invidiabile classifica, al secondo posto si colloca il Lazio con 736 illeciti, poi la Puglia (678), la Lombardia (577) – prima regione del Nord, che può vantare per il secondo anno consecutivo il più alto numero di arresti (56) – e il Piemonte (569 reati). Seguono a stretto giro Sicilia, Sardegna, Calabria, Toscana e Veneto, a conferma della gravità di un fenomeno ecocriminale che non risparmia nessun angolo del paese.

La classifica regionale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti 
    Regione Reati accertati % sul totale nazionale Denunce Arresti Sequestri
1 Campania 2.054 24,7% 1.942 17 896
2 Lazio 736 8,9% 942 36 391
3 Puglia 678 8,2% 601 14 278
4 Lombardia 577 6,9% 643 56 238
5 Piemonte 569 6,8% 524 0 148
6 Sicilia 489 5,9% 716 41 258
7 Sardegna 475 5,7% 1.224 3 85
8 Calabria 456 5,5% 693 14 273
9 Toscana 380 4,6% 422 0 121
10 Veneto 269 3,2% 600 18 84
11 Emilia Romagna 249 3% 276 0 107
12 Liguria 243 2,9% 308 0 59
13 Abruzzo 216 2,6% 224 0 86
14 Marche 205 2,5% 234 4 65
15 Umbria 192 2,3% 776 25 39
16 Basilicata 187 2,2% 174 0 43
17 Molise 112 1,3% 129 0 17
18 Trentino Alto Adige 106 1,3% 116 0 17
19 Friuli Venezia Giulia 90 1,1% 109 0 49
20 Valle d’Aosta 30 0,4% 38 0 2
  TOTALE 8.313 100% 10.691 228 3.256
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020).

A livello provinciale, Napoli ha il record di illeciti, 522, seguita da Roma (418), Caserta (282), Salerno (227) e Bari (210). Complessivamente, e andando indietro nel tempo fino al 1997, sono stati 112.932 i reati contestati in tutto il paese nel ciclo illegale dei rifiuti, fotografia di un fenomeno che ha radici lontane nel tempo e che causa l’avvelenamento costante del nostro paese.

La classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti 
  Provincia Reati accertati*
1 Napoli 522
2 Roma 418
3 Caserta 282
4 Salerno 227
5 Bari 210
6 Avellino 206
7 Foggia 145
8 Cosenza 139
9 Reggio Calabria 122
10 Genova 114
10 Latina 114
11 Potenza 100
12 Taranto 95
13 Brescia 92
13 Catania 92
14 Perugia 90
15 Lecce 89
16 Brindisi 84
17 Cuneo 81
18 Matera 78
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2020)
*esclusi i dati dei Carabinieri Tutela Ambiente
Categorie ItaliaCategorie RifiutiCategorie Numeri

I numeri dell’agromafia (2020)

Secondo i dati forniti a Legambiente dalle forze dell’ordine, nel corso del 2020 si è registrata una preoccupante diminuzione percentuale del numero di controlli eseguiti su tutto il territorio nazionale: -10,8%, passando dai 641.840 del 2019 a 548.400, ossia una media di 1.502 controlli giornalieri contro i 1.684 dell’anno precedente.
In definitiva, con 182 controlli giornalieri in meno su tutto il territorio nazionale, alcuni fenomeni criminali come la sofisticazione alimentare, il caporalato, lo sfruttamento del lavoro agricolo a danno in particolare dei migranti e varie altre attività, hanno potuto diffondersi e produrre conseguenze spesso drammatiche per l’ambiente e la giustizia sociale.
Nel 2020, infatti, il maggior numero di controlli è stato effettuato nel settore dei prodotti ittici, con 106.477 ispezioni. Al secondo posto si trova invece il fondamentale ambito della tutela delle aree protette e dei parchi, con 96.611 controlli, e infine, al terzo posto della classifica, la vigilanza venatoria, uccellagione e le attività collegate (caccia), con 84.376 controlli.

Le illegalità nella filiera del settore agroalimentare
Settore Operativo* Controlli eseguiti Reati penali e illeciti amministrativi denunce penali e amministrative arresti Sequestri penali e amministrativi Sanzioni penali e amministrative
Acque, Bibite e Bevande spiritose 2.176 79 191 0 11 174
Alimenti Dietetici e vari 3.976 294 951 0 0 2.596
Allevamenti Animali (da reddito, d’affezione, pascolo, detenzione fauna selvatica randagismo, abigeato, zootecnico, maltrattamenti animali) 26.877 5.397 822 25 405 4.198
Caporalato in agricoltura 113 293 254 43 21 0
Carni e prodotti a base di carne 5.668 713 1.050 6 0 1.597
Cereali e derivati (riso) 3.525 2 177 0 13 178
Conserve alimentari vegetali 3.983 139 379 0 27 364
Farine, pane e pasta 2.702 771 868 0 0 1.602
Frode nell’esercizio del commercio 443 62 49 1 26 16
Frode in danno dello Stato – Delitti contro il patrimonio – Indebita Percezione erogazioni fondi pubblici (Politica Agricola Comune (PAC) e Piani di Sviluppo Rurale per l’agricoltura (PSR) 3.015 1.033 696 3 88 6
Frodi in danno dell’unione europea negli aiuti nel settore agricolo (fondi strutturali e contributi CEE) e nei Paesi in via di sviluppo ed indigenti 741 35 80 24 21 88
Frodi nella preparazione e commercio di sostanze e di prodotti agrari 48 2 0 0 0 2
Funghi e tartufi 30.608 1.612 2 0 465 1.698
Lattiero caseario e derivati 9.028 462 926 2 11 1.033
Mangimi 2.450 0 36 0 6 126
Miele 1.556 4 95 0 1 40
Olii e Grassi 11.484 116 941 0 20 719
Organismi Geneticamente Modificati (OGM) 239 16 3 0 0 16
Ortofrutta e coserviero 3.679 57 160 0 17 304
Pesticidi (fitofarmaci, fertilizzanti, contaminanti e inquinamenti) 6.978 355 124 0 45 440
Prodotti ittici (pesce in genere, crostacei, novellame, molluschi, datteri fresco, refrigerato e congelato) 106.477 6.844 5.606 0 3.533 6.659
Agricoltura Biologica 7.767 50 216 0 26 317
Produzioni a indicazioni geografiche (IGP), denominazioni d’origine (DOP) e specialità tradizionale garantita (STG) 6.088 51 773 0 11 459
Ristorazione 12.165 3.709 4.072 0 6.236
Pacchetto Salute e Sicurezza alimentare e animale 0 264 49 0 45 202
COVID 19 – prodotti irregolari per paese d’origine (integratori alimentari, estratti e parti vegetali, olii essenziali, alimenti vari, tè, spezie, infusi, soluzioni idroalcolica, pagine internet) 22.375 8.786 0 0 200 9.398
Sementi 991 26 10 0 12 40
Trasporto animali attuazione direttiva 91/628 CEE 907 71 4 0 2 70
Tutela Aree Protette e Parchi 96.611 2.283 303 0 70 2.021
Tutela della salute sui luoghi di lavoro 689 40 20 0 7 17
Tutela specie protette CITES 13.892 874 363 0 396 302
Tutela Fauna Minore – apicoltura e allevamenti minori 4.262 624 457 0 9 155
Tutela Flora (Dissodamenti, utilizzazioni, cambiamenti di coltura, disboscamenti, tagli boschivi) 21.450 2.964 1.006 2 101 1.395
Tutela salute pubblica (Etichettatura tracciabilità) e altre frodi agroalimentari 8.968 455 594 0 229 723
Tutela Made in Italy agroalimentare nel mondo e sul web 1.437 295 336 0 31 51
Uova (Ovoprodotti) 467 2 20 0 8 46
Vigilanza venatoria, uccellagione ed attività collegate (caccia) 84.376 4.569 1.040 17 1.355 2.956
Vitivinicolo ed alcolici (comprensivi di vini a DOCG, DOC, e IGT) 39.805 380 3.420 5 299 7.146
Zuccheri e integratori, Sanità, farmaci, cosmesi, eccitanti e sostanze dopanti (Anti-Doping) 384 1 7 0 5 6
TOTALE 548.400 43.730 26.100 128 7.516 53.396
Fonte: elaborazione Legambiente su dati del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFA), Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, Comando Carabinieri Politiche Agricole, Comando carabinieri tutela del lavoro, Guardia di finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali delle regioni a statuto speciale, Polizia dello Stato e Icqrf – Ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (2020).
*settore operativo: suddiviso dagli operatori economici in comparti riguardanti la loro specifica attività nella produzione nella vendita degli alimenti e specialità medicinali nonché degli operatori sanitari nell’ambito del SSNF.
Categorie ItaliaCategorie AgroalimentareCategorie Numeri

I numeri dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti (2019)

Il ciclo dei rifiuti resta, anche nel 2019, il settore maggiormente interessato dai fenomeni più gravi di criminalità ambientale, come dimostrano il numero degli arresti, ben 198, più che raddoppiati rispetto al 2018 (esattamente +112,9%) e quello dei sequestri, 3.552, con un incremento del 14,9%.
A guidare la classifica per numero di reati è la Campania, con 1.930 reati, seguita a grande distanza dalla Puglia (835) e dal Lazio, che con 770 reati sale al terzo posto di questa classifica, scavalcando la Calabria. Impressionante è anche il dato relativo alle inchieste sui traffici illeciti di rifiuti: dal 1° gennaio 2019 al 15 ottobre del 2020 ne sono state messe a segno 44, con 807 persone denunciate, 335 arresti e 168 imprese coinvolte. Quasi 2,4 milioni di tonnellate di rifiuti sono finiti sotto sequestro (la stima tiene conto soltanto dei numeri disponibili per 27 inchieste), pari a una colonna di 95.000 tir lunga 1.293 chilometri, poco più della distanza tra Palermo e Bologna.

I reati nel ciclo dei rifiuti nel 2019
Cufa –Cta – Cc Gdf Cdp Cfr Ps Totale
Infrazioni accertate 7.417 630 1.208 243 29 9.527
Denunce 8.954 1.003 813 208 53 11.031
Arresti 143 6 10 1 38 198
Sequestri 2.558 630 296 58 10 3.552
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
La classifica regionale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti nel 2019
    regione infrazioni accertate % sul totale nazionale denunce arresti sequestri
1 Campania 1.930 20,3% 1.987 19 1.074
2 Puglia 835 8,8% 965 6 314
3 Lazio 770 8,1% 955 42 377
4 Calabria 712 7,5% 831 35 315
5 Toscana 681 7,1% 669 1 142
6 Piemonte 680 7,1% 627 0 109
7 Lombardia 668 7% 873 82 237
8 Sardegna 441 4,6% 582 0 96
9 Sicilia 426 4,5% 579 5 219
10 Emilia Romagna 351 3,7% 436 0 109
11 Abruzzo 324 3,4% 415 0 118
12 Veneto 305 3,2% 351 0 97
13 Basilicata 264 2,8% 293 2 58
14 Marche 263 2,8% 400 0 88
15 Liguria 256 2,7% 290 0 69
16 Umbria 223 2,3% 380 2 22
17 Molise 168 1,8% 187 0 39
18 Friuli Venezia Giulia 116 1,2% 83 4 46
19 Trentino Alto Adige 92 1% 104 0 19
20 Valle d’Aosta 22 0,2% 24 0 4
  TOTALE 9.527 100% 11.031 198 3.552
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
La classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo dei rifiuti nel 2019
  provincia infrazioni accertate
1 Napoli 609
2 Cosenza 315
3 Roma 297
4 Avellino 275
5 Salerno 270
6 Caserta 260
7 Bari 233
8 Latina 224
9 Foggia 185
10 Brescia 161
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019). *esclusi i dati dei Carabinieri Tutela Ambiente
Fonte: Legambiente. Tabella aggiornata al 16 ottobre 2020
Categorie ItaliaCategorie RifiutiCategorie Numeri

I numeri dell’illegalità nel ciclo del cemento (2019)

I numeri che riassumono l’attività delle forze dell’ordine nel 2019 ci restituiscono un’Italia ancora piegata sotto il peso del cemento illegale, che continua a essere un settore molto rilevante della criminalità ambientale, per il valore economico e per la pervicace diffusione sul territorio.
Quest’anno, se guardiamo al quadro complessivo dei reati ambientali, registriamo addirittura un sorpasso: gli illeciti legati al ciclo del cemento superano quelli contestati nel ciclo dei rifiuti. Con un totale di 11.484, conquistano, infatti, il 31% della torta contro il 25,7% (nel 2018 i reati edilizi erano il 23,4% e quelli legati ai rifiuti il 28,4%).
Un peso inedito, un valore quasi raddoppiato rispetto all’anno scorso, legato a un’intensa attività delle Capitanerie di porto. Un balzo in avanti che riguarda in misura diversa tutte le regioni, con la Liguria e l’Abruzzo che triplicano il dato rispetto all’anno precedente, la Sicilia, il Lazio e il Veneto che lo raddoppiano.
Aumentano, coerentemente, anche le persone denunciate (+22%) e quelle arrestate (+5,7%), nonché i sequestri, con un significativo + 30,2%. Il 43,4% dei reati è avvenuto nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa e a guidare la classifica nazionale c’è sempre, stabilmente, la Campania, con il 14,3%. Seconda è la Puglia con l’11,8%, seguita dalla Calabria con il 10,2%, dalLazio e  dalla Sicilia, rispettivamente con l’8,3% e il 7,1%. Fanalino di coda è, come lo scorso anno, la Valle d’Aosta con lo 0,2%. Il Lazio ha il primato per numero di arresti, 18, mentre Salerno guida la classifica provinciale con 480 infrazioni accertate sul suo territorio, seguita da Lecce, Avellino, Napoli e Latina.

I reati nel ciclo del cemento nel 2019
Cufa – Cta – Ctl – Cc Gdf Cdp Cfr Ps Totale
Reati 7.036 477 3.529 426 16 11.484
Persone denunciate 7.453 534 2.112 509 20 10.628
Persone arrestate 32 2 3 0 0 37
Sequestri 836 477 753 43 0 2.109
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
Gli illeciti amministrativi nel ciclo del cemento nel 2019
Totale
Controlli 596.223
Illeciti amministrativi (ammende/sanzioni) 22.423
Persone giuridiche denunciate e sanzionate 654
Violazioni dei sigilli 120
Sequestri beni immobili* n. 416
Sequestri beni immobili* sequestrati mq 189.130
Valore economico sequestri e sanzioni in euro 648.434.080
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019). *Immobili abitativi e speciali abusivi, stabilimenti balneari, piattaforme, pontili, banchine, terreni qualità, terreni per destinazione, terreni demaniali, altri
La classifica regionale dell’illegalità nel ciclo del cemento nel 2019
    regione reati % sul totale nazionale persone denunciate persone arrestate sequestri
1 Campania 1.645 14,3% 1.238 2 332
2 Puglia 1.350 11,8% 1.365 0 335
3 Calabria 1.173 10,2% 1.352 9 459
4 Lazio 948 8,3% 795 18 269
5 Sicilia 814 7,1% 859 0 209
6 Lombardia 760 6,6% 796 4 36
7 Toscana 715 6,2% 755 0 63
8 Liguria 691 6% 422 0 85
9 Veneto 608 5,3% 499 0 23
10 Abruzzo 437 3,8% 404 0 41
11 Basilicata 400 3,5% 393 0 28
12 Sardegna 373 3,2% 422 0 62
13 Emilia Romagna 316 2,8% 224 1 54
14 Piemonte 299 2,6% 350 0 6
15 Marche 240 2,1% 266 3 42
16 Molise 198 1,7% 92 0 32
17 Trentino Alto Adige 190 1,7% 56 0 6
18 Friuli Venezia Giulia 154 1,3% 131 0 20
19 Umbria 149 1,3% 199 0 6
20 Valle d’Aosta 24 0,2% 10 0 1
  TOTALE 11.484 100% 10.628 37 2.109
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
La classifica provinciale dell’illegalità nel ciclo del cemento nel 2019
  provincia reati*  
1 Salerno 480
2 Lecce 471
3 Avellino 466
4 Napoli 442
5 Latina 427
6 Cosenza 420
7 Roma 339
8 Livorno 330
9 Potenza 322
10 La Spezia 303
11 Vibo Valentia 297
12 Bari 293
13 Reggio Calabria 272
14 Siracusa 239
15 Brindisi 205
16 Messina 204
17 Palermo 197
18 Genova 196
19 Foggia 185
20 Taranto 181
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019). *esclusi i dati dei Carabinieri tutela ambiente

 

Categorie ItaliaCategorie CementoCategorie Numeri

I numeri dell’illegalità ambientale in Italia

L’illegalità ambientale nel 2019 è cresciuta come numero di reati, arrivati a quota 34.648, con un incremento del 23,1% rispetto al 2018, pari a circa 95 reati al giorno, 4 ogni ora. Crescono anche le persone arrestate, che lo scorso anno sono state 288 (+14,3%). E qui vale la pena introdurre subito un altro parametro di analisi, su cui si tornerà più avanti, per comprendere anche come stia cambiando la “geografia” della criminalità ambientale: la Lombardia, da sola, con 88 ordinanze di custodia colleziona più arresti per reati ambientali delle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) messe insieme, che si fermano a 86. In flessione, invece, il numero di persone denunciate, comunque ben 29.769 (-15,2% rispetto al 2018), e i sequestri, che sono stati 9.112, con un calo del 9,5%. Su questi numeri incidono, però, sia le riduzioni relative agli “altri illeciti” (a titolo esemplificativo, da quelli contro la flora all’elettromagnetismo) sia i risultati inferiori registrati nel 2019 dai Corpi forestali regionali (-37,7% di persone denunciate e -8,2% di sequestri).

L’illegalità ambientale nel 2019
  Cufa – Cta-  Ctpc – Ctl – Cpa – CC Gdf Cdp Cfr Ps Totale
Reati 21.008 1.619 10.147 1.735 139 34.648
Persone denunciate 18.833 2.055 7.841 925 115 29.769
Persone arrestate 217 8 13 12 38 288
Sequestri 5.659 1.618 1.451 338 46 9.112
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).

La crescita più rilevante è quella che si registra nel ciclo illegale del cemento (dalle cave abusive alle costruzioni illegali), che con 11.484 reati (+74,6%
rispetto al 2018) si colloca al primo posto di questa graduatoria per tipologia di attività ecocriminali. Il ciclo dei rifiuti resta, comunque, il settore maggiormente interessato dai fenomeni più gravi di criminalità ambientale, come dimostra il numero degli arresti, ben 198, più che raddoppiati rispetto al 2018 (esattamente +112,9%)
e quello dei sequestri, 3.552, con un incremento del 14,9% rispetto al 2018.
Da segnalare, infine, altri tre dati: l’incremento nel 2019 del 92,5% dei reati connessi agli incendi boschivi, che sono stati 3.916, dopo la flessione del 2018; la crescita nel 2019 del 10,5% dei reati contro la fauna (8.088), con
39 arresti (+69,6%); lo straordinario risultato ottenuto nel recupero di oggetti d’arte e reperti archeologici trafugati, che ammontano complessivamente a 905.472, con una crescita del 1.397,7% rispetto al 2018.

La classifica su base regionale dei reati ambientali accertati lo scorso anno dalle forze dell’ordine e dalle Capitaneria di porto non riserva, purtroppo, molte sorprese: la Campania continua a essere, come sempre, in testa alle classifiche, sia per quanto riguarda il numero di reati (5.549) sia per quello dei sequestri (1.777). Le prime quattro posizioni sono occupate dalle regioni a tradizionale presenza mafiosa, dove si concentra il 44,4% degli illeciti penali (in leggera flessione rispetto al 2018, quando aveva sfiorato il 45%): al secondo posto, infatti, si colloca la Puglia, con 3.598 reati, seguita dalla Sicilia (3.258) e dalla Calabria, a quota 2.963, che è però la prima regione del Sud come numero di persone arrestate, 47. Restano sostanzialmente stabili nelle loro posizioni il Lazio, al quinto posto con 2.692 reati ma al secondo come numero di persone arrestate (62) e sequestri (1.080), entrambi indicatori di gravità degli illeciti commessi, seguito dalla Toscana, in sesta posizione (2.197 reati) e dalla Lombardia, prima regione del Nord con 1.994 reati ma, come già accennato, prima in Italia per numero di persone arrestate (88). La Liguria è ottava (1.842 reati) e supera la Sardegna, con un incremento pari al 73,4% rispetto al 2018.

La classifica regionale dell’illegalità ambientale nel 2019
    Regione reati % sul totale  Persone denunciate Persone arrestate sequestri
1 Campania 5.549 16% 4.231 24 1.777
2 Puglia 3.598 10,4% 3.200 7 1.020
3 Sicilia 3.258 9,4% 2.802 8 710
4 Calabria 2.963 8,6% 2.531 47 974
5 Lazio 2.692 7,8% 2.378 62 1.080
6 Toscana 2.197 6,3% 1.920 2 451
7 Lombardia 1.994 5,8% 1.933 88 534
8 Liguria 1.842 5,3% 1.386 2 262
9 Sardegna 1.368 3,9% 1.444 8 315
10 Veneto 1.340 3,9% 1.211 3 302
11 Piemonte 1.307 3,8% 1.108 1 216
12 Emilia Romagna 1.178 3,4% 1.000 1 352
13 Abruzzo 1.162 3,4% 1.096 215
14 Basilicata 1.017 2,9% 741 2 114
15 Marche 990 2,9% 1.042 4 280
16 Umbria 632 1,8% 682 3 123
17 Friuli Venezia Giulia 544 1,6% 345 8 203
18 Molise 530 1,5% 436 115
19 Trentino Alto Adige 409 1,2% 237 18 63
20 Valle d’Aosta 78 0,2% 46 6
  TOTALE 34.648 100% 29.769 288 9.112
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).

Napoli si conferma prima provincia per numero di reati ambientali (2.207), seguita da Salerno, che scala sei posti rispetto al 2018, con 1.161 reati, più del doppio rispetto al 2018, e Roma (1.145), che scende dal secondo al terzo posto. Cosenza, quarta con 1.105 reati, è la prima provincia della Calabria e Bari, a quota 1.012, è la prima della Puglia. La flessione dei numeri delle attività svolte dal Corpo forestale regionale della Sicilia spiega la riduzione dei reati nelle province di questa regione, a cominciare da Palermo, quarta nel 2018 e ora in settima posizione. Preoccupano i dati in crescita di Latina, ottava con 855 reati, più del doppio rispetto al 2018, quando era in quattordicesima posizione. La prima provincia del Nord è Genova, decima in classifica con 754 reati.

La classifica provinciale dell’illegalità ambientale nel 2019
  Provincia Reati
1 Napoli 2.207
2 Salerno 1.161
3 Roma 1.145
4 Cosenza 1.105
5 Bari 1.012
6 Avellino 885
7 Palermo 883
8 Latina 855
9 Lecce 814
10 Genova 754
11 Reggio Calabria 691
12 Livorno 676
13 Foggia 647
14 Potenza 621
15 Caserta 574
16 Siracusa 519
17 Taranto 513
18 Brescia 503
19 La Spezia 485
20 Trapani 457
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).

Gli accertamenti nei confronti delle singole persone non esauriscono l’insieme delle attività di controllo svolte dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto in materia ambientale. I dati che vengono riportati nella tabella “Illeciti amministrativi, persone giuridiche denunciate e sanzionate, valore economico di sequestri e sanzioni in materia ambientale nel 2019” danno conto di un’altra tipologia di sanzioni, che fanno riferimento a illeciti meno gravi, quelli di natura amministrativa, ma anche alle persone giuridiche, ovvero alle imprese, denunciate e sanzionate, ai sequestri eseguiti, alle superfici interessate, in metri quadrati, ai prodotti, in chilogrammi, al valore economico di sequestri e sanzioni. Si tratta di numeri, se possibile, ancora più impressionanti di quelli commentati finora, a partire dai controlli eseguiti: quasi 1,7 milioni. Gli illeciti amministrativi contestati in materia ambientale, con ammende e sanzioni, sono stati ben 123.625, alla media di 338,7 al giorno, oltre 14 ogni ora, con 447.232 sequestri, per un valore economico complessivo di oltre 2,3 miliardi di euro.

Illeciti amministrativi, persone giuridiche denunciate e sanzionate, valore economico dei sequestri e delle sanzioni in materia ambientale nel 2019
Controlli 1.694.093
Illeciti amministrativi (ammende/sanzioni) 123.625
Persone giuridiche denunciate e sanzionate 1.104
Sequestri * n. 447.232
Sequestri * mq 354.195
Sequestri kg 1.599.454.559
Valore economico sequestri e sanzioni in euro 2.372.049.641
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019)
* Discariche, immobili speciali e abusivi, (opifici, negozi magazzini, laboratori), terreni per destinazione (seminativi, bosco, risaia, pascolo, giardino, orto, agrumeto, etc), terreni demaniali, altri beni, sequestri fauna “sulla terraferma” e “a mare”)

 

Categorie ItaliaCategorie Illegalità ambientaleCategorie Numeri

L’illegalità ambientale nel 2019

L’illegalità ambientale nel 2019 è cresciuta, con 34.648 reati accertati, alla media di 4 ogni ora. L’incremento rispetto al 2018 è del 23,1%.
La Campania è, come sempre, in testa alle classifiche, con 5.549 reati contro l’ambiente, seguita nel 2019 da Puglia, Sicilia e Calabria (prima regione
del Sud come numero di arresti). E, come ogni anno, in queste quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa si concentra quasi la metà di tutti gli illeciti penali accertati grazie alle indagini, esattamente il 44,4%. Ma è un altro il
dato su cui vale la pena riflettere per capire meglio come stia “mutando” l’ecomafia nel nostro paese: la Lombardia, da sola, con 88 ordinanze di custodia cautelare, colleziona più arresti per reati ambientali di Campania, Puglia,
Calabria e Sicilia messe insieme, che si fermano a 86.

L’illegalità ambientale nel 2019
  Cufa – Cta-  Ctpc – Ctl – Cpa – CC Gdf Cdp Cfr Ps Totale
Reati 21.008 1.619 10.147 1.735 139 34.648
Persone Denunciate 18.833 2.055 7.841 925 115 29.769
Persone Arrestate 217 8 13 12 38 288
Sequestri 5.659 1.618 1.451 338 46 9.112
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
La classifica regionale dell’illegalità ambientale nel 2019
    Regione Reati % sul totale nazionale Persone denunciate Persone arrestate Sequestri
1 Campania 5.549 16% 4.231 24 1.777
2 Puglia 3.598 10,4% 3.200 7 1.020
3 Sicilia 3.258 9,4% 2.802 8 710
4 Calabria 2.963 8,6% 2.531 47 974
5 Lazio 2.692 7,8% 2.378 62 1.080
6 Toscana 2.197 6,3% 1.920 2 451
7 Lombardia 1.994 5,8% 1.933 88 534
8 Liguria 1.842 5,3% 1.386 2 262
9 Sardegna 1.368 3,9% 1.444 8 315
10 Veneto 1.340 3,9% 1.211 3 302
11 Piemonte 1.307 3,8% 1.108 1 216
12 Emilia Romagna 1.178 3,4% 1.000 1 352
13 Abruzzo 1.162 3,4% 1.096 215
14 Basilicata 1.017 2,9% 741 2 114
15 Marche 990 2,9% 1.042 4 280
16 Umbria 632 1,8% 682 3 123
17 Friuli Venezia Giulia 544 1,6% 345 8 203
18 Molise 530 1,5% 436 115
19 Trentino Alto Adige 409 1,2% 237 18 63
20 Valle d’Aosta 78 0,2% 46 6
  TOTALE 34.648 100% 29.769 288 9.112
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
L’illegalità ambientale nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa nel 2019
Campania Puglia Calabria Sicilia Totale
Reati 5.549 3.598 2.963 3.258 15.368
% sul totale nazionale 44,4%
Persone denunciate 4.231 3.200 2.531 2.802 12.764
Persone arrestate 24 7 47 8 86
Sequestri 1.777 1.020 974 710 4.481
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
La classifica provinciale dell’illegalità ambientale nel 2019
  Provincia Reati
1 Napoli 2.207
2 Salerno 1.161
3 Roma 1.145
4 Cosenza 1.105
5 Bari 1.012
6 Avellino 885
7 Palermo 883
8 Latina 855
9 Lecce 814
10 Genova 754
11 Reggio Calabria 691
12 Livorno 676
13 Foggia 647
14 Potenza 621
15 Caserta 574
16 Siracusa 519
17 Taranto 513
18 Brescia 503
19 La Spezia 485
20 Trapani 457
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
Illeciti amministrativi, persone giuridiche denunciate e sanzionate, valore economico di sequestri e sanzioni in materia ambientale nel 2019 
Totale
Controlli 1.694.093
Illeciti amministrativi (ammende/sanzioni) 123.625
Persone giuridiche denunciate e sanzionate 1.104
Sequestri * n. 447.232
Sequestri * mq 354.195
Sequestri kg 1.599.454.559
Valore economico sequestri e sanzioni in euro 2.372.049.641
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2019).
* Discariche, immobili speciali e abusivi, (opifici, negozi magazzini, laboratori), terreni per destinazione (seminativi, bosco, risaia, pascolo, giardino, orto, agrumeto, etc), terreni demaniali, altri beni, sequestri fauna sulla terraferma e a mare.
Categorie ItaliaCategorie Illegalità ambientaleCategorie Numeri