Ecomafia 2016. La premessa

noecomafia-2016-coverSe nel 2015 abbiamo salutato con sollievo l’introduzione degli ecoreati nel Codice penale, il 2016 è l’anno in cui si cominciano a raccogliere i risultati di un’azione repressiva più efficace e finalmente degna di un paese civile. Chi inquina paga e deve farlo veramente. Lo dicono i numeri, lo dicono le indagini. Lo dicono soprattutto gli inquirenti, convinti che dopo l’entrata in vigore della legge molte imprese tentate dalle “scorciatoie” dell’illegalità ambientale hanno scelto di adeguarsi al rispetto delle norme, nella consapevolezza che i rischi per chi le vìola, oggi, superano abbondantemente i benefici attesi.
Come raccontiamo nel capitolo “Ecogiustizia è fatta”, abbiamo raccolto ed elaborato i dati relativi all’applicazione della legge 68 del 2015 da parte delle forze dell’ordine (Corpo forestale dello stato, Comando tutela ambiente dell’Arma dei carabinieri e Guardia di finanza) e delle Capitanerie di porto nel periodo compreso tra il 29 maggio 2015 e il 31 gennaio 2016: a fronte di 4.718 controlli effettuati, sono stati contestati 947 reati penali e violazioni amministrative, con 1.185 persone denunciate e il sequestro di 229 beni per un valore complessivo di quasi 24 milioni di euro.
ecomafia_slides_1_ecoreatiParticolarmente significativo, in considerazione della gravità e della complessità delle inchieste da sviluppare e del tempo breve trascorso dall’entrata in vigore della legge, è il dato relativo ai casi di applicazione del delitto di inquinamento ambientale (art. 452-bis del Codice penale): sono stati ben 118, con la denuncia di 156 persone e 50 sequestri, per un valore di oltre 10 milioni di euro. Così come sono da sottolineare anche le 30 contestazioni del delitto di disastro ambientale (art. 452-quater) con la denuncia di 45 soggetti, gli 11 casi di impedimento al controllo (art. 452-septies), i 12 casi di delitti colposi (art. 452-quinques) e le due contestazioni del delitto di morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale (art. 452-ter).
Numeri che sebbene circoscritti a un arco temporale ridotto rimandano comunque l’idea di una normativa che già funziona e sta dando un grosso aiuto agli inquirenti. Un contributo decisivo a un nuovo sistema di controlli ambientali arriverà anche con l’entrata in vigore della recente riforma delle Agenzie di protezione ambientale, che rende uniforme su tutto il territorio nazionale il sistema dei controlli e dei monitoraggi, in piena sinergia con l’Ispra, cioè con il Ministero dell’ambiente: un’altra legge d’iniziativa parlamentare, come quella sugli ecoreati, approvata a larghissima maggioranza. Legambiente, del resto, l’ha sempre sostenuto: contro ecocriminali ed ecomafiosi non si sono, o meglio non ci dovrebbero essere, distinzioni politiche di sorta.