Ecomafia 2018. Acquista il volume

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Presentazione
di Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente

Il rapporto Ecomafia 2018 rappresenta la definitiva consacrazione della legge 68 sugli ecoreati. Una riforma di civiltà invocata a gran voce per 21 lunghissimi anni dalla nostra associazione, a partire dal 1994. Una norma fondamentale approvata nella scorsa legislatura grazie a un testo che ha unificato il Ddl presentato da Ermete Realacci con quelli dei parlamentari Salvatore Micillo e Serena Pellegrino, votato in maniera trasversale da maggioranza e gran parte dell’opposizione. Una legge indispensabile che abbiamo difeso con i denti da chi ingiustamente la criticava ancor prima della sua definitiva approvazione, o la critica ancora oggi nonostante i risultati evidenti sotto agli occhi di tutti, perché eravamo certi della sua bontà per fermare le
attività di ecomafiosi, ecocriminali e inquinatori seriali. I numeri delle indagini concluse grazie ai nuovi delitti ambientali del Codice penale e riportati in questo nuovo rapporto confermano che avevamo ragione noi.
I dati sulla legge 68 del 2015 forniti da forze di polizia, Ministero della giustizia e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, costituito da Ispra e dalle Arpa, restituiscono un quadro da una parte preoccupante, per la pervasività dell’azione della criminalità ambientale in tutto il paese, e dall’altro rassicurante, perché il sistema giudiziario utilizza sempre di più i nuovi strumenti di contrasto a disposizione degli inquirenti contro l’illegalità ambientale. Emerge sostanzialmente un’azione di repressione sempre più
forte contro i cosiddetti ladri di futuro.
Il lavoro importante fatto va però completato. Il nuovo parlamento e l’esecutivo del premier Conte hanno il compito di cesellare la norma sugli ecoreati (andrebbe cancellata per esempio la clausola di invarianza dei costi
per lo stato, visti i risparmi diretti e indiretti su bonifiche e spese sanitarie ottenuti con la sua applicazione, e aggiunto un articolo sui delitti contro flora e fauna protette) ma vanno approvate tutte quelle norme ancora oggi mancanti per garantire il ripristino della legalità in ambito ambientale. A
partire dai decreti attuativi della legge sulle agenzie ambientali ancora mancanti o dalla legge per semplificare l’iter di abbattimento degli ecomostri di cemento che deve essere centralizzata presso lo stato, attraverso l’azione delle prefetture sul territorio, per superare il ricatto elettorale che incombe da
sempre sulla lotta alla cronica piaga dell’abusivismo edilizio. Senza dimenticare che occorre tutelare i beni culturali e i reperti archeologici con una norma ad hoc che garantisca un adeguato inasprimento delle pene per chi trafuga e traffica illegalmente i gioielli del Belpaese ma anche l’agroalimentare
di qualità e il made in Italy con una legge contro le agromafie. La nuova legislatura dovrà poi istituire ancora una volta la Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti per proseguire l’ottimo lavoro di quella
dello scorso parlamento, presieduta dagli onorevoli Alessandro Bratti prima e Chiara Braga poi, ma anche la commissione sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin per superare le imbarazzanti conclusioni di quella guidata dall’avvocato Carlo Taormina.
Insomma: il lavoro da fare non manca. Sarebbe opportuno che nella nuova legislatura ci si dedicasse al completamento del quadro normativo a supporto della lotta all’illegalità ambientale, una delle vere priorità di questo paese.
Contiamo molto sull’esperienza del Ministro dell’ambiente Sergio Costa e sulla costruzione di maggioranze trasversali per approvare altre leggi ambientali di iniziativa parlamentare come avvenuto nella scorsa legislatura. Sarebbe il modo migliore per rafforzare ulteriormente la nuova stagione della lotta
ai crimini ambientali inaugurata con l’entrata in vigore della legge sugli ecoreati. Noi lavoreremo perché tutto questo avvenga nel più breve tempo possibile, continuando il nostro lavoro di lobbying per rendere ancora più efficace la tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e delle imprese sane e rispettose della legge.