Maggio 2017

Vicenza, Borgo Berga. Per la Procura la lottizzazione è abusiva, tribunale compreso. Per il riesame, no.

borgo berga1Un caso eclatante di abusivismo, stavolta nel Nord-Est, è quello che riguarda il Palazzo di giustizia di Vicenza a Borgo Berga. Si tratta di una vicenda che a febbraio ha indotto la Procura della repubblica a chiedere il sequestro dell’intera area perché frutto di una lottizzazione abusiva. Richiesta, però, respinta dal Gup e, a maggio, anche dal tribunale del Riesame. L’inchiesta è stata aperta nel 2013 su esposto di Legambiente e del Comitato contro gli abusi edilizi. Borgo Berga si trova su un’ex area industriale, 100.000 metri quadrati di territorio fragile dal punto di vista idrogeologico racchiusi tra i fiumi Bacchiglione e Retrone, dove fino alla metà degli anni Ottanta sorgeva la Cotorossi, storico cotonificio della città, e che nel 2002 è diventata sede di un grosso progetto immobiliare, grazie a una provvidenziale variante urbanistica e alla cessione di numerosi lotti di proprietà del comune. Nel corso degli anni 2000, il progetto ha preso corpo, la società che ha acquistato i terreni ha ottenuto l’ampliamento delle aree edificabili e il comune, in cambio, la realizzazione del tribunale. Una vicenda complicata, su cui pendono interessi imprenditoriali forti e che, fino a oggi, ha prodotto solo il parziale sequestro dell’area. In un dossier del giugno del 2014 intitolato “Il tribunale di Vicenza. L’ecomostro padano”, Legambiente Veneto denunciava puntualmente fatti e misfatti della lottizzazione di Borgo Berga: dalla mancata bonifica delle aree un tempo sede di industria tessile, al rispetto delle distanze di legge dal corso dei fiumi, in particolare il Bacchiglione, noto alle cronache per la disastrosa esondazione del 2010. Dalla scelta di demolire un importante sito di archeologia industriale alla svendita dei terreni da parte del comune con indiscutibile danno erariale, dai pareri ammorbiditi alla mancanza di Valutazione ambientale strategica in area a vincolo idrogeologico. Intanto, nonostante l’inchiesta, la bellezza di 18 indagati tra cui l’ex sindaco, funzionari comunali e progettisti, e un permesso edilizio scaduto da due anni, i cantieri proseguono indisturbati e la cittadella di Borgo Berga cresce indisturbata.