Agosto 2017

Cemento abusivo all’Elba

In Toscana, il record degli abusi edilizi  pro capite spetta all’Isola d’Elba. Qui si concentra anche il numero più alto di “case fantasma”, ossia quelle sconosciute al Catasto. Un fenomeno, quello dell’edilizia fuorilegge, che continua ancora oggi. Si va dalla costruzione di falsi ruderi per realizzare “ampliamenti”. alla costruzioni di strade di accesso completamente abusive. reati smascherati in molte occasioni grazie alle denunce di Legambiente Arcipelago Toscano e all’intervento dei Carabinieri forestali. Certo non sono abusi vistosi, non parliamo di grandi opere. Piuttosto di quello che Legambiente ha ribattezzato ironicamente  “abusivismo di qualità”.

La nascita del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e le nuove normative urbanistiche regionali da un lato, la crisi del mercato immobiliare dall’altro, hanno impedito che l’abusivismo edilizio avanzasse verso le colline. Oggi l’offerta di case supera ormai la domanda in un’isola con meno di 30mila abitanti, dove nel 2001 si contavano già 22mila seconde case e dove gli appartamenti dei piani di edilizia economica e popolare venivano venduti direttamente alle agenzie immobiliari (a volte con promessa di ottenimento della residenza), se non addirittura su ebay.
II sacco delle coste e delle colline dell’isola toscana oggi sembra essersi fermato. Anche grazie all’attivismo di Legambiente che con il movimento “Sos Elba” contro le cementificazioni e, soprattutto, con le sue osservazioni puntuali che hanno impedito che i nuovi piani strutturali proposti dagli otto Comuni elbani realizzassero altri 3 milioni di metri cubi di cemento, un terzo di quanto già costruito sull’isola.