Maggio 2017

Trapani, confisca ai beni di Salvatore Angelo, il signore dell’eolico per conto di Messina Denaro

EolicoArenaEolico e biomasse per “sistemare a tutti ‘sti picciotti”, per “campare” i figli suoi e quelli degli amici. Investimenti redditizi, che avrebbero visto sorgere nuove pale in mezza Sicilia, tra le province di Palermo, Trapani, Agrigento e Catania. Ma pale che avrebbero arricchito la primula rossa di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro, e sostenuto la sua lunga latitanza. Il parco eolico più grande era previsto a Catania e in seguito avrebbe dovuto essere ceduto a una multinazionale italo-danese, così da completare l’opera di ripulitura dei quattrini di mafia. Così l’imprenditore di Salemi Salvatore Angelo intercettato dalle cimici del Ros dei carabinieri e del Comando provinciale di Trapani, si vantava dei propri affari e delle sue amicizie: “Matteo è un grande amico mio, ma iu con Matteo un mi ci posso iri a… capiscimi”. Già arrestato nel 2012 con l’accusa di essere un fiancheggiatore di Messina Denaro, ora si è visto arrivare la confisca dei beni: quattro aziende attive nell’edilizia e nella viticultura e 67 immobili tra ville e terreni, per un valore stimato di sette milioni di euro.