Aprile 2017

Terra bruciata. Interravano i rifiuti tossici nell’agro di Santu Lussurgiu

Con l’inchiesta Terra bruciata è stata sgominata un’associazione criminale dedita al traffico e alla gestione illegale di rifiuti. Tre le persone arrestate, di cui due ai domiciliari, e altre due colpite da obbligo di dimora. Le accuse contestate dalla Dda di Cagliari e fatte proprie dal Gip, vanno dall’associazione per delinquere di stampo mafioso fino alle minacce, danneggiamenti, incendi e turbativa d’asta.
Per l’accusa, tra il 2010 e il 2015, gli indagati hanno incendiato una decina di auto-compattatori in vari paesi del centro Sardegna con un unico obiettivo: far fuori le ditte concorrenti nelle gare d’appalto per lo smaltimento dei rifiuti solidi e urbani in almeno due comuni della provincia di Oristano, Santu Lussurgiu e Baratili San Pietro. “Da reati di ordinaria amministrazione – ha fatto notare il capitano del Noe, Angelo Rubechini – i colleghi di Tonara sono riusciti a vedere oltre e a scoprire reati più grossi”. Non solo. “Le persone coinvolte nell’organizzazione – ha sottolineato lo specialista dell’Arma – interravano i rifiuti tossici nell’agro di Santu Lussurgiu. Una condotta che oltre al danno ambientale, è risultata lesiva nei confronti degli operatori virtuosi che sostenevano costi onerosi per lo smaltimento”.