03 Luglio 2017

L’illegalità ambientale nel 2016

Nel 2016, nell’ambito dell’azione di contrasto ai crimini ambientali, le forze
dell’ordine, insieme agli altri organi di polizia giudiziaria, hanno contestato
25.889 illeciti penali, con una flessione rispetto all’anno precedente quantificabile in circa il 7%. Confermando un trend che si ripresenta ormai da diversi anni, attestandosi sempre sotto quota 30.000. Detta in altro modo, gli inquirenti hanno registrato quasi 71 reati al giorno, 3 ogni ora.

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Come l’anno scorso, tra i reati accertati si trovano anche gli ecoreati introdotti nel Codice penale dalla legge 68/2015, che, al di là del dato quantitativo, hanno una loro intrinseca forza qualitativa, rivolgendosi a fattispecie particolarmente gravi come l’inquinamento e/o il disastro ambientale, le lesioni personali o l’omessa bonifica.ecoreatiok
L’efficacia dell’azione repressiva, dovuta in particolare al nuovo quadro legislativo, è testimoniata principalmente dal numero di arresti, che da 188 del 2015 passano a 225, con un incremento pari a circa il 20%; così come cresce il numero di persone denunciate, 28.818 (+5,1%) e dei beni sequestrati, 7.277 (+3,1%). Il Corpo forestale dello stato (dal 1° gennaio 2017 confluito nell’arma dei carabinieri) insieme ai Corpi forestali delle regioni e provincie a statuto autonomo, ha scoperto 14.031 illeciti, le Capitanerie di porto 7.486, l’Arma dei carabinieri con le sue diverse articolazioni 2.676, la Guardia di finanza 1.385 e l’Ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 311.

L’illegalità ambientale in Italia
Cta- Ctpc – CCCpa- Cts – CCGdfCdpCfsCfrIcqrfTotale
Infrazioni accertate2.5381381.3857.48611.3462.68531125.889
Denunce3.5421.9922.6397.4868.0011.6313.52728.818
Arresti631855072170225
Sequestri5691.0381.3856852.3447854717.277
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine, Capitanerie di porto e Icqrf – Ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (2016)
L’illegalità ambientale nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa
CampaniaPugliaCalabriaSiciliaTotale*
Infrazioni accertate372823392303308411.454
Denunce31452269153024089.352
Arresti31352815109
Sequestri9577455025912.795
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine, Capitanerie di porto e Icqrf – Ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (2016)
*esclusi i dati dei Carabinieri Politiche agricole e alimentari, Carabinieri tutela Patrimonio della salute e ICQRF – ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (2016)

Complessivamente, diminuisce in percentuale il peso delle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso, che si contrae arrivando al 44,2% (l’anno prima superava il 48%), anche se restano le prime quattro regioni per numero di illeciti. Nel dettaglio, la Campania con 3.728 reati tiene la testa della classifica, seguita dalla Sicilia (3.084), dalla Puglia (2.339) – che è la prima per numero di arresti (35) – e dalla Calabria (2.303); si conferma al quinto posto il Lazio (2.241), mentre la Toscana scalza la Sardegna e conquista la poco invidiabile sesta posizione. La Liguria è la prima regione del Nord per numero di illeciti (1.488). Contando i reati contestati dal 1992 al 2016 si arriva alla cifra impressionante di 649.776, cui vanno aggiunti 511.843 denunce/arresti e 162.070 sequestri; in questo stesso arco temporale nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa si è totalizzato in media il 45% degli illeciti.

la classifica regionale dell’illegalità ambientale
    RegioneInfrazioni accertate*% sul totale Denunce*Arresti*Sequestri*
1Campania =3.72814,7%3.14531957
2Sicilia =3.08412,2%2.40815591
3Puglia ↑2.3399,2%2.26935745
4Calabria ↓2.3039,1%1.53028502
5Lazio =2.2418,9%1.81525448
6Toscana ↑1.7226,8%1.4840292
7Sardegna ↓1.5316,1%1.70112324
8Liguria =1.4885,9%1.4568155
9Lombardia ↑9813,9%9327294
10Veneto ↓8413,3%8940165
11Emilia Romagna =8393,3%8040228
12Marche ↓7953,1%8551166
13Abruzzo ↓6672,6%6313134
14Piemonte ↑6422,5%5360113
15Friuli Venezia Giulia ↓5272,1%4710261
16Basilicata =4931,9%4131568
17Umbria ↑3921,5%3461115
18Molise ↑3291,3%284069
19Trentino Alto Adige ↓3091,2%288283
20Valle d’Aosta =510,2%5202
 TOTALE25.302100%22.3141835.712
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine, Capitanerie di porto e Icqrf – Ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (2016).
*sul totale delle infrazioni, denunce, degli arresti e dei sequestri sono esclusi i dati dei Carabinieri Politiche agricole e alimentari, Carabinieri tutela Patrimonio della salute e ICQRF – ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (2016).

A livello provinciale si riproduce sostanzialmente la fotografia già scattata su
scala regionale, con la provincia di Napoli che è la più colpita con 1.361 infrazioni, seguita da Salerno (963), Roma (820), Cosenza (816) e Palermo (811).

la classifica provinciale dell’illegalità ambientale 
 ProvinciaInfrazioni accertate
1Napoli =1.361
2Salerno =963
3Roma =820
4Cosenza ↑816
5Palermo ↑811
6Latina ↑671
7Reggio Calabria ↑608
8Genova ↑573
9Avellino ↑526
10Foggia ↓523
11Lecce ↑492
12Livorno ↑471
13Bari ↓433
14Venezia ↑410
15Catania ↓395
16Trapani ↓383
17Crotone ↑375
18Siracusa ↑352
19Messina ↓343
20Taranto ↑331
Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine, Capitanerie di porto e Icqrf – Ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (2016)
*esclusi i dati dei Carabinieri Tutela Ambiente, Carabinieri tutela Patrimonio Culturale, Carabinieri Politiche agricole e alimentari, Carabinieri tutela Patrimonio della salute e ICQRF – ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Provando a dare un quadro quanto più esaustivo possibile, in questa edizione di Ecomafia abbiamo conteggiato nel calcolo totale dell’illegalità ambientale anche i dati dei carabinieri del Comando per la tutela della salute (Nas) e del Comando politiche agricole e alimentari, oltre che, come già lo scorso anno, quelli dell’Ispettorato centrale della tutela e della qualità e repressione dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaf).
Rispetto alle tipologie di ecocrimini commessi, quelli contro gli animali e la fauna selvatica rappresentano la fetta più grossa della torta, il 23% del totale, mentre il ciclo illegale dei rifiuti si attesta oltre il 22%, subito dopo ci sono gli incendi, quasi il 18%, poi il ciclo illegale del cemento, 17,1%, e l’archeomafia, 2%.