Febbraio 2017

Legambiente denuncia lo stallo contro l’abusivismo a Crotone e a Isola Capo Rizzuto

A Crotone il circolo Ibis di Legambientre denuncia una serie di preoccupanti inadempienze sul fronte della lotta all’abusivismo edilizi. Se da un lato la Procura della Repubblica sequestra il Marine Park Village di Punta Scifo, dall’altro occorre constatare come “già in passato sono state poste sotto sequestro e addirittura confiscate intere lottizzazioni abusive lungo la bellissima costa crotonese, ma alcuni procedimenti prima ancora di affrontare i tre gradi di giudizio, già in fase di udienza preliminare sono stati archiviati, mentre altri non hanno mai visto l’ultimo grado di giudizio. L’unica confisca andata in porto, ma “congelata” nell’esecuzione, – prosegue la nota di Legambiente – riguarda le circa venticinque costruzioni abusive realizzate sul lotto assegnato dall’Ente di riforma fondiaria alla famiglia Grande Aracri di Cutro, che tagliano in due il Parco archeologico di Capo Colonna. Lo abbiamo denunciato fin dal 2007”.
Sul promontorio Lacinio nel lontano 1997 il Comune di Crotone e la Soprintendenza archeologica della Calabria demolirono alcuni fabbricati abusivi che lambivano i resti archeologici, ma quegli abbattimenti sono rimasti casi isolati. Oggi, sostiene l’associazione, “il malaffare si è ben riorganizzato, tentando di insinuarsi nella pubblica amministrazione, utilizzando come grimaldello l’urbanistica permissiva e moderna, finalizzata a creare sviluppo anche se consuma suolo, deturpa l’ambiente e cementifica le coste, ma che si può fare se prevista nei Piani regolatori comunali”. Un “new deal” del cemento legalizzato che riguarda tutta la costa della provincia di Crotone. Da qui l’appello-denuncia firmato da Girolamo Parretta, presidente di Legambiente Crotone, che ha posto al comune di Crotone e a quello di Isola Capo Rizzuto “la necessità e l’urgenza di avviare alcune azioni per la salvaguardia della costa: la revisione degli strumenti urbanistici puntando alla valorizzazione degli aspetti naturalistici, archeologici e storici del territorio e al consumo zero di suolo; il blocco del Programma di recupero urbano di Isola Capo Rizzuto, in particolare quello di Le Castella per la parte adiacente alle dune di Sovereto; e una verifica puntuale sulle sanatorie da concedere sotto il profilo ambientale, paesaggistico e igienico sanitario”. A questo, si aggiunge la necessità di provvedere alla definitiva assegnazione al Comune e al polo museale regionale del Ministero dei Beni culturali delle case della lottizzazione abusiva già confiscata a Capo Colonna, così’ da procedere con le demolizioni e completare finalmente il Parco archeologico di Capo Colonna.