Novembre 2016

Operazione Demetra. Dda di Firenze sgomina banda criminale nel racket dei rifiuti

La Guardia di finanza coordinata dalla Dda di Firenze ha sottoposto ai domiciliari 31 persone, indagate a vario titolo per i reati di “attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti”, “truffa ai danni di un ente pubblico” e “falsità ideologica”. Sequestrati oltre 7 milioni di euro (tra disponibilità finanziarie e beni mobili ed immobili), quale profitto dell’attività illecita posta in essere dagli indagati.
Il provvedimento ha riguardato 6 imprenditori – cinque toscani e un veneto, operanti per lo più sul territorio toscano (Province di Pistoia, Lucca e Pisa), specializzati nella gestione e nel trattamento dei rifiuti, i quali avrebbero messo in piedi una vera e propria struttura criminale imperniata sul traffico di rifiuti. Come hanno precisato gli investigatori, i riscontri di polizia giudiziaria e quelli contabili hanno messo in luce che tali aziende – collegate con imprese dell’area campana gravitanti nell’orbita dei clan dei Casalesi e della cosca Belforte radicata nel Comune Casertano di Marcianise – nel periodo 2013-2015 hanno operato in dispregio delle normative vigenti in materia di trattamento di rifiuti grazie a due distinti modus operandi fraudolenti. In un caso, è stato accertato che alcuni scarti di lavorazione provenienti dal ciclo produttivo della carta (c.d. pulper) contenevano sostanze chimiche tossiche e molto nocive per la salute, quali derivati della plastica, polistirolo, fanghi originati dalla de-inchiostrazione della carta. Responsabile di tale attività delittuosa, un’impresa di Pescia che, interponendosi tra due importanti cartiere della Lucchesia (produttrici appunto di pulper) e vari impianti di smaltimento (discariche e inceneritori) ubicati in varie province italiane (Lucca e Livorno in Toscana, ma anche Terni e Brescia), si arricchiva illecitamente facendo figurare solo fittiziamente di aver proceduto alla “ripulitura” degli scarti industriali.
Il secondo filone di indagine è stato focalizzato, invece, sull’attività di una società pisana che, riuscendo a praticare prezzi particolarmente competitivi, era divenuta leader nel trattamento dei prodotti reflui originati da diversi depuratori di fanghi industriali della Toscana.