Aprile 2016

Firenze, sequestrata la cava di Paterno. Quattro indagati

paternoL’ex cava di Paterno nel Comune di Vaglia, in provincia di Firenze, è stata posta sotto sequestro dal Comando Provinciale di Firenze del Corpo forestale dello Stato per la scoperta della presenza, nel sito, di tonnellate di rifiuti di varia natura. Indagate 4 persone: l’ex sindaco di Vaglia, il responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Vaglia e i proprietari, padre e figlia, dell’area posta sotto sequestro. Questi ultimi sono sotto inchiesta per discarica abusiva e omessa bonifica.
L’area si estende per circa 4,9 ettari e veniva sfruttata come cava per l’estrazione di carbonato di calcio per la produzione della calce. Nel 1998 vi fu un primo ritrovamento di rifiuti illecitamente interrati. Negli anni successivi furono scoperti anche fanghi provenienti dai lavori dell’Alta velocità, peraltro contaminati dalla presenza di idrocarburi. Dagli accertamenti condotti dal Corpo forestale dello Stato e da ARPAT, durante le indagini, risulta che i rifiuti dell’Alta Velocità siano ancora presenti sul sito e in alcuni punti anche con alte concentrazioni di idrocarburi.
I documenti esaminati nel corso dell’indagine hanno fatto emergere come la cava fosse esaurita già dal 1998 e di fatto i forni per la produzione della calce erano già spenti a quella data. I materiali da costruzione prodotti dall’impresa, quindi, altro non erano che miscele di rifiuti e cemento.
Così, per anni, l’ex cava è stato il punto di arrivo di rifiuti industriali da demolizione, pneumatici, fanghi, polveri, provenienti da gran parte della Toscana e acquisiti illecitamente come materie prime per la produzione di materiali da costruzione. Si tratta di fanghi provenienti dal comparto delle concerie di Santa Croce in provincia di Pisa, polveri provenienti dalla sabbiatura, sabbie provenienti dalla lavorazione del bicarbonato di sodio dalla provincia di Livorno.