Maggio 2016

Licata, solidarietà al sindaco anti-abusi

angelo_cambianoIl sindaco di Licata Angelo Cambiano, che da tempo conduce una battaglia contro l’abusivismo edilizio costiero, ha dovuto fare i conti con un incendio appiccato da ignoti nella sua abitazione di campagna in contrada Stretto, a Licata. Il rogo, che secondo gli investigatori è di origine dolosa, ha danneggiato una sola stanza dell’immobile, intestato al padre del primo cittadino, e ha il sapore di un chiaro avvertimento. La Procura della Repubblica di Agrigento procede per incendio e minacce.
Alcuni mesi fa il sindaco aveva firmato un protocollo d’intesa con la Procura di Agrigento per procedere alle demolizioni delle case abusive costruite a meno di 150 metri di distanza dal mare, edifici insanabili colpiti da sentenze giudiziarie definitive. L’incendio che ha colpito la sua abitazione segue una serie di azioni, tra cui minacce, schieramento di barricate e occupazione del Comune, con le quali alcuni cittadini hanno voluto ostacolare l’intervento delle ruspe.
All’indomani dell’attentato incendiario si sono radunati nella città agrigentina i sindaci della Provincia ed è arrivato anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha avuto parole di netta condanna dell’abusivismo e ribadito il dovere della politica nel fare rispettare le leggi. Ed è proprio questo il punto che Legambiente ribadisce da tempo: la politica locale, regionale e nazionale, deve assumere senso di responsabilità. Smetta di alimentare le vane illusioni degli abusivi con promesse di condono edilizio, mascherate da fantomatici provvedimenti di riordino urbanistico, emendamenti salva abusi e disegni di legge con l’unico obiettivo di fermare le ruspe delle Procure, come il Ddl Falanga in discussione proprio in questi giorni alla Camera. Diversamente, sarà motore e complice dei disordini sociali e delle manifestazioni violente.
Anche i sindaci devono fare la propria parte, uscendo dall’ombra e dall’ambiguità di chi cerca ogni alibi, a partire da quello economico, per non demolire. Se vogliono essere solidali con il primo cittadino di Licata, ne seguano l’esempio.
Abbattere le costruzioni abusive è un dovere, non una possibilità. Se ne parla poco, ma le demolizioni si fanno. Avvengono in Sicilia, così come nel napoletano e in provincia di Salerno, sulla costa della Sardegna, nel Salento. Siamo in ritardo di decenni, per questo occorre sostenere con forza, istituzioni e cittadini, questa stagione di rinnovata legalità.
Legambiente continuerà a vigilare e a denunciare ogni nuova manovra pro-abusivi e al contempo a sostenere il lavoro di chi agisce per ripristinare il rispetto delle leggi. Perché siamo convinti che in questo Paese sia tempo di voltare pagina, di restituire ai territori violati dignità e bellezza, chiave di volta per un progresso sociale ed economico duraturo e di qualità. Gran parte dei cittadini lo ha capito, anche molti abusivi hanno ormai deposto le speranze, tanto che sono decine le autodemolizioni prima che arrivino le ruspe delle Procure. Adesso tocca alla classe dirigente dimostrare di stare dalla parte giusta e di non essere complice del malaffare “straccion” che ha frenato per decenni lo sviluppo di tante comunità.

Vedi anche: Abusi edilizi, a Licata riprendono le demolizioni