Febbraio 2016

Bracconieri vendevano carne non controllata a ristoranti sassaresi

Sparavano alle prede direttamente dall’auto, spesso a poca distanza da strade pubbliche, e rivendevano la selvaggina a collezionisti e a ristoratori che la mettevano in commercio nonostante la totale assenza di controlli sanitari. Una banda di bracconieri, tutti sassaresi e con precedenti penali, è stata sgominata dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Sassari.
Catturavano prevalentemente cinghiali, conigli e lepri, ma anche pernici, quaglie, tordi, colombacci e merli, senza tralasciare rapaci e altre specie protette come occhioni, civette, ghiandaie e sparviere. L’accusa, per i 5 indagati, è di bracconaggio ai danni della fauna selvatica, mancato possesso della licenza di caccia e porto illegale di armi da fuoco.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i bracconieri agivano nelle zone periferiche di Sassari ma si spostavano di frequente anche in Gallura, in particolare nella zona di Aglientu, dove era maggiore la probabilità di incontrare cinghiali e, allo stesso tempo, minore il rischio di incappare in controlli. In una circostanza, gli indagati sono arrivati persino a vendere un cinghiale che era stato trovato morto nel corso della battuta di caccia notturna.