Febbraio 2016

Traffico di falso olio Made in Italy tra Puglia e Calabria

olive pixCon un’operazione denominata “Mamma mia”, l’Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, coordinato dalla Procura di Trani e in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha bloccato un vasto e collaudato sistema di frode nel settore oleario tra Puglia e Calabria. Otto gli indagati, accusati di frode agroalimentare e reati fiscali.
Gli investigatori dell’ICQRF hanno accertato che negli anni 2014 e 2015 sono state commercializzate come olio 100% italiano oltre 2mila tonnellate di olio extravergine di oliva proveniente invece da Spagna e Grecia, per un valore di oltre 13 milioni di euro.
Imprese pugliesi e calabresi emettevano documenti falsi sull’origine italiana dell’olio extravergine di oliva, che arrivava presso ignari soggetti imbottigliatori già designato come Made in Italy, pronto per il confezionamento e la distribuzione sul mercato. I soggetti coinvolti smaltivano poi l’olio non italiano attraverso vendite fittizie a operatori compiacenti, anche esteri, per farne perdere le tracce. Gli omologhi organismi di controllo esteri – interpellati dall’Unità Investigativa Centrale dell’ICQRF – hanno confermato le ipotesi investigative.
L’ICQRF e la Guardia di Finanza di Andria, Crotone e Gioia Tauro hanno così eseguito 16 sequestri e 12 perquisizioni. Nel corso dell’operazione è stata sequestrata un’ingente mole di documentazione e materiale informatico, attualmente al vaglio degli investigatori. Le partite di falso olio 100% italiano sono state rintracciate tramite la documentazione di vendita: le quote ancora residue saranno ritirate dal mercato mediante un sistema di richiamo dei prodotti irregolari.