Aprile 2016

Botticelle romane, cavalli maltrattati. Sotto inchiesta 41 vetturini

cavallo_bott2Vedevano la luce del sole solo quando trasportavano per Roma i turisti che pagavano, a caro prezzo, il servizio. Altrimenti i cavalli del deposito di Testaccio passavano ore e ore, a volte giorni interi, nel buio delle stalle prive di finestre allestite all’ex Mattatoio, in condizioni strutturali precarie e pessime in termini igienico-sanitarie. Il fascicolo aperto dalla Procura di Roma ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 41 vetturini per maltrattamento di animali, ai quali sarebbe stato precluso il benessere psicofisico. Le iscrizioni sono scattate dopo le ultime segnalazioni inviate a piazzale Clodio dagli investigatori del NIRDA, il nucleo speciale per la tutela degli animali: scarsa illuminazione delle stalle, spazi angusti e spesso occupati anche da rifiuti.
Le stalle di Testaccio sono sotto sequestro già dall’ottobre del 2014, quando il Corpo Forestale dello Stato, su delega del sostituto procuratore Alberto Galanti, aveva apposto i sigilli agli spazi adibiti a strutture di ricovero per i cavalli a causa di gravi carenze strutturali dell’edificio. Durante i controlli, che portarono anche al sequestro di 2 cavalli, erano state riscontrare irregolarità anche in relazione alle detenzione di farmaci veterinari ed era stata scoperta una sorta di discarica a cielo aperto dove venivano stoccati i rifiuti. I vetturini avevano comunque avuto il permesso di mantenere i cavalli nell’edificio in attesa dell’individuazione di una sede più idonea, che stando a quanto annunciato in più occasioni dal Campidoglio dovrebbero essere le strutture in legno realizzate a Villa Borghese. Il condizionale è d’obbligo: volute dall’amministrazione Alemanno e approvate dall’ex sindaco Marino, le strutture restano ancora inutilizzate. Sul caso – dietro denuncia di diverse associazioni, tra cui gli Animalisti Italiani – è stata aperta un’inchiesta. A destare sospetti non è stata solo per la scelta della collina del Pincio come luogo su cui costruire il ricovero per i cavalli, con probabile abuso edilizio, ma anche l’iter amministrativo che ha portato all’affidamento dei lavori: un appalto da circa un milione e 300mila euro conferito a una società senza alcuna gara ad evidenza pubblica.
Nel frattempo, il decreto di sfratto a carico dei vetturini nell’ex Mattatoio era stato emanato a seguito di una querelle tra l’Accademia delle Belle Arti, proprietaria dell’edificio, e i proprietari dei cavalli: lo scorso gennaio era stato stabilito il definitivo rilascio degli spazi all’Università per realizzare nuovi laboratori e atelier, a causa della mancanza di sicurezza statica dello stabile con conseguente rischio per l’incolumità fisica degli occupanti, uomini e animali.
A distanza di pochi mesi, però, tutto è rimasto fermo: le carrozzelle romane continuano a partire ogni giorno dall’ex Mattatoio per raggiungere il centro della città.