Marzo 2016

Racket di rifiuti tossici, smantellata organizzazione

Si è conclusa la maxi inchiesta “Heavy metal” condotta a Rimini dalla Polizia municipale e dalla Guardia di Finanza sul racket di rifiuti tossici gestito dalla cooperativa di italiani e nomadi Metalcoop. Il bilancio è di 30 indagati, metà italiani e metà rumeni. Dieci persone sono accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti pericolosi. L’indagine era partita da un normale controllo su strada effettuato dagli agenti della Polizia municipale, che alla fine del 2011 avevano fermato un camion mentre trasportava svariati rifiuti tra cui ferro, rame e mobili. Un episodio apparentemente occasionale, senonché, con il passare dei mesi, gli inquirenti hanno scoperto un enorme giro d’affari legato al traffico di rifiuti che si sono poi rivelati altamente pericolosi. La cooperativa era stata fondata proprio per dare una parvenza di legalità all’attività di raccolta di rifiuti, di cui si occupavano alcuni rom. Tra i materiali anche lastre di eternit, che, per non essere individuate nei controlli, venivano sbriciolate e mescolate ad altro materiale. I rifiuti, molti dei quali provenienti anche da San Marino, venivano scaricati in vari siti della città, già tutti bonificati. Quattordici automezzi usati dall’organizzazione sono stati sequestrati.