Marzo 2016

Cinque arresti per traffico e smaltimento illecito di rifiuti al centro Eni di Viggiano (Pz)

Petrolio in Basilicata: a Viggiano (Potenza) centro Oli dell'EniI carabinieri hanno arrestato cinque persone, tra funzionari e dipendenti del centro oli di Viggiano dell’Eni (dove viene trattato il petrolio estratto in Val d’Agri) con l’accusa di “attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti”. Fra gli indagati figura anche Gianluca Gemelli, imprenditore e compagno della ministra dello sviluppo economico Federica Guidi. Un’ordinanza di divieto di dimora è stata emessa nei confronti di un dirigente della Regione Basilicata. I provvedimenti cautelari del gip del Tribunale di Potenza nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Dda – sono stati eseguiti nelle province di Potenza, Roma, Chieti, Genova, Grosseto e Caltanissetta.

Gianluca Gemelli, imprenditore e commissario di Confindustria Siracusa, è accusato di traffico di influenze illecite perché “sfruttando la relazione di convivenza che aveva col Ministro allo Sviluppo economico – si legge nell’ordinanza – indebitamente si faceva promettere e otteneva da Giuseppe Cobianchi, dirigente della Total” le qualifiche necessarie per entrare nella “bidder list delle società di ingegneria” della multinazionale francese, e “partecipare alle gare di progettazione ed esecuzione dei lavori per l’impianto estrattivo di Tempa Rossa”.

E dagli atti dell’inchiesta spunta un’intercettazione della ministra che rischia di mettere in difficoltà il governo. “Domani dovremmo riuscire ad approvare quell’emendamento”, dice la Guidi a Gemelli. Nella stessa intercettazione viene citata anche Maria Elena Boschi. Nessuna delle due ministre è indagato.

Nell’ambito della stessa inchiesta condotta dagli agenti della Squadra mobile di Potenza, è finito ai domiciliari l’ex sindaco di Corleto Perticara (Potenza), che è il paese dove sta sorgendo il Centro oli Tempa Rossa. Per l’ex vicesindaco, Giambattista Genovese, il gip Tiziana Petrocelli ha disposto il divieto di dimora nel comune. Entrambi sono accusati di “plurime condotte di concussione e corruzione”. Un secondo filone d’indagine dei carabinieri del Noe ha portato al sequestro parte dell’impianto Eni di Viggiano.