Marzo 2016

“PianetaMaratea”: speculazione edilizia sulla costa potentina. Tredici indagati

Sulla costa di Maratea, la “perla del Tirreno”, da anni incombe un progetto che prevede la costruzione di 196 nuove unità abitative in località Santa Caterina, a 350 metri dal mare. Le costruzioni andrebbero ad ampliare il complesso turistico-alberghiero “PianetaMaratea”, parzialmente realizzato a seguito di un piano di lottizzazione approvato nel 1981, che prevedeva l’edificabilità di 170.260 metri cubi di terreno. Le nuove unità immobiliari, che porterebbero a un aumento della volumetria del complesso alberghiero estendendolo a 30mila metri cubi totali di cemento, dovrebbero avere un’altezza massima di 9 metri, ben visibili dal mare, e sorgerebbero per gran parte all’interno di un’area – il Golfo di Policastro – d’interesse paesaggistico e in prossimità di un Sito di Importanza Comunitaria (SIC), l’isola di S. Ianni e la costa prospicente.
Nel dicembre 2012 l’associazione Italia Nostra aveva presentato ricorso al TAR per la Basilicata contro la Variante al Programma di Fabbricazione del complesso alberghiero, che prevede la realizzazione delle opere di completamento. L’associazione chiedeva tra l’altro l’annullamento della decisione, da parte della Regione Basilicata, di non assoggettare il progetto edilizio alle procedure di VIA e VAS stabilite dall’Unione Europea. Procedure inderogabili, secondo Italia Nostra, dato che le opere sono state autorizzate in una zona classificata ad alto rischio idrogeologico dall’Autorità di Bacino. Nell’estate del 2013, però, il TAR ha respinto il ricorso. Anche il Consiglio di Stato, che nel gennaio 2014 aveva accolto l’istanza cautelare nel procedimento di Italia Nostra contro il piano di cementificazione, ha successivamente pronunciato il suo parere definitivo in favore delle società lottizzanti, Simar e Sviluppo Maratea srl.
Ora gli atti sono sotto inchiesta della Procura di Lagonegro, che lo scorso agosto ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Ciò che non quadra, al momento, non riguarda l’ampliamento del complesso turistico-alberghiero. L’attenzione degli inquirenti si è concentrata sulla delibera n. 34 adottata dal Consiglio Comunale di Maratea, a maggioranza, il 12 agosto 2010. In tale occasione veniva approvato un nuovo schema di convenzione tra Comune e privati, in revisione della precedente Convenzione del 1981. Nei nuovi accordi il Comune rinunciava ad acquisire parte della strada comunale della Marinella e un anfiteatro allo scopo di “procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale” al consorzio dei costruttori, “con evidente danno per l’Ente”.
Tredici persone sono indagate per concorso in abuso d’ufficio. Tra queste gli ex consiglieri di maggioranza dell’amministrazione comunale guidata da Mario Di Trani, l’imprenditrice Rosa Amoroso e l’attuale responsabile del settore ambiente del Comune, Anna Maria Magliano.
L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 1° giugno.