Aprile 2015

Frode nel settore vitivinicolo, sequestrate quasi 20mila bottiglie di vino nel veronese

Vino rosso generico da tavola, privo di denominazioni di origine o indicazioni geografiche, venduto come prodotto di maggior pregio con etichette ingannevoli. È la punta dell’iceberg di una serie di illeciti a carico di una nota ditta del veronese emersi dall’attività congiunta del Corpo Forestale dello Stato di Verona e dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari Nord-Est di Susegana, in provincia di Treviso.
Sono state sottoposte a sequestro amministrativo 19.680 bottiglie di vino da 0,75 litri per un valore all’ingrosso di circa 35mila euro, per violazione della norma che stabilisce disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento comunitario relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo.
La ditta del veronese avrebbe venduto a una catena di supermercati danese vino generico da tavola spacciandolo per vino realizzato con uve locali di pregio: Corvina, Rondinella, Cabernet Sauvignon e Croatina.
Nel corso dei controlli il lotto poi sequestrato è risultato essere stato realizzato con un taglio di vino acquistato da cantine ubicate in provincia di Oristano e di Brindisi, quindi non prodotto con le uve indicate in etichetta.
La Procura della Repubblica di Verona ha iscritto nel registro degli indagati il titolare dell’azienda per presunta frode in commercio e ha disposto il sequestro penale delle 19.680 bottiglie già oggetto di sequestro amministrativo, oltre che di numerosa documentazione pertinente al caso e rinvenuta nel corso della perquisizione della cantina.
Sono in corso verifiche anche su altri lotti venduti nel corso del 2014 dalla ditta veronese in Danimarca.