Aprile 2015

Traffico di rifiuti a Livorno, sequestrato l’impianto della Bogi S.r.l.

I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Grosseto hanno sequestrato l’impianto industriale della Bogi S.r.l., ditta che svolge attività di commercio e gestione di rifiuti costituiti da rottami metallici, ferrosi e non. Il provvedimento ha fatto seguito a un decreto emesso dal Tribunale di Firenze su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura, che ha coordinato l’attività investigativa.
L’indagine ha avuto origine nell’agosto 2014, a seguito di un’attività investigativa autonoma degli agenti della Stazione dei Carabinieri di San Piero a Grado che hanno trovato materiali ferrosi rubati nell’impianto in questione. È stata questa circostanza a far scattare un’ulteriore attività di indagine che ha portato a scoprire un collaudato sistema di smaltimento illecito di rifiuti. In particolare è emerso che l’azienda ritirava abitualmente rifiuti, privi di documentazione, da privati non autorizzati alla raccolta e al trasporto in forma ambulante. Tali rifiuti venivano dichiarati di provenienza domestica attraverso autofatture sulle quali veniva attestato che la vendita da parte dei privati non era stata effettuata nell’esercizio di impresa, ma come attività occasionale. Attraverso il sistema di compravendita di rottami metallici, l’azienda si sarebbe garantita un illecito guadagno stimato in 120mila euro.
Da accertamenti più approfonditi è emerso che la maggior parte delle persone coinvolte era già nota alle forze dell’ordine. Sedici di loro hanno precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio, in particolare di furto e ricettazione.
L’attività investigativa si è conclusa con la denuncia prima alla Procura livornese, quindi a quella di Firenze e alla DDA, dei 4 responsabili aziendali, accusati di attività organizzata per il traffico illecito dei rifiuti.

(Fonte: Il Tirreno di Livorno)