Maggio 2015

Operazione interforze a Prato su attività orticola gestita da cittadini cinesi

Un’operazione interforze è stata eseguita su di un’area adibita a orti estesa per circa 3 ettari di terreni agricoli gestiti da cittadini cinesi nel comune di Prato.
Al controllo ha preso parte il personale di numerose strutture pubbliche di controllo operanti a Prato: Corpo forestale dello Stato, Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Dipartimento Prevenzione dell’ASL, Direzione Territoriale del Lavoro e relativo Nucleo di Carabinieri. Erano presenti anche due interpreti messi a disposizione dal Comune di Prato e dall’ASL.
Obiettivo del controllo era quello di verificare il rispetto delle complesse normative che regolano i vari aspetti dell’attività orticola, a partire dalla regolare importazione delle sementi, oltre che degli aspetti urbanistici, edilizi, ambientali, di sicurezza dei luoghi di lavoro e dell’immigrazione.
Al lavoro nell’orto sono stati trovati due operai di nazionalità cinese, mentre la titolare si è presentata in un momento successivo.
Dal controllo è emerso che le sementi utilizzate, per un totale di 70 confezioni (barattoli e bustine) prive d’indicazioni in lingua italiana, erano state importate illegalmente nell’Unione Europea. Le stesse sono state quindi sottoposte a sequestro amministrativo. Alla titolare dell’impresa è stato notificato un verbale amministrativo di circa 2mila euro.
Dalle informazioni ottenute sembra che gli ortaggi prodotti venissero venduti al dettaglio a terze persone, anche su strada, nelle province di Prato e Firenze.
La Direzione Territoriale del Lavoro ha accertato che un lavoratore su due era privo di regolare assunzione, procedendo alla sospensione dell’attività.
Irregolare dal punto di vista della normativa in materia edilizia, igienico-sanitaria e di sicurezza/salute dei luoghi di lavoro è risultata la presenza di strutture (roulottes, baracche e infrastrutture varie) adibite a deposito attrezzi e, probabilmente, utilizzate anche per il soggiorno delle persone.
Tali strutture sono state sottoposte a sequestro penale preventivo da parte della Polizia Municipale, della ASL e del Corpo Forestale dello Stato.