Novembre 2015

Olio contraffatto sequestrato dalla Forestale a Siena

Il Corpo forestale dello Stato ha posto sotto sequestro 4mila bottiglie di olio extra vergine di oliva contraffatte, pari a 30 quintali di prodotto, commercializzate in oltre 100 punti vendita di un noto marchio appartenente alla grande distribuzione organizzata, presente in Toscana ed Umbria.
Le attività investigative hanno avuto origine a seguito della segnalazione di un consumatore, il quale si è accorto che la bottiglia di olio acquistata in un Supermercato di Chiusi, in provincia di Siena, presentava, sotto l’etichetta originale, un’ulteriore etichetta in lingua tedesca riferita a una partita di olio diversa, destinata al mercato della Germania.
L’olio in questione, di origine comunitaria, imbottigliato e commercializzato da un’azienda stabilita in provincia di Firenze, veniva venduto in promozione a un prezzo molto basso nell’ambito della grande distribuzione.
La Società responsabile della distribuzione, estranea alla vicenda, ha provveduto all’immediato ritiro dal mercato del prodotto, mettendosi a disposizione del Corpo Forestale dello Stato per le verifiche del caso.
All’esito degli accertamenti di polizia giudiziaria le 4mila bottiglie di olio, parte rimanente di una commessa costituita da quasi 20mila unità di vendita, sono state sottoposte sia a sequestro probatorio che a sequestro preventivo, disposto dal GIP di Siena, onde impedirne la commercializzazione.
E’ stata inoltre effettuata un’attività tecnica di campionamento, finalizzata a verificare le caratteristiche merceologiche dell’olio.
Il titolare dell’azienda che ha imbottigliato e commercializzato l’olio è stato deferito all’Autorità Giudiziaria di Siena per ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio e la società è stata sottoposta a indagine per illecito amministrativo dipendente da reato ai sensi del Decreto legislativo n. 231/01.
Proseguono ulteriori accertamenti sulla tracciabilità del prodotto, disposti dalla Procura della Repubblica di Siena, finalizzati ad accertare eventuali altri profili di responsabilità e la latitudine dell’ipotizzato fenomeno frodatorio.