26 Agosto 2015
Agosto 2015

Tornano le ruspe: giù gli abusi nella Valle dei templi di Agrigento

IMG_6934Su ordine della Procura della Repubblica, dopo oltre 15 anni, sono tornate in azione le ruspe del Comune di Agrigento nella Valle dei Templi. Gli ultimi episodi risalgono al 2001.Il 24 agosto, in località Poggio Muscello, in piena zona A del parco archeologico, hanno cominciato con l’abbattimento di un muro di cinta e di un ovile, parte di un primo lotto di otto edifici abusivi colpiti da ordine di demolizione con sentenza passata in giudicato.

 

Non sono mancate le tensioni con i proprietari degli immobili che hanno tentato di fermare le ruspe rendendo necessario l’intervento delle Forze dell’ordine. I disordini hanno avuto solo il risultato di rimandare di poche ore la demolizione che è poi regolarmente avvenuta. Di fronte alla determinazione delle istituzioni nel portare a compimento l’intervento, alcuni proprietari hanno provveduto alla autodemolizione dei propri immobili,.
La vicenda demolizioni si è sbloccata dopo l’intervento della Procura della Repubblica che a giugno, pochi giorni dopo l’insediamento della nuova amministrazione comunale, aveva lanciato un vero e proprio ultimatum: “Si proceda alle demolizioni, altrimenti l’autorità giudiziaria procederà per abuso di ufficio ed omissione di atti di ufficio a carico dei responsabili degli uffici degli enti competenti che impediscono il ripristino della legalità nella zona del parco archeologico della valle dei Templi”.

“L’abbattimento delle case abusive nella Valle dei Tempi – ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – è l’inizio di un lungo processo che segna una inversione di tendenza nella battaglia contro l’abusivismo edilizio e che restituirà bellezza e legalità ad un luogo che, tra l’altro, è patrimonio dell’umanità. Siamo convinti che la demolizione delle costruzioni illegali resti la migliore cura preventiva contro il vecchio e nuovo abusivismo, un fenomeno illegale diffuso in tutta la Penisola che ha contribuito e contribuisce ad aggravare il consumo di suolo, il rischio idrogeologico e a ledere la parte sana dell’economia italiana. Demolire si può e si deve: abbattere un immobile abusivo non è, infatti,  una facoltà, ma un preciso obbligo delle amministrazioni previsto dalla normativa vigente”.