Aprile 2015

Macerata, sgominato traffico di agnelli macellati clandestinamente. Sequestrati due mattatoi

L’operazione “Easterlamb”, diretta dalla Procura della Repubblica di Macerata, condotta dal Nucleo Investigativo Polizia Ambientale e Forestale del Comando Provinciale di Macerata e dalle Stazioni Forestali di Abbadia di Fiastra, Camerino, Cingoli, Macerata e Recanati, in due settimane di indagini e appostamenti ha consentito di sgominare un ingente traffico illegale di agnelli, stimato in circa 600 esemplari macellati mensilmente per un valore di 100mila euro, e denunciare due allevatori che macellavano giovani ovini nella totale illegalità, all’interno di garage, container e baracche attrezzate con strumentazione fatiscente. Alcune strutture sono risultate prive di ogni condizione igienico-sanitaria atta a garantire la salute umana.
Oltre 50 gli esemplari macellati in una sola settimana da uno dei due allevatori, che effettuava gli abbattimenti in un garage tappezzato da ragnatele e polvere, per poi trasferire le carcasse all’interno di un container, anch’esso adibito all’attività di macellazione.
L’attività clandestina permetteva ai responsabili di evitare i costi previsti per il trasporto verso i mattatoi autorizzati e le visite sanitarie necessarie per garantire la sicurezza delle carni a tutela del consumatore; in questo modo gli allevatori evitavano anche di pagare le imposte dovute all’erario.
Nei locali attrezzati per le macellazioni, alcuni privi di celle frigorifere atte alla conservazione delle carni, gli agenti hanno rinvenuto ganci e strumenti da taglio, alcuni dei quali sporchi e ossidati, pelli e interiora degli animali accatastate sul pavimento, con macchie di sangue ovunque.
È stata sequestrata anche, all’esterno di uno dei mattatoi, un’area di oltre 200 mq nella quale all’interno di una buca erano state ammassate numerose carcasse di pecora, in attesa di essere sotterrate, nonché tutti i residui (interiora) derivati dall’attività di macellazione, al fine di evitare i costi necessari per lo smaltimento.
Illegali anche le modalità di abbattimento degli animali, i quali venivano soppressi senza l’ausilio del prescritto storditore, strumento necessario per evitare di sottoporre gli agnelli alle strazianti attese e alle sofferenze conseguenti l’impiego di strumenti da taglio, per sgozzare e dissanguare gli ovini vivi e coscienti.
I due allevatori, denunciati per macellazione clandestina in violazione del Regolamento UE 853/2004 e smaltimento illecito di rifiuti, rischiano pene sino a 24 mesi di reclusione e ammende sino a 150mila euro.
Ad un quarto allevatore sono state contestate sanzioni amministrative pari a 5mila euro, per macellazione domestica non autorizzata e mancato utilizzo dello storditore per gli abbattimenti.
Alle operazioni di sequestro ha partecipato anche il Servizio Veterinario della competente ASUR della Provincia di Macerata.