Luglio 2015

Sequestrate 100 tonnellate di pellet contaminato da metalli pesanti provenienti da una ditta della provincia di Lecco  

Una maxi-operazione tra Lombardia, Piemonte, Basilicata e Calabria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pavia, ha portato il Corpo forestale dello Stato al sequestro di 100 tonnellate di pellet da riscaldamento contaminato da metalli pesanti quali nichel, cromo, zinco, cadmio e rame. All’origine dell’indagine, una serie di segnalazioni effettuate da alcuni cittadini dopo aver rilevato danni alle loro stufe dopo l’utilizzo di una particolare partita di pellet. Secondo gli inquirenti, l’immissione sul mercato di pellet contaminto sarebbe riconducibile a una ditta della provincia di Lecco impegnata tra l’altro nella gestione, recupero e preparazione per il riciclaggio di rifiuti solidi urbani, industriali e biomasse. Il presidente del consiglio di amministrazione della società e il consigliere delegato sono stati denunciati per illecito smaltimento di rifiuti e frode in commercio: il materiale veniva infatti venduto come “pellet di legno vergine di faggio” con tanto di etichette a garanzia dell’assenza di metalli o altre sostanze.