Ottobre 2015

La Spezia. Fusti interrati accanto all’ ex discarica di Pitelli

Il Corpo forestale dello Stato ha rinvenuto 14 fusti contenenti sostanze oleose interrati vicino a un ex campo da calcio nell’area della famigerata ex discarica di Pitelli. Il timore degli investigatori è che ve ne possano essere seppelliti altri e che vi si possano trovare le scorie del disastro dell’Icmesa di Seveso del 1976.

Gli agenti, coordinati dal pm Luca Monteverde, hanno trovato un’area piena di fusti interrati vicino all’area di “campetto”, dove fino a qualche decina di anni fa giocava una squadra di calcio locale. Una zona finora mai indagata, esterna alla discarica della Sistemi ambientali di Orazio Duvia, l’imprenditore spezzino finito al centro dell’inchiesta della Procura di Asti nel 1996 sulla triangolazione dei rifiuti che da Lombardia e Piemonte finiva finiva in Liguria. Duvia fu accusato di aver corrotto politici locali, funzionari pubblici e ufficiali della Marina militare, ma nel 2011 arrivò l’assoluzione per i reati di disastro ambientale e di falso., mentre gli altri caddero in prescrizione.

Grazie alle informazioni rese da fonte confidenziale, da alcuni mesi la Forestale ha riaperto il fascicolo di Pitelli, cercando nuovi riscontri sui risvolti più oscuri della vicenda,come l’interramento di rifiuti militari e di alcuni fusti che potrebbero contenere parte della diossina proveniente dall’area di Seveso. L’area dei nuovi scavi, fanno sapere gli inquirenti, è oggi di proprietà proprio di Duvia, che l’avrebbe acquisita da alcuni anni.
Nulla si sa, per ora, sul contenuto dei fusti, impastati da una melma scura e oleosa, densa di sostanze che ora sono sotto la lente dei tecnici dell’Agenzia regionale per l’ambiente. A dar manforte al nucleo di La Spezia sono arrivati da Roma anche gli uomini del Nicaf, il nucleo centrale di polizia ambientale. “Là sotto c’è di tutto”, fanno sapere fonti investigative. I primi rifiuti erano già emersi nel giugno ddello scorso anno, quando sotto al bosco vicino a Pagliari erano stati trovati residui di idrocarburi e alcuni sacchi con la scritta Esercito italiano, insieme a frammenti di bidoni triturati.
La collina di Pitelli, inserita dal 2000 nell’elenco dei Siti inquinati d’interesse nazionale, nel 2013 era stata “declassata” a Sito di interesse regionale (insieme ad altri 17 Sin) con un decreto firmato dall’allora ministro dell’Ambiente Corrado Clini.