Marzo 2015

Genova: l’ombra delle cosche dietro l’interramento di rifiuti nell’area portuale

L’allarme relativo alle banchine di Calata Bettolo è stato lanciato direttamente dal prefetto davanti alla commissione rifiuti il quale racconta come all’ interno dell’area portuale di Genova siano stati, per molto tempo, introdotti illegalmente rifiuti di vario genere. I 10 soggetti indagati avrebbero bypassato i controlli falsificando gli ingressi delle merci per poi tombarli all’interno del cantiere per i lavori di realizzazione delle banchine aereoportuali. Ma vi è di più, perché dietro a tutto ciò sembra esserci l’ombra della mafia. “Dall’indagine, infatti, –  spiega Renzo Morella, comandante del corpo forestale genovese – è emersa l’ipotesi di connivenze tra la ditta conferitrice dei rifiuti e il personale dell’impresa che stava realizzando le opere. La prima delle due imprese ha sede legale a Monreale, a Palermo, e una base operativa a Genova. Dai tabulati del personale che operava nel cantiere, anche in nero, si è potuto verificare che questi personaggi fossero stati recentemente controllati insieme a un componente della famiglia Strangio, legata alla criminalità organizzata  crotonese” Inoltre aggiunge Morolla “è da segnalare anche il capocantiere dell’impresa che ha ricevuto i rifiuti è un pregiudicato del suo paese d’origine, Bronte (in provincia di Catania) incontrava soggetti con precedenti per associazione mafiosa ed è segnalato per la vicinanza ai clan Laudano, Mazzei e Santapaola” L’area è stata posta sotto sequestro e sono in corso i campionamenti atti a verificare l’eventuale pericolosità dei rifiuti rinvenuti. Gli indagati sono stati denunciati per reati ambientali e falso avendo apposte nei documenti di trasporto firme contraffatte.