16 Giugno 2015
Giugno 2015

Rifiuti tossici. Si scava nell’area ex Pozzi di Calvi Risorta nel casertano

f30c940cdfc4698693925b83aa7321e5Fanghi industriali, bustoni di 25 chili contenenti una volta sostanze chimiche tossiche prodotte da aziende francesi, altri fusti deteriorati con tracce di solventi e vernici. Da tre giorni si scavano buche nell’area ex Pozzi di Calvi Risorta, un’area industriale dismessa da oltre trent’anni in provincia di Caserta,  dove continuano ad affiorare rifiuti speciali.
Qualcuno ritiene che potrebbe trattarsi della discarica abusiva più grande d’Europa, ma la procura di S. Maria Capua Vetere, che ha disposto gli scavi, invita alla prudenza: “Il materiale è in fase di campionamento e solo all’esito delle analisi si potrà valutare l’effettiva natura dei rifiuti e quindi la loro eventualepotenzialità dannosa”.
A coordinare le ruspe dell’esercito sono  gli agenti del Corpo forestale dello Stato. Secondo il comandante regionale Sergio Costa, “nell’area ex Pozzi di Calvi Risorta i rifiuti sono stati tombati secondo un sistema quasi scientifico usato dal clan dei Casalesi. Il nostro è uno spunto investigativo che va approfondito, ma abbiamo constatato che qui come in altre zone del Casertano, dove i rifiuti sono stati sotterrati dai Casalesi, sono state usate modalità che rendono il terreno compatto e non franoso, con vari strati di rifiuti e terra che si sovrappongono fino all’ultimo strato superficiale di poche decine di centimetri di terreno in buono stato. Quel che sembra certo è che chi ha eseguito il tombamento dei rifiuti è un soggetto diverso da chi la commissionato”.
Il procuratore Raffaella Capasso ha poi confermato che dagli scavi sono emersi numerosi sacchi con le scritte: “politilene/riblene, pliolite/Good Year chimica Division, Basf ed Eltex. Sono stati rinvenuti inoltre altri quattro fusti di cui uno riportante la scritta Pozzi vernici”. presenti sul posto anche i vigili del fuoco di Caserta del Nucleo Nbcr per rilevare eventuali tracce di sostanze radioattive. Domani arriveranno i tecnici dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia per ulteriori analisi sul terreno.
Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha convocato una riunione urgente al ministero con il Corpo forestale dello Stato, il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e le strutture tecniche del dicastero.