Febbraio 2015

Costiera amalfitana, sequestrato il Parco del Fuenti

La Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno ha sottoposto a sequestro preventivo una struttura ricettiva che stava sorgendo abusivamente in Costiera Amalfitana. Cinque persone sono state denunciate. Il progetto complessivo era quello di creare sulle ceneri della discoteca Fuenti e dell’Hotel Amalfitana, lo storico ecomostro abbattuto nel 1999, un nuovo complesso turistico d’élite, il Parco del Fuenti. Al posto della discoteca sarebbe sorto il resort a quattro stelle incastonato nella roccia, nel Comune di Cetara; poco più in basso, nel territorio di Vietri, il centro benessere, l’enoteca e la sala ristorante ricavati nel vuoto lasciato dall’abbattimento dell’Amalfitana; infine lo stabilimento balneare esclusivo.
Dopo l’assoluzione in primo grado arrivata lo scorso giugno, gli imprenditori – i Mazzitelli, già proprietari del vecchio ecomostro – erano pronti a riprendere i lavori.
Il nuovo resort, a Cetara, doveva sorgere in un edificio su due livelli affacciato sul mare, con annesse attrezzature (due piscine, un punto di ristoro e vari punti di ritrovo, un terrazzo solarium, aree verdi, parcheggi e strutture per la viabilità, nonché un ascensore di collegamento ricavato nella roccia), per un’estensione complessiva superiore a 10mila mq. La tesi degli inquirenti è che i lavori in atto per trasformare la vecchia discoteca in struttura ricettiva non siano affatto un’opera di risanamento dell’esistente, per la quale la famiglia Mazzitelli aveva ottenuto un permesso nel 2010, ma una costruzione di nuovi volumi in un’area sottoposta a vincolo di inedificabilità assoluta. L’intera struttura ricade infatti all’interno del Parco Regionale dei Monti Lattari, un’area di tutela silvo-pastorale e idrogeologica riconosciuta come patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
Secondo le indagini, il progettista della struttura alberghiera aveva dichiarato, attraverso false attestazioni, che le opere erano conformi a un vecchio progetto (approvato e risalente al 1968) e che le stesse ricadevano in zona turistico-ricreativa. Il responsabile del settore edilizia privata dell’ufficio tecnico comunale, Alfonso Pantuliano, a sua volta aveva falsamente certificato che l’opera era conforme alle prescrizioni edilizie e urbanistiche della zona e aveva così rilasciato un permesso di costruire e un’autorizzazione paesaggistica del tutto illegittimi. Lo stesso pubblico funzionario, inoltre, aveva provveduto a certificare falsamente e a rilasciare illegittimamente titoli riguardanti aree di territorio rientranti nella competenza di un altro Comune, usurpando funzioni pubbliche di altro Ente locale.
Le indagini, eseguite presso i competenti uffici della Regione Campania, hanno rilevato l’istruttoria in corso per il vaglio di una richiesta di ingenti finanziamenti pubblici, che ammontano a quasi 5 milioni di euro. Tutta la documentazione relativa alla richiesta di finanziamento è stata sequestrata.
Gli avvisi di garanzia sono stati notificati a Maria Teresa Mazzitelli, amministratrice della società proprietaria della struttura; al progettista dell’opera, al tecnico comunale responsabile del procedimento, al direttore dei lavori e al collaudatore in corso d’opera. Le ipotesi di reato riguardano il deturpamento di bellezze naturali, la lottizzazione abusiva, l’abuso edilizio, l’abuso in atti d’ufficio, il falso e la truffa aggravata.