Novembre 2015

Macellazione clandestina nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Sanzioni a un ristorante

Nove indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di macellazione clandestina, contraffazione e adulterazione di alimenti, potenziale diffusione di malattie infettive e truffa ai danni dello Stato in materia di erogazioni comunitarie. Questo il risultato di una vasta operazione condotta dal Corpo Forestale dello Stato e dalle Guardie del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, su delega della Procura della Repubblica di Avezzano, nel corso della quale è stato individuato e sequestrato un macello clandestino all’interno di un locale ad uso abitativo nel frusinate appartenente a uno degli indagati.
Nell’abitazione sono state ritrovate 9 carcasse caprine eviscerate e pronte per essere cedute, diversi prodotti di lavorazione della carne, attrezzature professionali per la macellazione, grembiuli e vestiti imbrattati di sangue.
Il macello illegale è stato chiuso con uno specifico provvedimento di sequestro dei locali per ragioni legate alla sicurezza pubblica in materia sanitaria in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale.
Durante l’operazione sono stati passati al setaccio una decina di siti di aziende zootecniche nei comuni di Villavallelonga, Trasacco, Isola Liri, Gioia dei Marsi, Bisegna, Ortonadei Marsi, Pescina ed Avezzano e uno di Gualdo Tadino, in provincia di Perugia.
In un noto ristorante di Pescina in provincia di L’Aquila, collegato a uno degli indagati, il Corpo Forestale dello Stato, in collaborazione con la ASL di Avezzano e Frosinone, ha effettuato il sequestro di due bovini non identificabili in quanto privi di marche auricolari, farmaci e materiale ad uso veterinario non conservati in modo idoneo e circa 100 Kg di carne per mancata tracciabilità, oltre ad abbondante materiale documentale identificativo-anagrafico dei bovini quali passaporti, marche auricolari e registri di stalla che sarà oggetto di attenta analisi degli investigatori, anche in relazione ai focolai di tubercolosi bovina verificatisi negli scorsi anni in alcuni comuni della Marsica.
Al ristorante sono state elevate anche sanzioni amministrative per 7.500 euro in materia di autocontrollo sanitario ed evocazione del marchio di qualità “Vitellone bianco dell’Appennino Centrale IGP” in questo caso Marchigiano, come indicato nel menu del locale.
Scoperti anche diversi casi di detenzione degli animali in condizioni riprovevoli, stabulati sui propri escrementi, con acqua sporca e scarso foraggio, che i Forestali e le guardie del Parco stanno documentando per accertare il reato di maltrattamento e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la propria natura e avviare poi i relativi procedimenti di affido.
Tutta la documentazione acquisita sarà oggetto di ulteriori e approfonditi accertamenti.