Dicembre 2014

Marina di Bibbona, 1.600 “case mobili” da demolire

L’ufficio tecnico del Comune di Marina di Bibbona ha individuato più di 1.600 case mobili prive di autorizzazione, su un totale di poco superiore alle 4mila unità, in 12 dei 14 complessi tra campeggi e parchi vacanza presenti nella località balneare toscana. Alcune strutture, come verande e cucinotti, risultano fuori regola per tipologia costruttiva e dimensione. Così, con un’ordinanza del 9 dicembre, l’amministrazione comunale ha imposto la rimozione delle strutture e il ripristino dei luoghi entro un termine di 90 giorni. Il costo dell’operazione è stimata intorno a un milione di euro. L’ordinanza colpisce le case mobili che ricadono in area soggetta a vincolo paesaggistico e sono prive di autorizzazione, ma anche quelle in contrasto con la normativa regionale perché non costituiscono mezzi di pernottamento autonomi e mobili.
Tra le strutture penalizzate dal provvedimento spicca il campeggio “I Melograni”, di proprietà comunale e gestito dall’azienda ASBi, che vede coinvolte 165 piazzole su 386. Il provvedimento segue infatti una delibera dell’ASBi, la n. 1 del 27/01/2014, nella quale si stabilisce che “le attrezzature che, su richiesta dei clienti, potranno essere installate nelle piazzole del campeggio comunale sono esclusivamente le seguenti: un mezzo mobile di pernottamento con i relativi accessori, cioè roulotte o camper con veranda o cucinotto entrambi in tela, oppure tende o carrelli in tela”. Di lì a poco, con la delibera n. 313 del 16/04/2014, la Giunta della Regione Toscana assentiva l’installazione sulle piazzole anche di verande rigide (costituenti anche una stanza) e di cucinotti rigidi, purché di dimensioni non superiori alle roulottes che sarebbero dovute rimanere il mezzo principale. Le prime contestazioni sono emerse in merito alle modalità di misurazione delle strutture accessorie rispetto alle roulottes e alla possibilità di ammettere o meno, oltre alle roulottes e ai camper, anche altri mezzi di pernottamento.
«Non è stato facile per l’amministrazione intervenire su questi asset strategici, ma ciò si è reso necessario per regolamentare una situazione ormai critica – afferma il sindaco Massimo Fedeli –. Risale al 2011 il sopralluogo che Polizia municipale e Forestale dello Stato hanno effettuato nei campeggi e nei parchi vacanza di Marina di Bibbona. Il rapporto di quell’intervento sottolineava l’esistenza di tutta una serie di presunte irregolarità che coinvolgevano la maggior parte delle strutture presenti, situazioni che nel corso del tempo avevano proliferato all’interno dei campeggi e che si ponevano apparentemente in contrasto con la normativa vigente».
L’ordinanza di sgombero e demolizione colpisce l’80 % delle strutture: la quasi totalità delle imprese extra alberghiere che rappresentano la parte rilevante dell’economia turistica, una realtà che nel periodo estivo arriva a registrare un milione di presenze.

(Fonte: Il Tirreno di Cecina-Rosignano)